Bocce, anzi palle, ferme

August 8, 2008

Basketblog va in vacanza (meritata) per una ventina di giorni. Come annunciato, niente copertura olimpica. Anzi, se qualcuno poi me le racconta mi fa una cortesia. A sentirci a settembre, e grazie dell’attenzione dimostrata in questi primi mesi di vita.

Questo è buono!

August 7, 2008

Leviamoci il dente. Non è un gran tiratore da 3, o perlomeno è un tiratore da fuori discontinuo. Ma è uno slasher fenomenale, batte l’uomo con facilità, andrà in lunetta sei/sette volte a partita e darà una grande mano a rimbalzo. Ama andare a sinistra e concludere con qualche cambio di direzione prima di arrivare al ferro, non tralasciando l’arresto e tiro o lo scarico. Gran bella presa. Ne avevo già parlato qui. video 1 e 2.

Olimpiadi (sob)

August 5, 2008

Quest’anno difficilmente vedrò le Olimpiadi. Domenica parto per una settimana in Abruzzo. Dubito che mamma Rai faccia vedere tanto basket, e non potendo sfruttare la potenza dello streaming mi dovrò arrangiare. Al mio ritorno mi dirigerò verso la Corsica, e ciao ciao Olimpiadi. Peccato (oddio, per fortuna… vado in vacanza) perché il torneo olimpico di quest’anno rischia di essere davvero interessante già dai gironi, visto che 3 squadroni (Usa, Spagna e Grecia) sono finiti nello stesso girone e anche gli ottavi vedranno subito scontri interessantissimi. Ma vediamo un po’ nel dettaglio.

GIRONE A: Argentina, Australia, Croazia, Iran, Lituania, Russia. Dunque, iniziamo dai campioni, che probabilmente non sono più quelli del 2004 ma restano una squadra ostica da battere in gara singola. Tutto dipende dal El Contusiòn, al secolo Manu Ginobili. Se il signorino sta bene con questa caviglia che gli crea problemi da un po’, allora non ci sono problemi e l’obiettivo è il podio. Se invece la caviglia brucia, il roster manca della profondità (soprattutto nel settore lunghi) delle ultime edizioni della Selecciòn. E allora si potrebbe anche non arrivare primi nel girone e beccare la terza dell’altro gironcino. Sarebbe da evitare. La Russia è campione europeo in carica dopo una splendida finale, è una squadra tosta ma per competere con l’Argentina o gli Stati Uniti (giusto per dirne due tra le favorite) avrebbe bisogno di una bocca da fuoco più costante di JR Holden, russo "per meriti sportivi". La Lituania è la vecchia volpe di queste competizioni: livello altissimo e probabilmente ultima chiamata per il gruppo storico (Jasikevicius, Kaukenas, Siskauskas). Se sono in giornata possono battere chiunque, ma difensivamente restano sempre anni dietro ad altre grandi realtà. Croazia e Australia dovrebbero giocarsi l’ultimo posto a disposizione per il passaggio del turno: vedo favoriti gli europei e la loro linea verde, ma rischiano di soffrire nel confronto diretto le due torri Andersen e Bogut. Ultimo l’Iran del quale però ho letto belle cose. Faranno esperienza.

GIRONE B: Angola, Cina, Germania, Grecia, Spagna, Usa. Gli States non possono permettersi più figuracce, dopo i passi falsi ad Atene e ai mondiali, dove subirono una lezione di gioco dalla Grecia. Temo sia l’anno buono per loro, Bryant  (al quale perdoneranno sicuramente le molteplici infrazioni di passi) e Redd sono giocatori perfetti per il basket Fiba, e Carmelo Anthony con la sua atipicità può essere molto fastidioso, avendo tranquillamente la stazza per fare il 4, ma essendo molto più rapido e abile nel mettere palla a terra. Nello stesso girone, la Spagna è sicuramente la concorrente più accreditata, con il roster più completo del torneo per talento e mix tra esperienza e gioventù. Faccio affidamento su di loro per non far vincere gli yankees. Secondo me però hanno più chances di batterli nel girone, sempre se scoprono le loro carte, che in un’eventuale gara secca. La Grecia è un osso duro, con la sua difesa terribile e l’intelligenza di Diamantidis e Papaloukas. Guai a sottovalutarli. L’ultimo posto se lo giocano Cina e Germania, e se sulla carta non ci dovrebbe essere paragone, nonostante i tedeschi non siano una squadra di fenomeni (con un’eccezione e mezza), non so quanto l’organizzazione sarebbe felice di una repentina eliminazione di Yao e soci. A buon intenditor… Chiude la solita Angola, veterana dell’ultimo posto nella competizione.

