La storia di Brandon Jennings

July 9, 2008

 

Brandon Jennings è considerato, forse più di Ricky Rubio (almeno in America), il miglior play del draft 2009. E’ rapido, ha visione di gioco, fortissimo in campo aperto. E’ stato reclutato da Arizona e da coach Lute Olson, ma sembra che le cose potrebbero andare diversamente. Il programma originario era quella di fare il cosiddetto "one and done", cioè un anno di college per poi entrare nel dorato mondo Nba, che apre le sue porte solo a chi ha compiuto i 19 anni. Ma Jennings non vuole fare il college. Le chances di passare il test di ingresso sono poche, ma nel mondo del college basket qualcuno che ti aiuta quando sei in difficoltà di rendimento lo trovi sempre, se sai buttare quella palla a spicchi nel cesto. Così, ha annunciato di voler giocare in Europa da professionista, con la potenzialità di creare un vero e proprio trend di giocatori disposti a saltare il college, venire dalle nostre parti per un annetto e fare il grande salto.

La questione è ostica: sembra che il ragazzo abbia avuto offerte da diverse squadre europee, alcune delle quali italiane (Avellino?), per circa 300.000 dollarozzi. La mossa di Jennings, se funzionasse, potrebbe portare all’annientamento del college basket, almeno fin quando sopravviverà la vicenda dello "one and done". E non è detto che porti i suoi frutti. Quello che Jennings forse ignora è che il basket europeo, oltre ad avere caratteristiche di gioco (per fortuna) parecchio diverse da quello Nba (ma non tanto da quello Ncaa, a onor del vero), porta con sè una pressione che in America, specie al college, non si verifica. Insomma, al college se toppi qualche partita non succede molto, ti ha scelto il coach in un programma di reclutamento che ti prevedeva e che aveva fiducia in te. Al massimo ti fai un po’ di panchina. In Europa le cose cambiano, servono i risultati, per vincere qualcosa o - peggio ancora - per non retrocedere. E se giochi male ti tagliano. E là sono cazzi.

Posto che, per quanto talentuoso, io qualche remora ad offrire 300 cucuzze a un ragazzino di 18 anni le avrei eccome, gli scenari plausibili diventano vari. Quello positivo è che Jennings non soffra l’impatto europeo, che la squadra che lo ha ingaggiato possa godere delle sue buone prestazioni e che a fine giugno il play venga scelto parecchio in alto al draft. Quello negativo è che invece il ragazzo giochi male, faccia una stagione nella media o venga tagliato, vedendo crollare le sue quotazioni al draft e rovinandosi la carriera. E occhio che gli scout americani non stanno più seguendo la tendenza "europeista" degli anni precedenti.

Mock draft 3.0 (e basta!)

June 23, 2008

A pochi giorni dal draft, ecco il mio ultimo mock. Spero di azzeccarne almeno una!

