Una partita di basket

October 27, 2009

Ore 10:00 - L’alcool della sera precedente e l’ostilità del centro di Bologna nei confronti delle macchine suggeriscono un cambiamento di programma. Si pranza a Milano.

Ore 13:00 – Pasta al forno con prosciutto cotto, provola affumicata e cavolo, “salamelle” con patate, frutta, caffè, limoncello e crostata. Mia madre contribuisce al buon esito della trasferta: non si segue la squadra a stomaco vuoto.

Ore 14:45 – Partenza per Bologna

Ore 16:50 – Arrivo alla Futur Show Station. Prima tappa in biglietteria, dove non hanno neanche stampato i biglietti per il settore ospiti. Scherzando, ipotizziamo di essere gli unici “napoletani” (il mio compagno di trasferta è bolzanino). Scopriremo che è proprio così.

Ore 17:25 – Entriamo. La polizia, forse per far vedere che non sono là a non fare davvero un cazzo, ci controlla le tasche. Prendiamo possesso del settore ospiti, pensando a cosa fare per attirare un po’ l’attenzione dei tifosi avversari, che ci mancano clamorosamente di rispetto non dedicandoci neanche un coro.

Ore 17:45 – Un altro napoletano nel settore accanto. Guarderemo la partita insieme, in piedi, appoggiati alle transenne che dividono le due zone. La curiosità è per Damon Jones: con tutto il cuore speriamo che sfoderi uno One-Man-Show, forzando tutto il forzabile per farci divertire. Intanto scopriamo di avere un bar dedicato esclusivamente a noi e ogni tanto andiamo a far compagnia al barista, sentendoci un po’ in colpa per la sua solitudine.

Ore 18:15 – Il nostro pensiero va al mai rimpianto Franco Marcelletti: comunque vada, sarà un successo. Ed in un bel palazzetto non troppo vuoto, inizia la gara.

Ore 18:35 – In effetti è una gara. La Virus è in controllo, ma non ci sentiamo in imbarazzo. Moss e Penn fanno pentole e coperchi, la nostra transizione difensiva è a dir poco rivedibile, però in qualche modo si gioca. Il primo quarto termina 20 a 12 per i padroni di casa.

Ore 18:55 – Fine primo tempo. I ragazzi non mollano. Il punteggio recita 42-33, 9 punti di scarto che potevano essere tranquillamente meno. Sugli scudi, Dimitrios Tsaldaris e Dragisa “Udite Udite!” Drobnjak. Il greco spiega basket, realizzando 11 punti, ma non limitandosi a questo. Inoltre, smentisce chi lo considera solo un tiratore bucando più volte la difesa tortellina. Drobnjak, dopo un avvio da brividi, sfrutta delle buone ricezioni vicino a canestro trasformandole con discreta sicurezza.
Jones? Molto ordinato, non troppo coinvolto, gioca un primo tempo più per gli altri che per sé. Si vede che con Tsaldaris parla una lingua per lo più sconosciuta ai compagni di squadra. Male Kruger (un buon canestro e basta) e Adeleke, troppo servito sul pick’n’roll (che non è arte sua) invece che con ricezioni statiche in post.

Ore 19:30 – 12 -10 è il parziale del 3° quarto. Problemi di falli per il nostro centrone e per Mimmo il finlandese, non in buone condizioni fisiche. La difesa a zona dà qualche frutto, ma quando Kenny non è in campo soffriamo (e molto) a rimbalzo. Gabini dà senso alla sua gara assestando una mannaia mica da ridere a Fajardo, ma purtroppo la rissa viene subito scongiurata. Bonora a lungo in campo, Tsaldaris si raffredda e Jones scalda la mano.

Ore 19:40 – Ad un tratto il tabellone recita 55-53 per i padroni di casa. Drobnjak continua a segnare ed è sfortunato quando un clamoroso dentro-fuori gli nega la tripla del sorpasso. La chiave della “rimonta” però ha su la faccia enorme di Kenny Adeleke (autore di 7 punti) e quella bellissima (cit.) di Damon Jones: ci aspettavamo un pazzo arrivato a fare la star in Europa, abbiamo un giocatore intelligente, non abilissimo a costruirsi il tiro, ma che prima si è messo a disposizione dei compagni e poi si è caricato la squadra sulle spalle. E che meccanica di tiro!

Ore 19:55 – Non dico che ci eravamo illusi di vincere, però sentire un po’ di paura tra i bolognesi ci ha dato soddisfazione. Sanikidze e Fajardo sono degli ossessi a rimbalzo offensivo, e gli extra-possessi danno la vittoria ad una Virtus non molto precisa. Tsaldaris realizza 7 punti nel finale, permettendoci di superare gli agognati 60 punti.

Ore 20:20 – Post partita: giocatori delusi per la sconfitta, ma c’è un po’ di ottimismo. Faccio i miei complimenti ad un frastornato Jones e al greco amareggiato. Il presidente invece è incontenibile. Si fanno voci, qualcuno probabilmente saluterà. Sabato prossimo il derby con Caserta, ma l’appuntamento principale è fissato per l’8 novembre: a Bologna sarebbe dovuto essere un brodino caldo, a Cremona di sicuro ci saranno gli gnocchi fritti!

