Trasloco

March 10, 2010

Ultimamente m’ha preso la fissa di spostare i blog.
Signori, cambiamo piattaforma e ci spostiamo qui.
http://erapassi.blogspot.com/

Un grazie a chi mi ha aiutato (anzi, a chi ha fatto) nello spostamento del blog sulla nuova piattaforma. E ricordatevi di aggiornare il link sui vostri blog!

Madness is coming…

March 9, 2010

La regular season NCAA si è ormai conclusa, inizia la settimana dei tornei di conference e si va verso un veloce avvicinamento al Torneo. Prima di iniziare con il gran ballo, è giusto soffermarsi un po’ sui più e i meno della stagione finora svolta. Almeno per quanto ho potuto vedere io, perché ad esempio mi sarebbe piaciuto parlare di South Florida o di Oklahoma State, ma st’anno le ho bucate :D

Miglior giocatore: al 99% sarà John Wall la prima scelta al draft del prossimo anno, ma è difficile levarmi dalla tastiera il nome di Evan Turner come miglior giocatore dell’anno. I suoi Buckeyes hanno chiuso la Big Ten al comando, seppure in coabitazione, e il ragazzo da Chicago ha saputo riprendersi alla grande dal brutto infortunio dello scorso dicembre, saltando solamente sei gare (record di Ohio State in sua assenza: 3-3. Coff coff…). Con lui la tripla doppia è sempre dietro l’angolo. Probabilmente al piano di sopra non potrà avere lo stesso impatto, c’è da migliorare al tiro, ma è un giocatore di enorme intelligenza cestistica.

Miglior difensore: magari non sarà il migliore, visto che la stoppata non è sempre sinonimo di difesa, ma con questa veloce Jarvis Varnado è diventato il miglior stoppatore di sempre della NCAA. Nelle ultime tre stagioni ha sempre sfiorato le cinque stoppate di media a partita.

Most Improved Player: Di Greg Monroe abbiamo parlato ampiamente qua. Ora ci limitiamo a dire che ha fatto i progressi che speravamo facesse. E può ancora migliorare!

Best Freshman: John Wall, e che ne parliamo a fare.

Pupilli dell’anno: oltre a Turner, a momento direi Trevor Booker di Clemson, grosso ma con due piedi rapidi, in grado di colpire tanto dall’arco quanto in post, ottimo rimbalzista, buono stoppatore e ci metterei anche una discreta intelligenza cestistica. Legge i raddoppi, spiega ai compagni dove piazzarsi, sa trovare l’uomo libero quando viene raddoppiato. Gordon Hayward. A vederlo non gli daresti due lire a sto ragazzino bianco. Invece è un grandissimo rimbalzista per ruolo e stazza ed ha una testa grande così. Le ambizioni di Butler passano da lui. Trevon Hughes: piace perché è il miglior difensore e contemporaneamente il miglior realizzatore della squadra.

Occhio a
: Jeffery Taylor, lo svedese di Vanderbilt. Mi son stupito nel vederlo tanto in alto nei mock draft. A me piace tanto perché è atletico, bravo in campo aperto, ed è un ottimo rimbalzista. Ma mi sembra esagerato vederlo in lottery. Comunque, piace. Trey Thompkins di Georgia, 6-9 che ha la mano per colpire da fuori. Bei movimenti offensivi, in post o con un efficace giro e tiro, però non sembra potentissimo e molto atletico, infatti è rimbalzista discreto ma non eccezionale. Vedremo come andrà nei prossimi anni.

Fatti per l’Europa: Talor Battle di Penn State, point guard realizzatrice dotata di un velocissimo arresto e tiro. Segna da 3 anche da casa sua. Greivis Vasquez. Jermaine Beal, che tanto piace al mio co-blogger.

Best team: dunque, perdi Jonny Flynn, Eric Devendorf e Paul Harris, e chiudi al primo posto nella conference più difficile? Syracuse ha giocato una regular season formidabile, con una striscia di 11 vittorie consecutive tra gennaio e febbraio, interrotta dalla sconfitta contro Louisville. Cardinals che hanno battuto di nuovo gli Orange proprio all’ultima gara. Le chiavi di questi risultati? Andy Rautins, leader non troppo silenzioso di questa squadra: non un giocatore monodimensionale, ma una guardia in grado di far girare la squadra e mordere tanto in difesa. Difesa, ecco. La zona 2-3 di Boeheim è difficile da perforare, perché son grossi e contemporaneamente rapidi di piedi. Wesley Johnson, uno che non dovrà aspettare molto per sentire pronunciato il suo nome al prossimo draft.

Sorprese e belle realtà: La coppia di lunghi di Florida State. Temevo che Solomon Alabi fosse giocatore da tenere in considerazione solo per l’altezza e per un contributo difensivo inevitabile, con quelle braccia lunghissime. Invece il nigeriano è più avanti di quanto pensassi in attacco, dove va prevalentemente di gancio e semigancio. Inoltre sta iniziando a sviluppare un interessante giro e tiro che sarebbe difficile da marcare. Siamo ancora indietro ma non a livelli Thabeetiani, occhio. Il suo compagno di reparto, Chris Singleton, è un 6-9 che ama tirare da fuori. In attacco si fossilizza un po’ sul jumper ma con Alabi che riempie l’area avere uno in grado di giocare fronte a canestro è cosa buona e giusta. In difesa piedi rapidi che lo portano a uscire rapidamente sul perimetro. L’anno prossimo potrebbero creare grossi problemi, ma probabilmente Alabi proverà la carta draft. La Big East, come detto, si dimostra conference di altissimo livello. Nota di merito a Tennessee, che ha saputo rispondere alla grande alla perdita di Tyler Smith.

Rimandati: Damion James ha giocato una stagione solida ma è calato insieme a Texas nella seconda parte di stagione. Lance Stephenson: il talento c’è ma effettivamente si sperava di meglio. I Bearcats hanno toppato, e lui probabilmente soffre in un sistema che punta a contenere i ritmi e a tenere il punteggio basso. Probabilmente l’Nba, con spazi maggiori, è più adatta a lui, ma io un altro annetto me lo farei. E non necessariamente a Cincinnati. Louisville è ancora più lunatica dello scorso anno, quando però aveva molto più talento. In grado di perdere contro Seton Hall e St. John’s, ma anche di battere due volte Syracuse. Mina vagante se ce n’è una.Luke Harangody continua a mettere su cifre clamorose, ma intanto se Notre Dame andrà all’NCAA lo farà grazie alla serie di vittorie ottenute senza di lui.