1) CHICAGO BULLS: Derrick Rose. Ormai pare definitivo, e vorrei anche vedere. Nativo proprio della Wind City, prototipo della point guard del 2000, è l’unico giocatore del draft sul quale metterei la mano sul fuoco.
2) MIAMI HEAT: Michael Beasley. Testa pazza, talento a grappoli, però Miami potrebbe darlo via per Mayo, che tanto piace a Wade (e a sorpresa anche a Riley).
3) MINNESOTA TIMBERWOLVES: OJ Mayo. Eccallà. Le cose sono due: o si scende per prendere Lo-Lo (Love o Lopez), o si prende Mayo. A quel punto le soluzioni sono ancora due: lo si scambia con Miami per Beasley che con Jefferson formerebbe una frontline leggera ma di talento offensivo da stroppicciarsi gli occhi, o lo si tiene e gli si affidano le sorti della franchigia (assieme a Big Al ovviamente).
4) SEATTLE SONICS: Jarred Bayless. Servirebbe un lungo, ma probabilmente alla fine i Sonics metteranno un altro cavallo nel motore. Non sarà mai un fenomeno ma può avere un discreto impatto realizzativo sin dalla prima stagione. Poi bisogna vedere se progredirà, soprattutto come comprensione del gioco.
5) MEMPHIS GRIZZLIES: Kevin Love. scelta complicata a dir poco, l’ideale sarebbe cercare di muoversi da questa specie di limbo in cui rischi di sprecare una scelta altina per un giocatore che non sposta. Love è un giocatore tecnicamente delizioso, ma a livello Nba rischia di non avere impatto, a causa del fisico adiposo e dell’atletismo scarso. L’arrivo di Marc Gasol rilancia l’ipotesi Gordon, ma sono troppo pigro per cambiare tutto il mock.
6) NEW YORK KNICKS: Russell Westbrook. Non mi fa impazzire, già l’ho scritto, però con Jamal Crawford può coesistere.
7) LOS ANGELES CLIPPERS: Eric Gordon. Potrebbero buttarsi su un play (Westbrook se non lo prendono prima o Augustin), ma potrebbero arrivarci anche tramite trade (Maggette ruba spazio a Thornton). In tal caso, Gordon è un gran bel realizzatore.
8 ) MILWAUKEE BUCKS: Joe Alexander. Bucks che non vogliono correre il rischio di un nuovo caso-Yi e allora si buttano su un giocatore perfetto per Skiles. E’ un mio pupillo, sa segnare, è un atleta super, ha la mentalità vincente e grande etica del lavoro.
9) CHARLOTTE BOBCATS: Brook Lopez. Workout e prove atletiche lo hanno fatto scivolare parecchio. Resta un lungo dai buoni fondamentali e dal discreto senso per la stoppata. In coppia con Okafor (se rimane) può fare bene.
10) NEW JERSEY NETS. Danilo Gallinari. Giocatore già pronto, l’ideale da affiancare a un play come Harris e a un pacchetto lunghi in crescita (Boone, Sean Williams). Il leader è Carter e quindi non faranno grandi cose, ma vien fuori una discreta squadra da corsa.
11) INDIANA PACERS: Dj Augustin. Play tascabile, magari non l’ideale da accoppiare a Dunleavy ma che può avere un buon impatto.
12) SACRAMENTO KINGS: Darrell Arthur. O perlomeno, io prenderei lui, giocatore di fisico, una bella bestiolina da affiancare a Hawes. Le voci lo danno in calo ma i Kings potrebbero buttarsi su un giocatore più di prospettiva, in particolare Randolph, che però a mio avviso ha il difetto di non saper giocare a basket.
13) PORTLAND TRAIL BLAZERS: Alexis Ajinca. Toh, mettiamoci una sorpresa e i Blazers ti vanno a prendere un altro settepiedi! Sembra che il francese sia più pronto di quanto si pensi e allora può essere un giocatorino interessante da far crescere con relativa calma.
14) GOLDEN STATE WARRIORS: Donte Greene. Mi sembra un buon giocatore per Nelson, innamorato del suo tiro da fuori, andrebbe a coprire qualche buco che rischia di crearsi nel roster dei Warriors.

Prossimamente in Europa?

June 21, 2008

Ecco un elenco di giocatori in uscita dal college che potrebbero fare gola ai gm europei e che mi piacciono particolarmente!

JASON RICHARDS, insieme a Curry il fautore della favola Davidson al torneo NCAA. Miglior assistman del basket universitario, sa anche segnare da fuori. Giocatore di fosforo. SEAN SINGLETARY, piccolo play dal gran tiro in uscita da Virginia. MIKE TAYLOR, altro giocatore del sottobosco. In America lo passano, in Europa può venire su bene come giocatore da quintetto. BRIAN ROBERTS, gemma nascosta del basket NCAA, ma le ultime prestazioni hanno fatto girare più di una testa. Crivella la retina che è un piacere. MARK TYNDALE, bel realizzatore, va anche a rimbalzo. Viene dallo stesso college di Greer. LESTER HUDSON, vabbè, questo va al secondo giro sicuramente, inutile metterlo. guardate le cifre. sì, sono esatte. JR GIDDENS, 2/3 magari non affidabilissimo come temperamento ma in grado di mettere su bei numeri. GARY FORBES, ecco il 3 che vi serve. Gran talento offensivo, zompa parecchio. JAMES GIST, 4 in uscita da Maryland, con un’apertura alare clamorosa. DAVON JEFFERSON, compagno di squadra di Mayo e Hackett a USC. Si è dichiarato al draft, ha scelto un agente, ha fatto dei provini di merda e ora è fottuto. Ma il talento c’è. PAT CALATHES, questo per me è fatto per l’Europa. Un bel 4 biancone con una mano morbida morbida visto che nasce come 3. Sta mettendo su muscoli e chili, ha l’atletismo. Vitor approved. JOSH DUNCAN, altro pupillo, è un giocatore intelligente e dotato della piacevole caratteristica di elevare il proprio rendimento quando conta. In Europa può essere un gran bel 4. DERRICK CARACTER, la nemesi di Padgett (vd. sotto). Scemo, ma scemo sul serio, ha deciso di dichiararsi al draft nonostante nessuno se lo filasse. Ora probabilmente non sarà scelto ma non tornerà al college perché Pitino e i suoi compagni ne hanno abbastanza di lui, visto che ha comunicato la decisione a stagione ampiamente in corso. Ma in Europa con quel corpo può far bene. CHARLES RHODES, 4/5 di Mississipi State. Questo è una bestia. SASHA KAUN, cambio dei lunghi nella Kansas campione NCAA. OTHELLO HUNTER, era il cambio di Oden due anni fa. Quest’anno ha avuto più spazio, altra bestia, ma potrebbe essere scelto al secondo giro. DAVID PADGETT, l’intelligenza. Passatore clamoroso dal post, gran difensore, ha giocato a Lousville con Pitino e questo la dice lunga. Con una squadra di realizzatori lui può fare quello dotato di cervello.