La federazione dei cachi?

August 29, 2009

Da “La Tribuna”

Clamorosi retroscena emergono sul caso-Kalnietis: il ricorso della Benetton non è mai arrivato alla Fiba, a quanto pare per colpa della Fip. Insomma, oltre al danno pure la beffa: una storia di ordinaria burocrazia. Da quest’anno una regola impone che nella gestione delle cause internazioni sia la federazione nazionale a far da tramite tra il club e l’organizzazione europea. Ebbene, la Benetton il 31 luglio, con largo anticipo rispetto alla «dead line» del 10 agosto, aveva pagato i 1500 euro previsti dalla tassa per il ricorso e spedito a Roma l’incartamento, ricevendo an-che la conferma dell’avvenuto arrivo. Da quel momento nessuna notizia, finché sei giorni fa la Fiba scrive alla Benetton, e per conoscenza allo Zalgiris, di non aver visto ancora nulla: tempo scaduto. E’ evidente che il ricorso della Benetton, partito regolarmente da Treviso ed arrivato a Roma, giace dimenticato in qualche cassetto dell’ufficio tesseramenti. E’ presumibile che in Ghi-rada avranno un diavolo per capello e che si sentiranno ulteriormente presi per i fondelli in una vicenda dai toni grotteschi, diventati ora kafkiani, dove un ragazzo di 20 anni che a marzo aveva firmato un triennale con Treviso decide improvvisamente di restare in patria, convinto dai quattrini del magnate russo Romanov e facendosi beffe anche del suo procuratore Capicchioni, ed ora una banale dimenticanza di un addetto, un episodio comunque molto antipatico, sta mandando a monte il lavoro di un club che pretende solo che gli siano riconosciuti i propri diritti: se il ricorso fosse arrivato e la Fiba avesse dato ragione a Treviso il triennale firmato da Kalnietis (che come giocatore ormai non interessa più) avrebbe potuto essere adeguatamente monetizzato, (si.fo.)

Un play da urla

August 24, 2009

Vitor va via proprio nel momento topico!
Tutto sommato non penso di fargli torto se dico che Basketblog è soddisfatto di come si sta sviluppando il mercato: manca ancora l’ufficialità, ma il play titolare con ogni probabilità sarà Fredd.. ehm, Kevin Kruger.

Kevin Kruger

Bianco, 26 anni, 1,88 è un play play, buono in transizione e che sa giocare il pick’n'roll. Inoltre è affidabile sia ai liberi che da fuori e a Napoli ciò è ancora più importante, perché l’esigente (ma non sempre competente) pubblico del Palabarbuto non lesina mugolii o fischi quando il playmaker non è troppo ferrato in questi due fondamentali.

Mancano ora le ali titolari, che per forza di cose dovranno essere comunitarie.
Per il ruolo di ala piccola si parla di Tavernari, nazionale brasiliano con passaporto italiano, giovanissimo di belle speranze e ottimo rimbalzista (anche se non è ancora chiaro se lascerà o meno l’università con un anno d’anticipo). Ci sono degli spifferi riguardo Nikagbatse, meno giovane e quindi più esperto, ma di speranze un pelino più limitate e probabilmente non adattissimo ad occupare stabilmente la posizione d’ala. Personalmente non mi dispiacerebbe il prestito di Viggiano, neoacquisto di una Milano sicuramente affollata nel settore esterni.
Più misterioso è il ruolo di ala grande, per il quale non sembrano esserci ancora voci degne d’attenzione.
In ogni caso, i titolari presi fino ad ora sanno passare bene la palla, così come Tavernari e lo stesso Nika.. il che ci lascia un barlume di speranza.
Ma di questo ne parliamo a bocce ferme.

Bella questa

August 23, 2009

Ottima presa. Lo spot di guardia titolare è riempito da un giocatore giovane ma esperto, dotato di ottimo tiro e, seppur non particolarmente grosso, forte fisicamente e capace di attaccare il ferro.
Per 2/5 lo starting five (che poi sono proprio il 2 e il 5) è composto da elementi di sicuro interessanti.
“Curiosità” è la parola adatta a descrivere l’attesa per le prossime tessere, di un mosaico i cui contorni sono ancora molto sfocati.



Intanto la Milano dell’amico Bucchi completa un super quintetto con Acker in guardia.

A San Francisco non si parlava d’altro

August 22, 2009

Dragisa Drobnjak: sembra delinearsi la panca, e anche decentemente… perché stiamo parlando di panca, no!?