Delusioni: North Carolina. Certo, hanno perso mezza squadra, ma una schifezza simile, incarnata alla perfezione dal -32 con Duke, non era immaginabile. E il simbolo è Ed Davis, che prima di infortunarsi aveva destato qualche perplessità di troppo. La Pac-10, che paga il numeroso materiale da draft cacciato negli ultimi anni.

Come dite? E’ finito il pezzo e non ho detto neanche una parola su Kansas e Kentucky? Oh, ma c’è tempo… marzo è appena iniziato!

A 15 si vince un microonde

March 2, 2010

La Corte Federale porta a 12 i punti di penalizzazione per la Nuova AMG Sebastiani (2010/2011) e conferma l’inibizione a Gaetano Papalia.

Samardo Samuels

February 27, 2010

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Strano giocatore il nostro Samardone, dal nome buffo quasi quanto la sua faccia, con quel naso così schiacciato. Ma questo non glielo diremmo, se non a distanza di sicurezza.
Samardo Samuels, dunque, pivot di Louisville al secondo anno. Un giocatore che l’anno scorso, con una edizione dei Cardinals fortariella, mostrò dei discreti lampi di classe, pur evidenziando che c’era ancora parecchio da affinare. Quest’anno, con maggiori responsabilità, sta confermando pregi e difetti visti nella sua prima stagione al college. Espn parla di un’altezza di 6-9, a me sinceramente sembra più basso. Detto questo, può considerarsi un ottimo realizzatore di post. Oltretutto, è un voracissimo rimbalzista offensivo, e questo gli permette di aggiungere altri punti a tabellone e di ottenere spesso contatti che lo mandano in lunetta, dove non se la cava benissimo ma neanche in maniera disastrosa (70% quest’anno, essenzialmente quando ne tira molti sembra segnare parecchio: 11/15 contro Morgan State, 11/12 contro Oral Roberts, 13/13 contro Villanova, 16/19 nella gara contro Notre Dame). E’ grosso, prende bene posizione e cerca di colpire generalmente ricevendo in post e lasciando andare un semigancio destro oppure assestando una bella culata al difensore per avvicinarsi e concludere in sottomano. Il problema è appunto quello dell’altezza, unito a un’esplosività da rivedere, che non sembra metterlo in condizione di battagliare contro i lunghi Nba.
Anche in difesa è croce e delizia. Gli spostamenti laterali sono di buon livello, ma è incredibile come alla sua presenza a rimbalzo d’attacco (3.2 di media) si accompagni una deleteria inconsistenza sotto il proprio tabellone (3.9 a partita quest’anno, nella stagione precedente prese addirittura più rimbalzi in attacco che in difesa!).
Prospetto interessante, ma in ottica Nba c’è da lavorare parecchio. Al momento potrebbe essere una solida scelta al secondo giro.

Sleepy 8

February 21, 2010

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“Vediamo, come la vinco questa?”

Il buon Delonte non sarà d’accordo, lo so. Ma a me sto ragazzo fa cestisticamente arrapare. Lo so, il suo “matrimonio” che gli ha fatto ottenere la cittadinanza italiana è farlocco. Lo so, non è il massimo della correttezza e gli arbitri gli permettono di tutto. Ma gioca con un’intelligenza e con un’abilità nelle letture che non possono non affascinarmi. Anche stasera, in una finale più aperta di quanto si pensasse, ha chiuso lui la contesa. Dopo un primo tempo equilibrato e dopo la consueta scoppola di inizio terzo quarto made in Siena, Bologna rialza leggermente la testa e si porta a -8. Tripla e schiacciata, discorso chiuso.
A margine, una Final8 davvero scialba. Mi ha fatto piacere rivedere King David tornare ai suoi standard e Koponen che sta diventando quel bel giocatorino che speravo potesse essere quando arrivarono le prime voci su sto ragazzino finlandese.
Per il resto, livello davvero bassino. Partite noiose, talento poco, giusto la soddisfazione di vedere Bucchi gettare la partita…

Non ci deludi mai

February 19, 2010

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Nella foto Ciamillo-Castoria, Piero Bucchi ci illustra il nuovo e innovativo schema inserito nel suo già vasto playbook, consistente nell’indirizzare dalla panchina il pallone verso il canestro con la sola imposizione delle mani.
Dopo quanto accaduto ad Avellino, non sembra che i ragazzi lo abbiano ancora assimilato.

Eventi che ci interessano più dell’ASG

February 14, 2010

- Enel Brindisi - Prima Veroli con telecronaca di Franco Lauro
- ll pranzo con la nonna e le sue compagne di ikebana
- La serata finale di Amici di Maria de Filippi
- Baciami ancora
- Un approfondimento sul caso Morgan
- Il Codice da Vinci
- Gossip Girl
- Una diretta televisiva per celebrare la terza era geologica di attività dei Pooh, presentato da Travis Best
- Atalanta - Chievo. A pallacanestro.
- Sentieri
- L’iPad
- La retrospettiva su uno dei massimi autori d’arte preistorica: Travis Best
- Un saggio di Francesco Alberoni
- La moviola di Maurizio Pistocchi
- Una telecronaca di Pozzecco, anche senza partita
- Il Festival di Sanremo
- La gara di “tiro” del sabato alle Colonne di Porta Ticinese
- Alberto Angela
- La tv in assenza di segnale

EVENTI CHE CI INTERESSANO MENO DELL’ASG:
- Gli aggiornamenti di Piero sui telefilm americani

Attenti a quei due

February 9, 2010

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Che io non ami Kobe Bryant è risaputo. Che le due vittorie dei Lakers senza di lui abbiano un impatto relativo, visto che quando conterà davvero ci sarà necessariamente bisogno di lui, pure.
Però vedere i gialloviola Kobeless giocare è veramente piacevole per gli occhi. Prendete la gara contro gli Spurs. Aumentate le situazioni di Triangolo, un sistema che esalta le capacità dei passatori. E i Lakers di passatori validi ne hanno. Vedere la palla andare con continuità da Odom e Gasol, fenomenali nel leggere le situazioni e pescare i tagli con precisione, è una gioia per gli occhi. Vedere Lamar prendere il rimbalzo, spingere la transizione e pescare un contropiedista come Pau (gran gara in difesa contro Duncan) per un facile layup, incarna la transizione perfetta.
Certo, Odom non è sempre Lamarvelous, con le sue continue pause. Certo, Gasol non è probabilmente il primo violino da una squadra da titolo. Certo, Bryant è probabilmente il giocatore più letale sulla terra.
Ma, a parte lo schiaffo morale agli imbecilli che parlano di “Gasoft” (andatevi a vedere il palmares…), queste due gare hanno fatto vedere che i Lakers sono una squadra, rinforzando le convinzioni del supporting cast, e lanciandoli sempre di più verso il titolo.