Qui trovate i roster, se vi interessano. Buone Olimpiadi a tutti!

Eddy

August 2, 2008

Il primo visto americano se ne va con Eddy Fobbs. Due metri e undici, discreti risultati in un college di infima categoria, ha vagato un po’ per il mondo prima di approdare in Turchia. Nell’ultimo anno 12+8, e se confermasse queste cifre da noi sarebbe un ottimo risultato. Ora bisogna assolutamente trovare un playmaker in grado di dargli quelle 3/4 palle da schiacciare nel canestro. Due sono i nomi che ho in mente. Uno, a quanto pare preso in considerazione dalla stessa società è già sfumato, e giocherà presto l’Eurolega. L’altro lo trovate in un vecchio elenco che ho scritto per questo blog… Fobbs non lo conosco, a quanto pare è un discreto rimbalzista e al college si è segnalato come ottimo stoppatore. Per il budget che ci ritroviamo, non mi aspettavo molto di meglio. Speriamo bene, e ora mancano 3 americani. Saranno decisivi.

Scommesse

July 30, 2008

Panchina completata, all-white. Tre scommesse e un vecchietto, che si aggiungono a Nikagbatse. Ora viene il difficile, scovare i quattro americani che ci permetterebbero di salvarci. Mike Nardi lo conosco dai tempi di Villanova, mi è sempre piaciuto parecchio. Non ho visto sue partite a Montecatini, ho letto di una sua involuzione come creatore di gioco. Insomma, un po’ confusionario, meglio come SG. Farà il cambio dei due piccoli. Gioulekas ha giocato una buona stagione a Veroli: tira con buone percentuali, ma per l’altezza (2.02) dovrebbe farsi sentire di più a rimbalzo. Thomas Viglianco ha fatto vedere buone cose in Danimarca. Lo paragonano a Croshere, quindi è uno che si piazza spesso dietro l’arco (high di 38 punti con 8/10 da 3). Il vecchietto, invece, è Max Monti, che immagino sarà incaricato di fare qualche fallo qua e là. Insomma, se li prendiamo singolarmente sono anche giocatori interessanti, che possono far parte di una rotazione in una squadra di serie A. Se però li metti tutti insieme la faccenda diventa decisamente più ostica.

Ricky

July 28, 2008

Se mi chiedete per chi tifo in Spagna, la risposta è semplice: Joventut Badalona. La motivazione è ancora più semplice, e la vedete nella foto qua sopra. Adoro Ricky Rubio, sono un paio d’anni che seguo la crescita di questo bambino. Non l’ho scoperto certo io, però mi fa piacere vedere i suoi progressi. Non so se sarà la prima scelta al prossimo draft. Credo di no, spero di no. Credo che raggiungerà quell’altro fenomeno di Rudy (Fernandez) in Nba. Ma intanto godiamocelo, con quella sua andatura rapida, quella sensazione che stia sempre per perdere la palla. In questo momento il giovincello si sta preparando con la sua (fortissima, date un’occhiata al roster) nazionale per le Olimpiadi. La Spagna sta ammazzando tutti in amichevole: Lituania, Argentina due volte, Russia. Con scarti notevolissimi. E allora ecco un paio di gioiellini di Ricky, con la Lituania e con la Russia.

Inversione di tendenza

July 22, 2008

 

E così il signorotto qui sopra potremmo trovarcelo presto in Europa. L’Olympiakos ha offerto 20 milioni di dollari in 3 anni a , promettente ala degli Atlanta Hawks. Nonostante una meccanica di tiro molto brutta a vedersi, Childress è un giocatore utile e che sa segnare in diversi modi, oltre a essere dotato di un gran bell’atletismo. Non so in Europa che ruolo possa ritagliarsi e se il suo gioco, esaltato dai ritmi rapidi, possa risultare effettivo anche di qua. Ma il caso di Childress è interessante perché quest’estate sta solidificando con forza sempre maggiore l’inversione di tendenza (e di flussi "migratori") in atto nel basket mondiale, con giocatori americani anche di prima fascia diretti verso il nostro continente. E non solo americani, se vogliamo considerare i "cavalli di ritorno". Childress, Delfino, forse Garbajosa, molto probabilmente Nachbar, Jennings, Brezec, Navarro. L’anno scorso abbiamo avuto Jasikevicius, Greer, Jumaine Jones. Tutti giocatori che, negli ultimi due anni, hanno preferito l’Europa alla Nba. Come spiegare quest’inversione di tendenza? A mio avviso ci sono vari aspetti da prendere in considerazione:

1) Money, get away. Get a job with good pay and you’re okay. Le cifre sono esplose. Squadre greche e russe, e in minima parte le spagnole, anche se non possono competere per budget con i colossi americani, legati a quella santa cosa che è il salary cap, possono comunque rubare loro un giocatore di una certa importanza. E’ il caso di Childress che va in Grecia, è il caso di Delfino (9 milioni in 3 anni), è il caso di Navarro, sarà il caso di Nachbar. Merito anche di tasse più vantaggiose.

2) Livello di gioco. Anche in questo caso, ancora non siamo ai livelli globali della Nba, ma l’Eurolega inizia a diventare un fenomeno di grande attrattività. Inoltre, si gioca di meno e ci si allena di più, sotto la guida di veri e propri santoni della panchina. Questo può contribuire alla crescita dei giocatori più giovani, come Jennings, di cui abbiamo già parlato, e Childress, per l’appunto.

3) Ruolo. Navarro a Memphis era uno dei tanti, a Barcellona è considerato alla stregua di un dio. Jasikevicius, uno dei migliori play della storia nel pick and roll, in America veniva utilizzato come guardia tiratrice. Delfino e Garbajosa vedevano preferirsi giocatori meno talentuosi e meno intelligenti, solo perché più atletici. Brezec era un nono/decimo uomo, a Roma sarà in quintetto.

Per passare il tempo d’estate…

July 16, 2008

Ok, forse non è il momento migliore per iniziare a curare la vostra dinastia su Basketsim, ma la mia ragazza (che per la palla a spicchi è più malata di me, figuratevi) mi ha contagiato con questo giochillo online, e allora ho deciso di iscrivermi e di iniziare un campionato rilevando una squadra a metà stagione, in modo da farmi le ossa. Mi trovate nella Lega 5.26, la squadra si chiama Dublin Drunkers. Se qualcuno è iscritto mi faccia un fischio. Il gioco mi sembra carino, certo la mancanza delle sostituzioni nella simulazione delle partite si fa sentire (cambi possibili solo in seguito a espulsione per falli). Di solito non sono un granchè, vediamo a sto giro come va.

E’ che il desiderio di basket e tanto, ma allo stesso tempo il panorama attualmente è pochino. Le Summer League alla lunga stancano, e molte partite sono senza telecronaca, il che non agevola chi vuole identificare i giocatori in campo, visto che le riprese sono da molto lontano. Il preolimpico è ancora nella fase iniziale, con sfide dalla disparità improponibile… e insomma ci si accontenta.

Intanto però arrivano buone notizie: sembra che ci siamo iscritti al campionato ed è arrivato anche il primo acquisto. Nikagbatse non è m’è mai piaciuto ma in tempi di vacche magre sempre meglio di un dito nell’occhio. Discreto difensore, comunitario, atletico, può mettere qualche piazzato. E’ già idolo a causa della sua recente squalifica per Thc, ma bisognerà affiancarlo a dei realizzatori.

Infine, ecco il momento della ruffianaggine. Oltre a ringraziare il solito lofa per la frequenza nei commenti, vorrei ringraziare alcuni blogger per le belle parole che ho letto dei confronti di questo umile posticino. In ordine casuale, 24 secondi , fingerRoll da Udine, che negli ultimi anni ha avuto la fortuna di vedere Jerone Allen da Philadelphia, e Delonte Arenas , con il quale mi sembra di condividere alcuni pupilli (Cerella, Fantoni, ma soprattutto coach Capobianco) e al quale dico che Gilberto mi piace assai ma non sarebbe il primo giocatore a cui offrirei il massimo salariale!

edit: BREAKING NEWS - Brandon Jennings a Roma. Qui il post su di lui. Non capisco se Roma davvero intende dare le chiavi della squadra a un diciottenne, che per quanto talentuoso, è senza alcuna esperienza. Vedremo come andrà. Sembra sia un pluriennale, il rischio è quello di perderlo appena accumulata la giusta esperienza. Ma il rientro economico (e pubblicitario) potrebbe essere ottimo. E inoltre il ragazzo potrebbe anche essere più pronto di quanto si pensi. In tal caso sarebbe davvero un colpaccio.