Il nuovo acquisto della NSB - Foto tratta dal sito della LegaAdriatica

Déjà vu

August 17, 2009

http://media.scout.com/Media/Image/50/502710.jpg
Leggermente undersized, ama tirare e lo fa bene e anche da molto lontano, oltre che dalla lunetta. L’identikit farebbe pensare a un ritorno di Mike Penberthy ma fortunatamente non siamo ancora ridotti a questo. Difficile possa infrangere, a differenza del biondino, i cuori delle tifose napoletane, ma Terrence Oglesby è la nuova guardia di Napoli. A una prima impressione, basata su cifre e qualche video (tra cui una meravigliosa schiacciata inchiodata sul ferro) ricorda clamorosamente MP3, sperando che almeno lui faccia qualcosa di più che fingere di difendere. Oglesby ha lasciato - a sorpresa - l’università di Clemson, un signor college, questa estate dopo solo due stagioni, quindi è giovane (1988) e di conseguenza non proprio espertissimo. Ma la notizia più importante, e preziosa, è che il giovincello ha un simpatico passaporto norvegese (ha anche disputato i campionati Under20) e di conseguenza abbiamo ancora due visti da spendere, a questo punto immagino per il play e per una delle due ali.

Il pivot neosensibilista

August 10, 2009

http://www.nba.com/media/dleague/l_allred_300_080129.jpg
Proprio poco prima della mia prima settimana di ferie arriva l’ufficializzazione del nuovo pivot, Lance Allred. Nome non sconosciuto, Teramo era sulle sue tracce, anche se come giocatore mi è ignoto. Da quello che si vede da un video su YouTube non sembra malvagissimo, mani abbastanza morbide, tendenza ad allargarsi per il jumper dopo il blocco invece di rollare. Si spera non sia troppo soft. E qui entra in gioco il “neosensibilista”. Lance, che è praticamente sordo, ha scritto un suo libro sulla sua (breve avventura in Nba). Mormone, a quanto pare il suo sogno è diventare uno scrittore famoso.
Indossa il 41, è fan del Grande Lebowski e per questo merita rispetto.

“I am near finished with my second book, an historical fiction about a Teutonic Knight (yes, I am dork) and that has been taking up the bulk of my writing time. Not that I don’t enjoy writing here, but sometimes your priorities take you elsewhere, surely you can understand”.

Autogol

August 9, 2009

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/4/4f/Franco_Marcelletti.jpg/150px-Franco_Marcelletti.jpg
Nel corso della conferenza stampa di presentazione della società, Papalia aveva parlato della volontà di creare qualcosa che conquistasse i tifosi napoletani, che facesse sentire loro questa squadra.
Il primo passo si rivela un errore clamoroso. Franco Marcelletti è il nuovo allenatore della Sebastiani. Una scelta sbagliata per due motivi. In primis, per una questione campanilistica. Marcelletti è stato l’allenatore della Caserta scudettata e della Reggio Emilia che contese la promozione in LegaA alla prima Napoli di Maione. Non riesco a immaginare un personaggio più odiato dalla Napoli cestistica. E’ come se Carletto Mazzone andasse alla Lazio.
L’altro errore è che il coach non azzecca una stagione da una quindicina d’anni. Voglio capire che son pochi quelli disposti a venire in una squadra ancora senza giocatori e sponsor, ma siamo così sicuri che Bartocci (casertano anch’egli ma una vita a Napoli) non sarebbe stato disponibile ad allenare questa squadra?
Con questo post basketblog se ne va in vacanza per una settimana. Si tornerà - brevemente - dopo Ferragosto. Buone vacanze ai lettori, con la speranza di non ritrovarci con Natali GM e Bulleri in regia.

Primi in classifica!

August 6, 2009

Esordio a Siena, abbiamo già i due punti in tasca!

Italietta

Da dove vogliamo iniziare? Iniziamo da quintetto che s’è rivelato totalmente sbagliato? Come si può pensare di poter iniziare una gara con Poeta, Belinelli e Bargnani vuol dire che in difesa paghi dazio, soprattutto sul perimetro. E infatti i primi canestri francesi sono arrivati tutti nello stesso modo. Il piccolo batte dal palleggio l’italiano, rotazione del lungo italiano e scarico del piccolo francese per il compagno di squadra bestio che va a schiacciare.
Il secondo quintetto ha cambiato le carte in tavola. Un po’ di difesa sul perimetro (Mordente), una regia ordinata (Vitali, e qui mi sorprendo perché sapete che come PG non è il mio ideale. Lo ha confermato però nel possesso finale lanciando la palla in tribuna), un po’ di intimidazione (un sorprendente Cusin), e finalmente l’unico giocatore con un po’ di atletismo in campo (Mancinelli).
Belinelli discreto, qualche forzatura voluta, qualcuna meno. Bargnani a tratti invisibile, a tratti servito poco e male, ha messo qualcosina nel finale quando ha ricevuto palloni con maggiore continuità.
Ma si è vista un’Italia ferma, che dava palla all’Nba aspettando facesse qualcosa, che provava a creare ma poi per la disperazione ai 20″ la passava a B&B. Un’Italia che ha giocato meglio quando ha dimostrato quell’approccio e quell’intensità difensiva che doveva avere dall’inizio, con un paio di stoppate, sporcando qualche pallone, difendendo forte e correndo subito dall’altra parte del campo.
Peccato perché i francesi, a causa anche delle defezioni, son veramente scarsi.