Greg Monroe

February 8, 2010

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“Shawn (Taggart, ndV), quando Greg riceve in quella posizione ti conviene avvicinarti un po’ che l’assist è dietro l’angolo…”

Quest’anno non sto riuscendo a seguire il college basketball quanto vorrei, anche a causa della mia consueta pigrizia che ci mette il suo. In altri casi è mancanza di tempo, in altri è che - per quanto mi possa piacere vedermi una partitella di sti giovinotti - ammetto che a volte preferisco fare altro.
Detto questo, nella serata di sabato ho avuto modo di gettare un po’ l’occhio su Georgetown-Villanova, e di riguardare Greg Monroe all’opera. Il lungo degli Hoyas sta disputando un’ottima stagione, con 15 punti, 9.6 rimbalzi e 1.7 stoppate di media. Eppure i mock lo mettono dietro a giocatori molto più acerbi come Ed Davis e Derrick Favors. Come mai?

Mancino, 6-11 con braccia lunghissime che gli permettono di essere fastidiosissimo in aiuto, Monroe ha un raggio di tiro ampio, sa giocare il pick and roll e nonostante l’altezza può anche mettere palla a terra per battere il marcatore più lento.
Ma soprattutto è un passatore formidabile. Sono tre gli assist di media per il ragazzo (secondo di squadra), che quando riceve palla in post alto è abilissimo nel servire i tagli dei compagni e nel far girare la Princeton offense di coach John Thompson III.

Insomma, ricapitoliamo: dimensione interna ed anche esterna, diciamo fino ai cinque metri siam tranquilli. A dire il vero il jumper quest’anno va e viene. Ai liberi è una macchina. Stoppa. Mani morbide. La passa divinamente. Siamo a quasi dieci rimbalzi di media… Cosa c’è che non va?

Parte delle perplessità viene probabilmente dalla scarsa esplosività di cui gode Greg. Non è un atleta di prim’ordine, è anche piuttosto longilineo, e soprattutto non sempre sembra aggressivo. Da freshman non ha convinto a pieno come rimbalzista: quattro doppie doppie e un high di 11 rodmans. Quest’anno i progressi sono sotto gli occhi di tutti. Le partite con almeno 10 punti e 10 rimbalzi sono già raddoppiate, e sarebbero potute essere di più se non fosse stato per un paio di gare offensive sballate. Contro Harvard (vabbè…) e nella prima gara di questa stagione con Villanova ha portato il suo high di rimbalzi a 16.
Lo scorso anno Georgetown è crollata a metà stagione, dopo un’inizio eccezionale, e lui - che, va detto, era solo un freshman - non ha dato segnali di reazione sperati. Le perplessità maggiori sono sulle sue possibilità di andare a sbattere ripetutamente contro i corpaccioni Nba. Diamo un’occhiata ad alcune shot charts che ci possono aiutare a comprendere il suo gioco offensivo.

La sconfitta con Villanova del 17 gennaio, dove ha chiuso con 29+16, 9/13 dal campo e 10/15 ai liberi.
http://i49.tinypic.com/302b3bk.jpg

E la vittoria contro Pittsburgh: 13+11 ma 4/14 al tiro.
http://i45.tinypic.com/2v0cxmw.jpg

Le immagini, rapportate alle cifre, parlano da sole. Se Monroe ha la possibilità (e contro i più bassi Wildcats ce l’ha avuta) di giocare più vicino al canestro, i numeri salgono in maniera esponenziale. Il grafico magari non lo fa vedere benissimo perché si sovrappongono, ma la maggior parte dei suoi tiri sono stati da sotto canestro. Certo, dall’altro lato della medaglia vai a vedere che più conclusioni voglion dire meno assist e gli Hoyas hanno perso.
Contro Pitt, squadra più fisica, la maggior parte delle sue conclusioni sono tiri in sospensione dai 3-4 metri. Interessante notare come vengano comunque quasi tutti dalla zona pitturata, fronte a canestro e perpendicolarmente.
Il rischio è appunto questo, che Monroe non riesca (e non voglia) giocarsela fisicamente, e tenda ad accontentarsi dei jumper.

Il bachelor tiratore

February 2, 2010

Settimana ricca di soddisfazioni per Danilo Gallinari: dopo essere stato incluso dal NY Post nella top 12 del single più desiderabili della Grande Mela, sarà a breve ufficialmente invitato alla gara di tiro da 3 punti dell’All Star Game.
Gallo, siamo con te! Se poi ci presenti pure qualche amica…

Avatar

February 1, 2010

Vi abbiamo già detto che adoriamo Steve Nash?


A pensar male..

January 31, 2010

Premesso che dei Kings me ne frega una ceppa, la stella della franchigia di Sacramento è Kevin Martin, guardia leggera come una canna di bambù che trentelleggia con la stessa facilità con cui si rompe: anche quest’anno, dopo le prime 5 partite, è stato fermo ai box per ben 32 gare, fino al 15 gennaio contro i 76ers.
I Kings, che hanno anche i loro bei problemi societari, sono partiti 1-4; poi l’esplosione del simpatico Tyreke Evans e tra inizio novembre e metà gennaio il record è un incoraggiante 14 W - 18 L. Il rookie ha le chiavi e ne fa buon uso, Jason Thompson mette su numeri e solidità, Omar Casspi si ritaglia un ruolo importante. Poi torna la superstar e da allora sono 1-8.

Tiriamo le somme

January 26, 2010

Rispetto al campionato 2008/2009 (l’unico recente a 16 squadre), Siena e la sua motion offense si trovano allo stesso punto. Ma è sconcertante che, pur avendo segnato circa lo stesso numero di punti (1345 contro 1349), ne abbiano subiti molti di meno (993 contro 1060).
Come lo scorso campionato, le immediate inseguitrici sono staccate di 10 punti: la Milano di Bucchi prende il posto della Roma di Repesa. In comune, Sani Becirovic e la considerazione di principale alternativa a Siena… per intenderci, la stessa considerazione che ha Toldo come alternativa a Julio Cesar.
Caserta invece rappresenta quella che fu Teramo l’anno scorso, Avellino quello prima, e Napoli quattro stagioni fa: la meridionale simpatica, che gioca bene, ma che più di tanto non può rompere i coglioni.

