Una tranquilla domenica di basket

May 5, 2008

Iniziamo dal CSKA, facendo il giusto onore a una squadra composta di fenomeni ma guidata da uno dei migliori allenatori di sempre. Va bene il budget miliardario, va bene permettersi di avere Zisis e Goree come elementi complementari delle rotazioni, ma spesso questo non basta e corri il rischio di fare figuracce (vedi le greche di quest’anno). Messina ha compiuto l’ennesimo capolavoro, e fa piacere sapere che rimarrà ancora da questa parte dell’oceano. In America corre il rischio di essere sprecato, vista la rarità degli allenamenti. Certo, la sfida sarebbe interessante e l’idea stuzzica parecchio, ma intanto teniamocelo strettissimo. 

Boston ha scacciato la paura e ha battuto facilmente gli Hawks, con una difesa asfissiante che ha impedito ad Atlanta qualsiasi contromisura. Orribile il fallo di Marvin Williams su Rajon Rondo, ma non credo fosse intenzione dell’ex North Carolina fare male al play dei Celtics. Tanto di cappello ad Atlanta, che ora dovrà decidere su chi puntare tra Smith, Williams e Childress. Molto dipenderà anche dalle loro esigenze. Per i Celtics, l’essere arrivati a gara-7 potrebbe essere un aspetto positivo, se avranno imparato a non sottovalutare gli avversari e soprattutto se avranno fatto tesoro delle provocazioni verbali e fisiche usate dagli Hawks nella serie. E’ normale che ci siano, soprattutto nei playoff, ma i giocatori di Boston hanno dato l’impressione di abboccare ogni volta. Questo puoi permettertelo, se ti chiami Celtics, contro gli Hawks, ma di sicuro non puoi farlo contro LeBron James, che ha dimostrato contro i Wizards di reggere alle provocazioni. Possibile che vedremo molto Posey su di lui.

Mi aspettavo una vittoria dei Lakers con discreto margine, tanto da scommetterci su. I Jazz venivano da una dispendiosa gara-6 neanche 48 ore prima. Nel primo tempo non c’è stata storia: L.A. ha riempito l’area, forzando a ripetizione palle perse di Boozer e limitando il pick and roll tra quest’ultimo e Williams. Metro arbitrale per nulla permissivo, tanti viaggi in lunetta per Bryant, che - con un Gasol in difficoltà contro Okur e comunque poco servito - ha trovato un buon contributo da Vujacic. Clamorosa la prova difensiva di Odom, che ormai ci sta abituando a questo tipo di prestazioni. Nella ripresa Utah si è riportata a contatto (da -19 a -2), grazie ad alcuni jumper dai 5 metri e a continui tagli che hanno messo in difficoltà i lacustri. Dall’altra parte, Bryant ha deciso di giocare da solo, forzando l’inanerrabile. Ma la rimonta non è stata portata a compimento. L’impressione è che, per quanto possa essere equilibrata la serie, vinceranno i gialloviola in cinque gare.

1 Comment »

  1. L’avvocato Buffa sulla vittoria di Mosca direbbe che “era scontata come la discomusica italiana anni’80″…e in effetti c’era poco da fare contro quello squadrone.
    Su Boston, io in effetti ho sperato fino a metà del primo quarto (poi ho capito che non era proprio aria) in Atlanta, perchè diciamocelo, se la sarebbe meritata.
    Sui Jazz spero tu non abbia ragione, Williams mi piace davvero troppo, ma effettivamente Kobe e compagnia sono troppo forti…

    Chi vivrà vedrà. Si dice così no?

    Hola.

    Comment by MikeBibbyMVP — May 6, 2008 @ 2:56 am

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