White Men CAN Jump

June 12, 2008

E’ uno dei miei pupilli per il prossimo draft, si chiama Joe Alexander e ha guidato West Virginia al Torneo Ncaa fino all’eliminazione con Xavier, chiusa con un 18+10. Ala piccola, dalle doti atletiche impressionanti (vedrete più giù) evidenziate ulteriormente nei workout, ha un favoloso gioco dai 4/5 metri, da dove trova spesso il canestro. Ha visione del gioco, va a rimbalzo, regge i contatti. Ma soprattutto è un modello positivo, si fa continuamente un mazzo tanto per migliorarsi e non fugge le responsabilità. Certo, c’è qualche difetto in ottica Nba: poca mobilità laterale che lo porta a perdere mezzo passo contro i piccoli più rapidi, tiro dalla lunga distanza che va ma spesso non viene. Però può diventare un bel giocatore di complemento, assolutamente da quintetto, specie se arriva in una squadra già con elementi positivi (chi ha detto Portland?). Un Gallinari con minor talento offensivo (comunque buono) ma più atletico. E per spiegare il titolo, ecco una foto…

 

Mock draft 2.0

June 4, 2008

Aggiornamento del mock, dopo il predraft di Orlando, le prove fisiche. Ieri sono iniziati i workout. Qui la prima versione.

1) CHICAGO: Derrick Rose. E’ quello che più ha impressionato, oltre a quello che ha fatto nel torneo Ncaa, per i primi provini e per l’umiltà dimostrata in questi giorni e durante le interviste. L’idea che sarà lui il numero 1 si consolida.
2) MIAMI: Michael Beasley. Attenzione perché le misurazioni gli hanno tolto parecchi centimetri. Di conseguenza, potrà giocare PF ma l’incertezza sul ruolo aumenta. Teoricamente è un 3 ma la difesa è rivedibile, figuriamoci in quella posizione. La testa inoltre non sembra appostissimo. Però il talento gronda, ma le possibilità di una cessione della scelta sono altine. Con Riley non si scherza.
3) MINNESOTA: OJ Mayo. La sorpresa, per chi ha visto le partite di USC, è che è un attaccante sopravvalutato e un difensore sottovalutato. Potrebbero venire fuori cose interessanti da lui e Jefferson. Sennò Lopez con Mayo alla 5.
4) SEATTLE: Jarred Bayless. L’alternativa è sempre Lopez, di cui scriverò dopo, ma come già detto i Sonics dovrebbero andare su sto ragazzo che però alle misurazioni ha dimostrato di avere braccia molto corte.
5) MEMPHIS: Brook Lopez. Oddio, teoricamente vicino a Darko io ci vedrei un ragazzone più cattivo. Possibile cedano la scelta, comunque l’ex Stanford ha mostrato finora buoni movimenti ma evidenti difficoltà sul piano atletico.
6) NEW YORK: Russell Westbrook. Stanno spingendo parecchio per il play di UCLA. Può però rendere bene con Crawford.
7) LA CLIPPERS: Eric Gordon. Sì in quel ruolo hanno già Mobley, ma ormai ha una certa età. Se scambiano Maggette per un buon play (quindi non TJ Ford) si trovano con una discreta squadra.
8 ) MILWAUKEE: Danilo Gallinari. Non mi sta piacendo come si sta comportando Gallinari finora: ancora non si sa che provini terrà, sembra voglia farne pochi quando a mio avviso gli converrebbe farsi vedere un po’ da tutti. Colpa delle sirene di Armani? Ai Bucks comunque c’è un buco come 3, ed eccolo qui. Comunque in questa fase le quotazioni degli europei scendono spesso, vediamo con i primi provini.
9) CHARLOTTE: Kevin Love. Come previsto ha un po’ di ciccia addosso, ma i fondamentali sono quelli che sono.
10) NEW JERSEY: Anthony Randolph. Offensivamente è tutto da sgrezzare, ma è un giocatore selvaggio, in una squadra da corsa con Harris, Carter ed eventualmente Jefferson ci sta tutto.
11) INDIANA: DJ Augustin. E’ ancora più piccolo di quanto si pensasse, ma i Pacers hanno bisogno di un play.
12) SACRAMENTO: Donte Greene. Nonostante il drammatico risultato alla panca, nel camp di Orlando ha fatto vedere gran belle cose. Oppure Arthur con Greene alla 14.
13) PORTLAND: Joe Alexander. Il ragazzo piace sempre di più, le prove atletiche sono andate da favola. Con McMillan potrebbe trovarsi benissimo, perché ha talento, coglioni ed un’immensa etica lavorativa.
14) GOLDEN STATE: Darrell Arthur. Per i motivi già detti.