Anche quest’anno tutte quelle che non sono Siena, ma degne di essere definite squadre, si trovano raccolte in 12 punti: alcune ridono (Caserta, Cantù, Biella, Montegranaro e ci metto anche la Virtus di Lardo), altre si meravigliano di problemi in regia che non ci si poteva assolutamente aspettare in fase di costruzione: Benetton e Roma. Treviso resta un bel progetto, ma troppe variabili sono andate allo stesso modo (male) perché il virgulto di Vitucci desse qualche frutto: Hackett poco leader, Kus il bel tiratore che da anni spingarda da fuori ma non un organizzatore, Cartier Martin chi? Quindi fuori Vitucci e dentro Gelsomino, generalmente bravo con i giovani, ma sempre che non gestisca le rotazioni con il cronometro come nella sua ultima esperienza romana. Capitolo Roma: Jaaber è una guardia che rende molto bene sugli scarichi, abbastanza bene in isolamento, molto meno bene quando deve costruire gioco. Su Vitali sapete come la penso. Il resto è una vagonata di ali, più o meno piccole, e Crosariol. Come ogni anno, Roma cerca di rafforzarsi attingendo un numero 4 dal mercato slavo (Askrabic, Golemac gli ultimi che mi vengono in mente), in questo caso al posto dell’impalpabile Tourè, ma per me è ancora in regia che serve qualcosa.

Piangono Pesaro, falcidiata dagli infortuni, Cremona, delusa da Forbes e con meno panchina di quanto non si aspettasse, e Ferrara, massicciamente intervenuta sul mercato, che anche l’anno scorso navigava in pessime acque prima di sfiorare i playoff a fine campionato.

Qualche premio:
MVP: Lavrinovic
Miglior Italiano: Aradori (menzione Mancinelli)
Rivelazione (e giocatore dal nome più bello): Ebi Ere (menzione Jeffrey Viggiano)
Miglior allenatore: Piero Bucchi
Miglior giocatore che si sapeva avrebbe cagato e così infatti è stato: James Thomas
Premio speciale “Alla veneranda età”: Randy Childress
Premio speciale “Gioco bene quasi solo quando non devo”: Michel Morandais
Miglior difensore: Mason Rocca
Premio speciale “A me mi piace”: Kennedy Winston

Quintetto ideale: Green (perchè sì) - Neal - Aradori - Lavrinovic - Eric Williams (contento Piero?)

P.s. Su un premio palesemente scherzavo, e non è il giocatore con il nome più bello.

Il ritorno di Repesa

January 18, 2010

Il progetto intrapreso da Treviso quest’anno mi ha affascinato molto. Far crescere i giovani, innestandoli in una squadra dove ci sono comunque vecchietti (Nicevic, Kus) e americani (Wallace e soprattutto Neal) in grado di fare la differenza e contemporaneamente di prendere per mano sti ragazzi. Hackett, Gentile, De Nicolao, Sandri, Motejunas, Renzi. Un quintetto di riserva under20, con ragazzi di talento e pronti al grande salto.
Le ultime mosse della Benetton non mi hanno convinto più di tanto, e non perché possano essere sbagliate, ma perché mi sembra che alle prime difficoltà si stia decidendo di accantonare questo progetto e creare una situazione pericolosa in cui non si è né carne né pesce.
Treviso era già intervenuta sul mercato sostituendo un pessimo Martin con KC Rivers dopo aver visto che effettivamente l’ex Clemson poteva dare una mano sin da subito. Al momento non è che sia proprio così, anche se immaginarsi cifre simili a quelle di Latina, dove l’attacco reggeva completamente sulle sue spalle, era da matti. E nell’ultima gara, quella con Teramo, si son visti sostanziali miglioramenti.
L’ingaggio di una vecchia volpe come Tyrone Grant, impegnerà parecchio lo staff trevigiani per decidere che fare con gli accoppiamenti difensivi là sotto canestro, ma serviva a tappare le falle createsi con l’infortunio di Renzi (finora solo 2 minuti in campo) e quello successivo di Hukic. C’è da vedere se questo modificherà l’utilizzo di Motejunas, che alterna lampi di classe cristallina a imbarazzanti passaggi a vuoto.
Gli altri ragazzi: De Nicolao sta giocando minuti importanti con cifre magari non esaltanti, ma buttate un’occhiata ai suoi plus/minus. Gentile aveva visto abbastanza il campo finora. Sandri entra ed esce dalle rotazioni. Hackett, che tanto ci era piaciuto al college, per ora non si sta dimostrando convincente.
Ed effettivamente possiamo dire che Treviso manca di un play titolare, e che sta mancanza va avanti da inizio anno. E’ in questo contesto che non capisco la sostituzione di Vitucci con Repesa. Se vuoi far crescere sti ragazzi, Vitucci fino a fine stagione va benissimo. Ma se ti pigli un Repesa, da lui vai cercando risultati.

Siena

January 14, 2010

Grazie ai suicidi di Roma, che aveva iniziato alla grande il proprio girone, e Milano, che si fa eliminare niente di meno che dal Prokom, solo Siena - guarda un po’ che sorpresa - passa tra le italiane. La Mens Sana passa con un 8-2 che farebbe ben sperare, se non fosse che il girone era scandalosamente facile (solo Siena e Barcellona hanno chiuso con un record positivo) e che le uniche due gare complicate, quelle contro gli spagnoli, sono terminate con un -19 e un -15.
Curiosità: Ndong ha 9 punti di media nel torneo, contro i verdi ne ha messi 19 e 13.

E’ anche una questione di abitudine, probabilmente. Siena finora ha giocato le uniche gare impegnative della sua stagione contro il Barcellona, non certo contro Caserta o Milano. Il Barcellona in campionato ha il Real Madrid e il Caja. Il Pana in campionato ha i derby con l’Olympiakos, in più nel girone s’è beccato proprio il Real e il Khimki.

