A mente fredda
Signore e signori, lo scritto che leggerete di seguito non mi appartiene, ma è del mio amico Francesco aka Dis/Impegno, mio compagno di palazzetto prima che si trasferisse a Milano e la squadra facesse la fine che ha fatto. E’ un grande appassionato di basket, scrive bene e per molte cose la vediamo allo stesso modo, quindi rispecchia i dettami della linea editoriale. Questo è solo un suo post, ma la mia speranza è che finalmente lo abbia convinto a mettere per iscritto ogni tanto i suoi pensieri. In questo caso, leggerete qualche altra sua cazzata qui sopra.
Mercoledì scorso sono stato al Forum di Assago per assistere a “The Texas Chainsaw Massacre” applicato alla pallacanestro. Il Tau, al terzo posto nella mia personalissima classifica tra le squadre europee, ha spiegato il gioco di Naismith ad una malcapitata Armani Jeans. Si potrebbe tranquillamente dire che i 30 minuti finali siano stati puro garbage time, ma non lo faccio per la bellezza dei giochi mostratici dalla squadra basca per tutta la durata della gara. I Milano Generals hanno potuto obiettivamente poco, con il loro attacco di uscite in punta, riccioli e quarti di campo liberati per isolamenti: ad una certa, l’unica opzione offensiva credibile era quella di sbagliare la conclusione e sperare nel rimbalzo d’attacco di Katelynas.
Domenica ho seguito, come sempre, il campionato italiano e mi sono balzati agli occhi alcuni dati: Valerio Spinelli, nella simpatica Biella, compete con Terrell McIntyre per il primato tra gli assistman al minuto della Lega A. Alessandro Cittadini con 15 rimbalzi in 21 minuti dà una grossa spallata al Re che cade, sotto i colpi del (proprio) tiro dalla lunga che non entra. Per inciso, l’altra spallata l’ha data quel Matteo Malaventura autore di una delle più belle pagine recenti della storia del basket Napoli. Ai suddetti aggiungerei anche il buon Simone Flamini, atleta che rende possibile qualsiasi tipo di cambio difensivo, a terminare l’ossatura italiana di un’ipotetica squadra.
Beh, guardando questi giocatori fare così bene in un campionato dominato dagli americani, ho pensato a come sarebbe bello vederli insieme, loro ed altri come loro, allenati da qualcuno che li lasci giocare in base alle loro caratteristiche e secondo i loro meriti, senza preconcetti. Ho pensato ad una squadra che non punti a sedersi al tavolo delle grandi, ma che giochi campionati onesti e che a fine stagione non debba rifare daccapo la rosa, sapendo che i buoni americani pescati partiranno per altri lidi più remunerativi. E ci sono rimasto male pensando a quelli che, sia “tecnicamente” che “societariamente”, hanno distrutto dei veri e propri patrimoni del basket nazionale.
Ogni riferimento a fatti realmente accaduti è puramente casuale.



The Texas Chainsaw Massacre continua stasera ad Atene. Starring Janneiro Pargo & Co.
Vitor, su Bucchi hai avuto ragione molto più di quanto non potessi immaginare. Fosse per me, darei subito (anzi, l’avrei già fatto da tempo) la squadra in mano a Guido Saibene. Che peggio di così non potrà certo fare.
Comment by Lofa — March 5, 2009 @ 11:26 am
Alla fine penso che finirà la stagione per poi ricevere il giusto benservito.
Comment by Vitor — March 5, 2009 @ 11:34 am
Io penso che a Milano ci siano anche una serie di fattori che hanno reso il più difficile il tutto (”A Milano tutto è più difficile…”)
1) Rosa lunghissima, ed il nostro non ama questo genere di situazioni
2) Play/guardie in numero spropositato, e nessun play realizzatore, di quelli che tolgono pressione all’attacco, come piacciono al nostro. Si è provato a rimediare con Price, ma non credo sia sufficiente
3) Equivoco Vitali: play o guardia? Credo si siano finalmente accorti che è una guardia. Da play deve migliorare nelle letture, e ci può stare.. ma quello che non ci può stare è la gestione del ritmo, sempre e comunque troppo lento, e questo non so quanto sia migliorabile.
4) L’infortunio di Mason Rocca, che ha privato Milano del pick’n'roll, dato che Sow non mi sembra propriamente uno scienziato di questo gioco (inteso come schema)..
Come dire, quando piove nevica, e a Milano st’anno di neve ne ha fatta…
Comment by Dis/Impegno — March 5, 2009 @ 8:51 pm
A prescindere dal mistero della fede che ieri sera ci ha visto protagonisti ma senza lieto fine ad Atene, condivido l’analisi di Dis/Impegno, anche se non in toto (su Vitaly, ad esempio, che si farà e come play). La cosa che facciamo difficoltà a mandar giù, neve o non neve, è che qui nessuno si prende responsabilità per un mercato estivo davvero folle. Continuando ad attaccarsi a episodi quali le partite perse nei finali punto a punto oppure gli infortuni. C’è sempre una giustificazione pronta, ma mai l’assunzione delle proprie colpe. E non va bene, già che a Milano è qualche anno che seguiamo il basket…
Comment by Lofa — March 6, 2009 @ 3:22 pm
Vitali play, Vitali, quindi, con la Y…
Comment by Lofa — March 6, 2009 @ 3:24 pm
lofa non sono d’accordo su Vitali. Per me non è un play, quando lo pressano soffre, manca di lucidità, pompa la palla. Anche nella gara di ieri ha datto un paio di oscenità alternate a chiccherie come i due tiri comodissimi che ha concesso ai compagni sull’ultima azione. Ha un istinto da regista ma non lo è, non così tanto da tenere la palla per 30′. Poi per carità è ancora giovane…
Comment by Vitor — March 6, 2009 @ 4:49 pm
Penso che il talento - in termini di visione del gioco - per occupare quella posizione non gli manchi. Latita, e ancora parecchio, di esperienza. Aggiungo che in una squadra in cui in attacco non ci sono gerarchie (se non palla a Hawkins quando non si sa cosa fare) e di giochi neanche l’ombra (a parte il pick ‘n roll), in un contesto del genere non dev’essere facile fare il playmaker. A mio avviso non diventerà Magic Johnson, ma saprà dire la sua.
Comment by Lofa — March 9, 2009 @ 10:45 am