Mock Draft 1.0

May 24, 2008

Stavo iniziando a pensare un po’ al mio mock draft. Ecco una prima versione, molto provvisoria. Bisognerà poi vedere i workout. Ma tanto il draft non è una scienza esatta e già so che ne beccherò un paio al massimo!

1) CHICAGO: Derrick Rose. Mi sembra al momento l’unico vero fenomeno di questo draft, pieno di buoni giocatori. Point guard di quelle moderne, visione di gioco superba, può giocare sia a metà campo che a ritmi sostenuti (che comunque preferisce), ama buttarsi dentro, il tiro non è male e anche difensivamente non è malvagio. Confermo Hinrich e Deng, cerco di scambiare Gordon per un lungo.
2) MIAMI: Michael Beasley. Se decidono di puntare su Marion possono cedere la scelta, altrimenti il ragazzo diventa il tassello ideale per ricostruire con Wade, magari in un quintetto piccolo che lo veda PF.
3) MINNESOTA: Brook Lopez. Jefferson ha bisogno di una mano là sotto e Lopez ha movimenti in post, un semigancio affidabilissimo e gran senso della stoppata. Più di qualche dubbio in difesa, non sarà mai un all star ma è un bel giocatore.
4) SEATTLE: Jarred Bayless. Di sicuro non è un play tradizionale. Combo-guard alla Monta Ellis, in un quintetto rapido come quello dei Sonics potrebbe dare da subito il suo contributo. Tende a eclissarsi un po’ quando la palla scotta, ma il leader a Seattle già c’è e quindi non è un problema. Se invece alla 4 arriva Lopez possibile che vadano con loro, dopo aver preso per anni dei centri bacchettoni e inutili.
5) MEMPHIS: OJ Mayo. Nel caso Marc Gasol non venisse quest’anno, servirebbe un lungo, ma a meno che Jordan non si riveli già pronto è difficile che alla 5 possano trovare qualcosa di utile. Possono prendere comunque un giocatore un po’ sbruffone ma che non sembra capriccioso come si diceva fino a un anno fa. Il ragazzo comunque ha talento e avrebbe con Gay le chiavi della squadra da subito. Altrimenti possono cedere la scelta e scendere un po’.
6) NEW YORK: Danilo Gallinari. Perché sì. A meno che i Knicks non cerchino di salire alla 2 se Chicago va su Beasley o si gettino su Mayo, non vedo motivi per non prendere Gallinari. E’ intelligente, può giocare 4 ruoli, e D’Antoni lo sa bene.
7) LA CLIPPERS: Russell Westbrook. A meno che cedano Brand e si buttino su Anthony Randolph, serve un play. Westbrook a me non fa impazzire, lo trovo un po’ scemo, ma dall’altra parte dell’oceano è considerato un giocatore concreto e un gran bel difensore. Ai Clippers un play serve…
8 ) MILWAUKEE: Eric Gordon. L’avventura di Redd sembra essere agli sgoccioli, ecco il suo sostituto.
9) CHARLOTTE: Kevin Love. Anche qua qualche dubbio, in Europa dominerebbe perché fa giocate intelligenti e ha una gran bella mano. Rischia di pagare tantissimo in atletismo e di essere troppo lento per giocare 4. Ma gioca nel "right way", e a Brown questo piace,
10) NEW JERSEY: Anthony Randolph. Mah, qua serve un po’ di tutto, specie se Diop saluta la compagnia, e in tal caso si può andare con Jordan. A meno di stravolgimenti di mercato, Randolph potrebbe rappresentare il lungo rapido per giocare con Harris e Carter (Jefferson mi sa che parte).
11) INDIANA: DJ Augustin. Se Westbrook viene chiamato prima. Augustin potrebbe essere il nuovo Tinsley, con meno palle recuperate ma tanta rapidità e più punti. Inoltre è un giocatore diverso da Diener, che lo cambierebbe. Certo, con Dunleavy big guard si creerebbero problemi difensivi non da poco: uno piccolo piccolo, uno grossicello.
12) SACRAMENTO: Donte Greene. Servirebbe un play ma a questo punto del draft sarebbero andati. Come pivot hanno già Hawes, preso solo un anno fa, e allora visto che Artest è sul piede di partenza potrebbero gettarsi su questo interessante tweener.
13) PORTLAND: Joe Alexander. Sempre detto che Gallinari ai Blazers starebbe benissimo. Alexander è la versione USA, con grande etica del lavoro e leadership. Servirebbe un play ma a quello si può arrivare via mercato.
14) GOLDEN STATE: Darrell Arthur. La PF ideale nel sistema Warriors, grande atleta e ottimo realizzatore. Con Biedrins potrebbe formare una signora coppia di lunghi.