Barili che rotolano

January 5, 2010

Svegliandosi dal torpore che lo attanaglia da quando è in carica alla Fip (e io che pensavo potesse essere d’aiuto al movimento…), Dinone Meneghin inizia a tuonare contro quanto sta accadendo a Napoli e l’operazione da lui avallata, prendendosene - e volevo pure vedere - inizialmente le colpe ma poi di fatto proseguendo nell’allegro scaricabarile al quale si sta assistendo da qualche settimana in città. Riassumendo brevemente quanto si legge dalle interviste concesse da Meneghin, la Fip ha avallato il trasferimento, però… anche la Lega ha dato l’ok. Però… il pubblico napoletano non ha aderito con entusiasmo al progetto, scoraggiando gli sponsor(!!!). Posto che parlo da ex possessore di abbonamento, che ha chiesto il rimborso ottenendo al momento una sottospecie di pagherò, tralascio commenti sulle motivazioni - passione per il basket a parte, che ha coinvolto qualche gruppetto di persone con la bava alla bocca per vedere sto sport - che potessero incentivare un napoletano ad abbonarsi ad una squadra composta per lo più da brocchi allenati dall’amatissimo Franco Marcelletti e con già qualche punto di penalizzazione in carniere. Tralasciando questo, caro Dinone, ma secondo te, a parte il mancato attaccamento del pubblico, perché mai un’azienda - in tempi di crisi tra l’altro, e con lo scotto del fallimento maioniano ancora bello caldo, che come puoi immaginare non aiuta molto a investire sul basket in città - avrebbe dovuto dare un solo euro a un presidente che già era noto per le gestioni “creative” e che ha basato il suo fare basket su eventuali aiuti delle istituzioni? Che poi, e qui apriamo un’altra parentesi, ci vuole un certo coraggio a fidarsi delle istituzioni napoletane e campane.
Dalla Legabasket Renzi ha risposto che loro, poretti, non avevano competenze, non avevano visto neanche i documenti consegnati alla Fip ma, visto che Rieti all’epoca del trasferimento era in regola con i conti, hanno semplicemente detto che si poteva fare e che la decisione spettava alla Federazione.
Ciò detto, l’intervista di Meneghin al Corriere dello Sport fa cadere le braccia. “Ancora non ho parlato con Papalia”. “La sua proposta? (ritiro dal campionato in corso in cambio della LegaDue il prossimo. Io ho finito le parole, ndV) Al momento ancora non so cosa fare”. “Voglio trovare una soluzione… devo capire come agire”…
Insomma, non sa dove sbattere la testa.

Mario Triggiani uno di noi

January 4, 2010

Di ritorno da graditissime vacanze abruzzesi, ho pensato bene di godermi le ultime ore di vacanza. Niente farsa, quindi, per me. Tra parentesi il mio abbonamento è tornato nelle mani del caro Papalia, che, invece dei soldi promessi, mi ha ricambiato con una ricevuta che mi sa tanto di pagherò.
Comunque, non avendo assistito al kindergarten, lascio che a spiegare la partita sia tale Mario Triggiani, che si candida a penna preferita dei napoletani. Credo di non aver mai letto niente del genere, un capolavoro. Per chi non fosse a conoscenza di questo ennesimo atto della farsa, ricordo che sono stati mandati in campo gli Under19, quindi essenzialmente si parla di una “non partita”.

L’armata Biella asfalta una imbarazzante Martos
di Mario Triggiani

Nulla da fare, Biella si dimostra troppo superiore alla Martos Napoli, che non riesce a trovare il successo dopo una partita giocata davvero male dai suoi giocatori. E dire che per i primi 75 secondi la Martos Napoli aveva tenuto, portandosi in vantaggio per 5-4 grazie a cinque punti del suo numero 22, ma alla lunga Biella è riuscita a far sua la posta in gioco chiudendo la gara in vantaggio per 124-54.

Inutile spendere parole su un incontro che ha visto in campo i soli giocatori di Biella, con il loro coach che riesce a tenerli sempre sull’attenti ed evita cali di tensione quando Napoli si riporta sotto al 17’ con una tripla di Giovannoni (26-69). Con questa sconfitta la Martos si avvicina alla retrocessione, e se i giocatori ripeteranno la pessima prestazione odierna, in cui sono stati dominati dagli uomini di Bechi, le speranze di rimanere nella massima serie sono risibili, visto che la salvezza dista 12 punti. L’Angelico Biella, invece, si conferma squadra da playoff, ed aggancia un quinto posto che potrebbe essere molto utile in vista della post-season, ed è oramai certo che se i piemontesi riusciranno a replicare la straordinaria prova di superiorità vista quest’oggi, non è certo preclusa una sfida alla MontePaschi, che probabilmente avrà notato come Garri ed Aradori hanno strapazzato la squadra di coach Pasquini.

Pagelle

Molti giocatori della Martos verranno indicati per numero e non per nome in quanto chi scrive, come anche il coach Pasquini che si riferirà a loro chiamandoli per numero di maglia, ha conosciuto l’identità dei giocatori scesi in campo solo una volta arrivato al palazzetto.

MARTOS NAPOLI
Aprea (Nato l’1/11/1991, 111 minuti giocati in 13 partite di Lega A in carriera) 6,5 L’unico a salvare la faccia è il playmaker proveniente dalla ViviBasket. Dimostra di essere il più esperto cercando spesso l’uno contro uno. Purtroppo soffre la fisicità di Garri, che più di una volta lo mette in difficoltà. Comunque un prospetto su cui puntare, semmai l’anno prossimo dovesse esserci ancora il basket a Napoli.

Numero 6 (Filippo Bellini. Nato il 6/2/1992, 2 presenze in Lega A (22 minuti) in carriera) 6- Mette a referto ben 8 punti, con percentuali invidiabili, ma le tre palle perse pesano come macigni nella sconfitta della Martos

Numero 8 (Riccardo Ciavarroni. Nato il 13/05/1992. 3 presenze in Lega A (35 minuti) in carriera) 5 Le cifre mentono. Perde troppe palle a causa dei numerosi centimetri che cede all’avversario diretto. Da tre è imprecisissimo e non fa nulla per far salire di livello la squadra.

Domenicone (Nato il 15/04/1991. 9 presenze in Lega A in carriera, per un totale di 48 minuti)5 Altro prodotto della ViviBasket di Di Lorenzo. In passato era stato maggiormente lucido, mentre oggi l’eccessivo minutaggio alla distanza porta alla luce troppi errori di inesperienza.

Apuzzo (Nato il 14/6/1993. Debutto oggi in Lega A con 16 minuti) 5,5 Terzo ed ultimo giovane proveniente dal vivaio della ViviBasket. Commette errori da principiante soprattutto in ricezione quando non riesce a blocca re palloni che forse persino un diciassettenne saprebbe bloccare. Incredibile come scompaia di fronte alla pressione di giocatori di serie A.