Invidia

July 11, 2008

E anche Jumaine Jones a Milano. L’Olimpia targata Armani ci ha letteralmente saccheggiato, senza che tra l’altro ci andasse in tasca qualcosa, minibuyout di Rocca a parte. Se per Bucchi il dispiacere c’è ma non è esagerato, per quanto riguarda Mason Rocca sarà da strapparsi il cuore solo il vederlo con una maglia diversa da quella azzurra. Jumaine Jones invece rappresenta, per quanto mi riguarda, il miglior giocatore che io abbia mai visto a Napoli. Molto di più di Lynn Greer. E’ un 3 che però nel gioco di Bucchi farà quasi sicuramente il 4, perché lui ama i 4 tiratori. Anche troppo. Mano educatissima da fuori e dai 4/5 metri, eccezionale giro e tiro, difensore abbastanza arcigno fin quando non incontra giocatori rapidi (subì parecchio Radulovic, per questo credo che in Europa non possa fare il 3 con continuità), rimbalzista di primissimo livello, ha il tempismo per la stoppata… E’ un americano dalla mentalità parecchio europea, dedito al lavoro, non si monta la testa, fa anche le piccole cose che servono. E poi è idolo: quando Monroe si presentò con quattro ungheresi al palazzetto e lo vedemmo uscire dal parcheggio con una sola ragazza, le altre tre erano nell’auto con lui. Sciupafemmine di primissimo livello, è sposato con Donna (di nome e di fatto), ma appena la signora torna negli States inizia il giro dei suoi donnoni.

Un fenomeno in campo e fuori, insomma, e a sto punto Milano fa davvero paura. Invidia, quindi. Se io mi chiedo se a questo punto Armani non faceva prima a rilevare la società napoletana, l’amico Francesco ha giustamente sottolineato come questo acquisto sia l’ennesima conferma di come quella appena passata sia la seconda stagione di fila buttata alle ortiche per motivi extra-cestistici…

La storia di Brandon Jennings

July 9, 2008

 

Brandon Jennings è considerato, forse più di Ricky Rubio (almeno in America), il miglior play del draft 2009. E’ rapido, ha visione di gioco, fortissimo in campo aperto. E’ stato reclutato da Arizona e da coach Lute Olson, ma sembra che le cose potrebbero andare diversamente. Il programma originario era quella di fare il cosiddetto "one and done", cioè un anno di college per poi entrare nel dorato mondo Nba, che apre le sue porte solo a chi ha compiuto i 19 anni. Ma Jennings non vuole fare il college. Le chances di passare il test di ingresso sono poche, ma nel mondo del college basket qualcuno che ti aiuta quando sei in difficoltà di rendimento lo trovi sempre, se sai buttare quella palla a spicchi nel cesto. Così, ha annunciato di voler giocare in Europa da professionista, con la potenzialità di creare un vero e proprio trend di giocatori disposti a saltare il college, venire dalle nostre parti per un annetto e fare il grande salto.

La questione è ostica: sembra che il ragazzo abbia avuto offerte da diverse squadre europee, alcune delle quali italiane (Avellino?), per circa 300.000 dollarozzi. La mossa di Jennings, se funzionasse, potrebbe portare all’annientamento del college basket, almeno fin quando sopravviverà la vicenda dello "one and done". E non è detto che porti i suoi frutti. Quello che Jennings forse ignora è che il basket europeo, oltre ad avere caratteristiche di gioco (per fortuna) parecchio diverse da quello Nba (ma non tanto da quello Ncaa, a onor del vero), porta con sè una pressione che in America, specie al college, non si verifica. Insomma, al college se toppi qualche partita non succede molto, ti ha scelto il coach in un programma di reclutamento che ti prevedeva e che aveva fiducia in te. Al massimo ti fai un po’ di panchina. In Europa le cose cambiano, servono i risultati, per vincere qualcosa o - peggio ancora - per non retrocedere. E se giochi male ti tagliano. E là sono cazzi.

Posto che, per quanto talentuoso, io qualche remora ad offrire 300 cucuzze a un ragazzino di 18 anni le avrei eccome, gli scenari plausibili diventano vari. Quello positivo è che Jennings non soffra l’impatto europeo, che la squadra che lo ha ingaggiato possa godere delle sue buone prestazioni e che a fine giugno il play venga scelto parecchio in alto al draft. Quello negativo è che invece il ragazzo giochi male, faccia una stagione nella media o venga tagliato, vedendo crollare le sue quotazioni al draft e rovinandosi la carriera. E occhio che gli scout americani non stanno più seguendo la tendenza "europeista" degli anni precedenti.