Palle di toro

May 21, 2008

La lottery premia a sorpresa i Bulls e scompiglia un po’ le carte in tavola ad analisti e appassionati. Essì, perché Chicago ha in scadenza sia i contratti di Gordon che di Deng, e quindi bisogna prima fare un po’ di scelte e poi decidere se buttarsi su Rose (mettendo anche Hinrich sull’uscio?) o su Beasley. Gli scenari sono molteplici, Chicago potrebbe puntare sull’ex Kansas State, rinunciando così a Deng e acquisendo un tweener con una discreta presenza in post. Io prenderei Rose, che - attenzione - è proprio della Wind City, è un gran talento e ha già la stoffa del leader. A quel punto confermerei Deng, che a me piace parecchio, e farei piazza pulita, cedendo sia Gordon che Hinrich, cercando di arrivare a un lungo di presenza e a una discreta guardia tiratrice, cosa che Hughes non è.

Anche a Miami la situazione è incasinata: tutto dipende da cosa farà Marion, che ha ancora un anno di contratto ma con opzione per uscire già quest’anno. In teoria non gli converrebbe uscire, perché un’altra squadra che gli snocciola 17mln l’anno non la trova. Ma lui ha detto di voler rinegoziare e tagliarsi lo stipendio per poter rinforzare la squadra. Sfiga, Beasley gioca nel suo stesso ruolo, e se i Bulls vanno con Rose potrebbero non esserci buoni propositi che tengano. Se invece a Chicago si va con Rose… altro scenario interessantissimo, perché a mio avviso l’ex Memphis si pesta un po’ i piedi con Wade, pur essendo un miglior tiratore. Possibile allora che Miami cerchi di cedere la scelta, e - soprattutto se il giocatore in questione è Rose - ci sarà gente disposta a vendere le figlie per la 2. Una di questi è New York (in cambio di Curry?), che altrimenti va alla 6, dove potrebbe benissimo essere preso Gallinari. Andrebbe benissimo a lui, andrebbe benissimo ai Knicks.

Alla 3 inizia il vero e proprio draft. Minnesota avrebbe bisogno di un lungo, l’ideale sarebbe Kevin Love che ha buon tiro dai 5 metri e si accoppierebbe benissimo con Jefferson. Ma per Love è troppo presto e quindi si seguirà la pista Brook Lopez. Altrimenti si cambia scenario e ci si butta su Bayliss, play-guardia. Seattle prenderebbe quello che viene lasciato dai Twolves, essendo in una situazione simile.

Alla cinque i Grizzlies, e a quel punto se le cose sono andate così l’opzione principale sarebbe Mayo. Sono solo ipotesi post-lottery, vedremo i workout come andranno. C’è ancora più di un mese, ne riparleremo.