Numero 13 (Simone Onofri. Esordisce oggi in Lega A con 16 minuti) 5,5 Anche lui rende molti centimetri agli avversari. Spicca un notevole balzo per catturare un rimbalzo in faccia ad Aradori, che però si assicura la presa del pallone dimostrando una superiorità, oltre che fisica, anche di capacità cestistiche.

Numero 15 (Francesco Cattani. All’esordio con 16 minuti)5 Non si fa notare in un campo di Lega A, dove sembra quasi un pesce fuor d’ acqua.

Numero 16 (Piero Santocchi. Esordio con 12 minuti per lui)5 Altro fantasma che vaga per il campo. Non si fa notare per tutta la sua permanenza in campo.

Numero 19 (Giacomo Gunnella. Esordio con 10 minuti)4 Pessima prova del giovane che perde nettamente il confronto con Damon Jones, il precedente possessore di quella maglia. Si fa umiliare dai giocatori di Biella non riuscendo con i salti a coprire il divario di centimetri che c’è tra di lui ed i giocatori di Lega A della società piemontese

Numero 22 (Matteo Giovannelli. Nato il 19/07/1992. In Lega A 19 minuti in 3 presenze) 6+ Porta due volte in vantaggio la Martos nei primi due minuti, grazie a 5 punti di qualità. Pian pianino scompare dalla partita, anche se si leva la soddisfazione di stoppare due volte Aradori (che comunque gioca una partita straordinaria umiliando il povero Giovannelli).

Pasquini (record 0-9 al suo primo anno di Lega A)6,5 Probabilmente la sua ultima partita da coach. Oggi non poteva fare nulla di più. Un grazie a lui per averci messo la faccia. Una grandissima persona, un tecnico che necessita di un po’ più di esperienza prima di essere catapultato in una situazione come quella della Martos 2009-2010.

ANGELICO BIELLA

Lombardi 6,5 All’esordio si comporta bene nonostante sia il più giovane di Biella. Dimostra che questa partita forse Biella avrebbe potuto giocarsela anche con qualche giovane in più. Ma non avrebbe dimostrato il dominio dimostrato.

Schultze (87presenze con la nazionale della Germania)6,5 Gioca bene tenendo il freno a mano tirato per evitare di farsi male in una partita che al terzo minuto aveva già espresso il suo verdetto. Le qualità cestistiche non si discutono, la prestazione neanche.

Soragna (Argento ad Atene alle Olimpiadi del 2004)6- Un po’ in ombra quest’oggi. E’ il primo a tirare i remi in barca quando la partita può considerarsi finita. Non tira “alla Soragna”, ma siamo sicuri oggi ce ne fosse bisogno?

Coleman 6+ Non eccelle, però dimostra sempre la propria superiorità quando i giocatori di Napoli tentano di stuzzicarlo con passaggi dietro la schiena oppure quando cercano per forza l’uno contro uno.

Maggiotto 7 Altro giovane di Biella. Si comporta davvero bene mettendo a referto punti e rimbalzi. Sotto il canestro domina sia da una parte che dall’altra.

Ona-Embo 6,5 Bella prestazione da parte del giovane francese, che riesce a mettere sempre in difficoltà i giocatori napoletani.

Garri (Argento ad Atene 2004) 10 Un dominatore. Ci mette fisico ed una cattiveria mai vista per strappare palloni dalle mani di Aprea. Sotto canestro mette sempre punti in faccia al suo avversario. Qualcuno afferma che contro dei ragazzini non si dovrebbe giocare così, ma Garri vuole giustamente dimostrare di essere superiore a Giovannelli (sua vittima prediletta).

Chessa 7 Gioca benissimo contro una difesa blanda. Spesso prende degli uno contro uno contro i giocatori napoletani ed il livello qualitativo della partita incredibilmente migliora quando a scontrarsi solo dei coetanei.

Smith 7 Altro giocatore che gioca alla grande quest’oggi. I napoletani cercano di superarlo sistematicamente e lui altrettanto sistematicamente rimanda gli avversari indietro avvalendosi anche meno del prevedibile del suo fisico.

Aradori (unico giocatore italiano che si presume nei prossimi anni possa approdare in NBA) 10+ Il più è per aver zittito i tifosi che lo contestavano quando prendeva le triple contro difensori alti molto meno di lui. Da vero professionista il suo obiettivo è quello di buttare la palla nel cesto, e lo sa fare davvero bene. Chi lo critica farebbe bene a mettersi nei suoi panni: ha bisogno di conquistarsi la NBA, e solo umiliando Onofri e Gonnella potrà mai farlo. Una volta dimostrata la sua superiorità decide di sedersi in panchina per non dar soddisfazione a chi lo contesta.

Achara 4 La vergogna della serata. Solo lui contro un ragazzo che gli dava una trentina di centimetri ed una decina d’anni, decide di non schiacciare passando la palla fuori ed evitando un umiliazione al ragazzino. Certi gesti andrebbero banditi dai campi di gioco.

All.Bechi 10 “Giocate duro! Siamo in Serie A!” Sarà un caso, ma dopo questa frase, pronunciata nel secondo quarto quando Biella è sul +35 contro cinque minorenni, la sua squadra porta a casa la vittoria.

Occasione persa, oppure no?

December 29, 2009

Campionato di calcio fermo, forse sarebbe stato il caso di programmare una giornata di campionato il 27 dicembre. Durante le feste le persone hanno meno impegni, e senza calcio, appunto, c’era molta più possibilità di vedere gente al palazzetto oppure di fare ascolti su Sky.
Poi però penso al trittico di partite di Natale che ha offerto la Nba, una più schifosa dell’altra, compreso il famigerato duello Bryant vs. LeBron, e magari è stato meglio così.

Vote for me!

December 27, 2009

  • Nel video in alto, uno dei motivi per cui adoro Steve Nash. Fenomeno in campo e fuori, oltre alla stima per aver intrattenuto piacevoli relazioni con Elizabeth Hurley.

    Ne volete altri?
    Steve gioca a calcio (sì lo so, sputtana il template, pazienza).


    Steve recita.


    Steve canta.


