Avellino

October 2, 2008

La situazione in Irpinia non sembra delle migliori. Dan Dickau, il play con esperienze Nba acquistato quest’estate e con lo stipendiuccio superiore al milione, è stato tagliato. Si è parlato di problemi alla schiena che gli impedissero di giocare con frequenza. Ma Dickau ha firmato nella notte con i Golden State Warriors, tanto male non dovrebbe stare. Avellino, invece, ha ripiegato su un giocatore decisamente più economico, Travis Best.

Da osservatore esterno, l’impressione è che Avellino stia percorrendo la stessa parabola negativa che abbiamo percorso noi. Nello stesso anno vittoria della Final Eight e qualificazione all’Eurolega, stessi problemi di palazzo dello sport da ampliare, stessa volontà dei due presidenti di anticipare i soldi per i lavori, steso atteggiamento del Comune di fronte alla necessità di sborsare questi soldi anticipati. Ercolino è già sbottato in paio di occasioni, ha minacciato di affidare la società al Comune. In bocca al lupo, ma l’impressione è che anche loro - come noi - abbiano fatto il passo più lungo della gamba.

Cambiando argomento e facendo il solito spottino, domani alle 18 su Rbg parleremo del basket di mamma Africa.

Podcast

October 1, 2008

Per chi volesse sentire qualche vecchia puntata, hanno messo su i podcast. Basta andare alla pagina del programma, cliccare sulla puntata che interessa (ovviamente già andata in onda) e poi su CLICCA PER ASCOLTARE LA PUNTATA IN PODCAST.

Del più e del meno

September 29, 2008

Mentre segnalo come al solito che il martedì saremo in onda, come sempre alle 18 su Rbg, discutendo di risse Nba storiche, ritengo opportuno riflettere un po’ sulla situazione del movimento in Italia a pochi giorni dal via, con ricorsi ancora pendenti, un calendario che ancora non esiste, e cose amene di questo tipo. Non ci vuole certamente un genio per capire che la situazione è grigia tendente al nero. Una nazionale in difficoltà, risorse limitate, nuove frontiere del gioco con tanti denari. Intanto noi ci troviamo in preda a una marea. Chi deve vigilare non vigila, e le pezze per rimediare alle furbate di qualcuno vengono messe in ritardo abnorme. Non si riesce a investire sui vivai, e intanto ci si scervella su quale formula sia la migliore (o la meno peggio?): 4+2, 3+3, 2+4. Non credo che gli spettatori (a proposito, unica notizia buona, quelli aumentano) vadano a vedere una partita per seguire un italiano o un americano o un croato. Vanno per vedere basket, del bel basket, perché alla fine parliamo del gioco più bello del mondo, e allora chissenefrega del passaporto. Resto dell’idea che la Lega debba, in maniera indolore, staccarsi da una Fip purtroppo allo sbando, e dare vita a un proprio campionato. Di cose da fare ce ne sarebbero parecchie, ma è il problema è sempre quello. Chi può interessarsi al prodotto basket in un paese che comunque è decisamente calciofilo? Fare una Lega chiusa comporterebbe imprenditori appassionati, che decidano di dare vita a realtà solide. Ma il basket è - per fortuna, più che purtroppo - uno sport che attecchisce molto in città sicuramente non enormi, come Biella o Montegranaro ed altre. Quindi l’ipotesi di dare vita a una Lega che abbia, ad esempio, vincoli di strutture (palazzetti non meno capienti di tot) in Italia non può funzionare. Si potrebbe "costringere" le società, o le franchigie che dir si voglia, ad avere obbligatoriamente una squadra di under 23 da schierare, prima di una partita di campionato, contro la under 23 dell’avversaria, per dare vita a un campionato giovanile. 

Sono solo cazzate che mi sono venute in mente mentre scrivevo queste due righe, sono sicuro che qualcuno ben più dentro al sistema di me possa fare decisamente di meglio. La mia speranza, però, è che a decidere del futuro del basket italiano possano essere persone che il basket lo hanno vissuto e giocato. Non freddi manager o pseudoesperti di marketing. 

Born To Be Wild

September 25, 2008

Domani alle 18 su Rbg parleremo di un idolo assoluto: Dennis Rodman.

Spero poi di poter tornare ad aggiornare il blog con maggiore regolarità, che ultimamente ho avuto un po’ da fare. 

Italia sì, Italia no

September 23, 2008

Oggi alle 18 Uno spicchio tira l’altro si occuperà del particolare periodo della nazionale italiana. Sintonizzatevi su Rbg e se volete sentire della buona musica accendete i vostri lettori multimediali alle 17 per ascoltare Five O’ Clock. Per commenti e altro, e per rispondere al sondaggione di questa puntata: spicchio.rbg@hotmail.it

New York, New York

September 19, 2008

Oggi alle 18 su Rbg puntata di Uno spicchio tira l’altro dedicata al rapporto tra la città di New York e il basket. Secondo me è venuta abbastanza bene, se avete cinque minuti ascoltatela e fatemi sapere che ne pensate. Se non fanno casino, replica alle 22.

Intanto annuncio che le puntate del 30 settembre e del 3 ottobre probabilmente saranno sul campionato italiano. Se avete qualche domanda o qualche cazzata per movimentare un po’ la trasmissione fatemi sapere! Per qualsiasi cosa spicchio.rbg@hotmail.it

 

Ready? Go!

September 16, 2008

Parte oggi alle 18 un progetto che mi vede protagonista assieme al caro amico robbiatese Marcello. Lui è nordico e collabora con RBG, la radio dell’Università di Bergamo, conducendo la splendida trasmissione Five o’clock, su tutto ciò che è anglosassone. Il martedì e il venerdì, proprio appena finito Five o’clock, andranno in onda cinque minuti dedicati al basket, dall’improbabile nome di Uno spicchio tira l’altro. Il link vi rimanda alla scheda del programma, parleremo del mondo di basket, di storie e di personaggi. La prima puntata è un po’ improbabile perché alla fine ci presentiamo, ma vi posso assicurare che la seconda, su New York, è molto carina. Quindi, se avete cinque minuti di tempo libero, il martedì e il venerdì alle 18 (e forse anche in replica alle 22), andate sul sito di RBG, cliccate su play e ascoltate i nostri deliri. Poi castigateci via mail a spicchio.rbg@hotmail.it

Per i ggiovani c’è anche il gruppo su Facebook