  • Xmas Time

    December 23, 2009

    Tanti auguri di buon Natale e felice anno nuovo da Francesco, Vittorio, e…


    Mimmo

    December 21, 2009

    Avendo perso Tsaldaris, probabilmente il miglior comunitario visto a Napoli in tempi recenti (più completo di Stefansson, che però era difensore di gran lunga migliore), l’idolo della stagione diventa per forza di cose lui, Kimmo “Mimmo” Muurinen.
    http://www.basket.fi/@Bin/188758/Muurinen_Kimmo-tok-32.jpg

    In mezzo a questo disastro bisogna dire che è forse la sorpresa più lieta. Certo, hai sempre la sensazione che basti un soffio di vento per buttarlo a terra, con quel fisico e quel colorito cadaverico, ma se lo servi in movimento fa molto male con i suoi tagli (chiedere a Varese) e anche il piazzato da 3 è buono. Credo possa costruirsi una discreta carriera come comunitario in Italia. Peccato che, nonostante la doppia doppia di oggi, non sia un rimbalzista affidabilissimo.

    Ultime notizie

    December 20, 2009

    Napoli giocherà regolarmente a Teramo. Lo ha detto un comunicato.


    Rivogliamo il Mario Argento!

    December 19, 2009

    http://l.yimg.com/a/p/sp/tools/med/2009/12/ipt/1261254942.jpg
    Gara di inaugurazione NCAA per il nuovo Cowboys Stadium. I Texas Longhorns battono North Carolina con la solita prestazione di Damion James.
    Nella foto, in alto, il piccolo tabellone luminoso.
    Grazie a Rocky di Play.it.

    The day after

    December 16, 2009

    Avevo scritto un post chilometrico in cui esaminavo scelte passate e possibili prospettive future. Completandolo, mi sono reso conto che alla fine si trattava di battute sprecate, e che tutto è riassumibile con questa immagine.
    http://capitatoabarcellona.files.wordpress.com/2009/04/question-mark.jpg

    Game over, ancora

    December 15, 2009


    Dichiarazione del Presidente Dr. Gaetano Papalia in occasione di una conferenza stampa tenutasi oggi pomeriggio al PalaBarbuto.

    “Da oggi metto a disposizione della città e delle istituzioni territoriali campane il ruolo di Presidente della società. Resto il titolare delle azioni della società ma sono disponibile ad affidarne la guida ad un persona che, meglio di me e più efficacemente di me, possa toccare i tasti giusti, possa avere i canali più adeguati per un coinvolgimento del tessuto economico, imprenditoriale e politico locale. Una persona più adatta di me ad operare in questo senso su Napoli. Anche i ruoli di consiglieri di amministrazione sono messi a disposizione della città e delle forze napoletane che vogliano fare il bene della Nuova Basket Napoli. Ho sospeso oggi l’attività sportiva. Gli allenamenti riprenderanno quando ci perverrà un segnale deciso, determinato, forte tale da assicurare a questa società e questa squadra un immediato presente ed un futuro solido così come volevamo. Non lascio il controllo azionario della società e non lascio la sfida personale su Napoli. Non ho intenzione di trasferire la società da nessuna parte. Voglio solo che sia gestita da una persona più idonea di me. Nonostante i ritardi e le difficoltà gestionali, abbiamo allestito una buon roster che domenica scorsa ha dimostrato di poter vincere le sue partite e lo ha dimostrato contro una squadra come Varese che sta ottenendo risultati positivi, molto bene allenata e costruita. Sono particolarmente soddisfatto di vedere la squadra in crescita.

    Oggi ho parlato con una delegazione della squadra per spiegare il motivo per il quale ho sospeso gli allenamenti. I giocatori hanno dimostrato grande maturità e hanno apprezzato molto l’iniziativa presa. Ho voluto bloccare gli allenamenti finché non saranno chiari alcuni profili gestionali e a salvaguardia dei loro stipendi. Sono molto orgoglioso della sostanziale compattezza dimostrata dalla squadra.

    Il mio scopo è quello di usufruire di una guida e di un consiglio di amministrazione che più autorevolmente di me possano ottenere i risultati che finora io non sono riuscito ad conseguire. Sono lusingato della simpatia che hanno dimostrato nei miei confronti tutte le forze politiche cittadine. Pur ringraziando il Sindaco Rosa Russo Jervolino delle espressioni di apprezzamento che mi ha voluto rivolgere attraverso l’Assessore allo Sport Alfredo Ponticelli, devo necessariamente mettere a disposizione il mio ruolo per senso di responsabilità. Ringrazio anche il consigliere comunale Raffaele Ambrosino per le parole di stima nei miei riguardi pronunciate oggi nel corso nella riunione odierna del consiglio comunale. Stiamo attraversando una fase difficile e desidero che sia chiaro che il responsabile di tale situazione è il sottoscritto Presidente della Società. Questo è il giusto motivo che legittima a tutti gli effetti la necessità della mia sostituzione.

    Resterò ad assolvere a tutta quella serie di impegni operativi che impone una società dal ragguardevole budget economico come la nostra. Una società professionistica necessita di procedure di lavoro puntuali ed efficaci. Stiamo operando senza general manager e c’è quindi un’area di lavoro da coprire. Spenderò il mio tempo per coprire intanto quell’area con un’azione di supplenza operativa.

    Non sono riuscito finora a sbloccare delle risorse pur essendo state formalmente definite a livello contrattuale ed impegnate a livello contributivo. Si è determinata cioè una situazione di illiquidità che in questo momento non consente di garantire il pagamento delle remunerazioni. Ho sospeso l’attività sportiva totalmente. Chi arriverà avrà carta bianca. Tuttavia non sono stato con le mani in mano negli ultimi tempi. Ho intavolato già dei rapporti con persone di grande serietà che potrebbero essere importantissime per la società e hanno espresso un gradimento di massima rispetto ad un loro coinvolgimento.

    Nel caso non si dovesse muovere nulla, sceglieremo una guida tecnica per la presidenza della società che gestisca le risorse che si possono reperire, adegui il modello organizzativo in base alle risorse, pensando ad avere una società alla fine dell’anno che sia in grado di affrontare in maniera stabile il campionato successivo.

    E’ mia intenzione tutelare la società ed il pubblico napoletano. Continuo fortemente a ritenere che questa città sia un palcoscenico straordinario per il basket. Voglio ringraziare il pubblico che tutti coloro che sono venuti al palasport e che non hanno mia smesso di incoraggiare la squadra. Abbiamo perso dieci volte e hanno continuato ad applaudire. E’ gente straordinaria che è difficilissimo incontrare. Ha dato dimostrazione di cuore e di coraggio incomparabili”.

    ma vaffanculo va.

    Il tiro che poteva cambiare la stagione

    http://www.ddmind.com/public/immprofili/dir_LKAHNPZWMCKFBJTQJBDN/656333136.jpg

    Nell’angolo in basso a destra, la linea del tiro da 3 punti.
    Abbondantemente alla sua sinistra, Tsaldaris scocca il tiro (con fallo) che ci porta in parità, con un libero da tirare. Ma quel tiro sarà considerato da 2 punti.

    31/01/2007-13/12/2009

    December 13, 2009

    Il 31 gennaio 2007 Napoli si giocava l’accesso alle Top16 di Eurolega in casa contro la già qualificata Benetton Treviso. La domenica precedente, Napoli aveva giocato in campionato proprio a Treviso, e la vittoria tranquilla dei padroni di casa aveva permesso loro di qualificarsi per le Final Eight di Coppa Italia. Immaginare che Treviso ricambiasse il favore era il minimo, e tutti i segnali in campo rafforzavano questa ipotesi. Gara condotta agevolmente, nel quarto quarto Napoli smetteva di segnare e i trevigiani si rifacevano sotto grazie agli americani, pare foraggiati da Fadini e dalla promessa di un bonus vittoria. Una tripla di Goree dava la vittoria a Treviso, eliminava Napoli, e spalancava le porte alla rapida caduta della società di Maione. Diciamo che quella sconfitta, contando anche il mancato introito economico per una società già alle corde finanziariamente, ha segnato per noi l’inizio della fine.

    Il 13 dicembre 2009 Napoli si gioca forse più di una stagione con Varese. La Martos è ultima, a -2, senza vittorie e con tanti mugugni di giocatori che vorrebbero andare altrove. Serve una vittoria per continuare a sperare non tanto nella salvezza, quanto nella sopravvivenza. Dopo un avvio stentato, per la prima volta vediamo una squadra di basket. Oh, giochiamo alla grande. Gabini tira così bene che la sua mira sembra quella di Massimo Tartaglia. Poi, nel quarto quarto, gravati dai falli dei lunghi e dall’incapacità dell’allenatore, ci spegniamo. Si tiene botta con l’orgoglio, ma Morandais porta Varese sul +3. A quel punto Tsaldaris, sempre più idolo delle folle, si scopre Danilovic, corre verso la metà campo di Varese, lascia partire un tiro da 3. Segna e subisce il fallo. Gli arbitri dicono che è da 2. Scopro tante interessanti cose sulla mamma di Facchini.
    Comunque, pareggio. Rimessa di Varese. Morandais da centrocampo. Quando ho visto partire il tiro ho pensato che sarebbe entrata, lo ammetto. Solo rete.

    Il silenzio del palazzetto ricorda quello di quel 31 gennaio. E la sensazione che, come allora, le cose precipiteranno definitivamente, è la stessa.

    Un po’ di storia

    December 9, 2009

    La gara di Varese, contro l’ex Michel Morandais, potrebbe essere decisiva per la stagione. In caso di sconfitta non vedo come possa essere possibile placare le voglie di fuga di chi ambisce, a torto o ragione, a giocare in contesti differenti. Per prepararci a questa epica battaglia, credo sia giusto ricordare i cavalieri che fecero l’impresa. Sta a noi decidere se questi nomi rimarranno scolpiti per sempre nella storia oppure se, dopo esattamente venti anni, verranno rimpiazzati da Damon Jones & co.
    Alberti Lorenzo, Ban Marco, Bechini Stefano, Bortolani Lorenzo, Brembilla Alberto, Casarin Federico, Codevilla Massimo, Francescatto Antonio, Gibson Michael, Giordano Giancarlo, Johnson KenMayer Christian, Mc Gee Mike, Motta Giuseppe, Sala Marcello, Sari Cristian, Spagnoli Fabio, Tolbert Ray, Vettorelli Alberto. Allenatori Bardini Claudio e Bizzosi Stefano.

    Portali a Parigi, Piero Bucchi!

    December 7, 2009

    Mi chiedo perché il palazzetto fischiasse ogni volta che veniva intonato qualche coro per il coach dell’AJ. E in fondo questo è lo spunto di riflessione più profondo che l’esibizione di ieri mi ha lasciato in eredità. Se lo starà chiedendo anche Travis Best, seduto a lato della panchina per tutta la durata dello stillicidio; magari, nella sua testona programmata (moooolto tempo fa) per giocare alla pallacanestro, avrà già trovato qualche risposta alla pressione sulla palla che rende impossibile l’esecuzione di qualsiasi gioco d’attacco. (E’ anche vero che dopo aver fisicamente visto il playbook, questo potrebbe essere anche un vantaggio. Ma è un’altra storia.. NdR)
    La partita ha comunque fornito delle risposte dalle quali ripartire:
    Spippoli non può tenere Petravicius, che effettivamente è Caio.
    Non è possibile dare del coglione a tutti i giocatori quando escono dopo aver fatto una cazzata: due nomi a caso, Aprea e il Trattore.
    Se non si è concentrati, è possibile guardare attraverso Muurinen e questo potrebbe essere un vantaggio qualora lo si facesse giocare senza maglietta: i blocchi invisibili!
    Piero Bucchi, portali a Parigi!

    Lido

    Prossimamente su questi schermi

    December 6, 2009

    …dal Palalido di Milano, Piero Bucchi e l’AJ in “ti piace vincere facile?”. Sparring partner, Napoli. All’interno, speciale dibattito “Petravicius è o non è Caio de La Spada nella Roccia?”
    Cronaca in diretta differita a cura della sezione nord di Basketblog.

    Petravicius

    Papalia vende!

    December 3, 2009

    Fonti affidabilissime, interne alla società, mi hanno rivelato l’esistenza di una trattativa per la cessione della NSB. Trattative che sarebbero a uno stato avanzatissimo, insomma prossime alla chiusura. Si tratterebbe non di una vera e propria cessione, ma piuttosto di una fusione con un’altra società in difficoltà, appena i tempi lo consentiranno. Le trattative sono così avanzate che è già pronta una bozza per il nuovo logo societario.

    Signore e signori, i Napoli GabiNets!

    http://h.imagehost.org/0095/2loghi02.jpg

    Nubi

    December 2, 2009

    http://cafnr.missouri.edu/images/news/storm-team2.jpg
    Ma io non chiedo poi chissà che. Una società che possa vivere in tranquillità e darmi qualche anno di basket. Anche di medio/bassa classifica di LegaDue. Anche di B1. Pensare al gioco, non all’aspetto economico, con scioperi, penalizzazioni, Comtec e quant’altro. Chiedo forse troppo?

    Napoli-Treviso 64-96

    November 29, 2009

    Mi chiedono: scrivi qualcosa sulla partita? E ci provo pure, ma che diamine vuoi scrivere? Uno vorrebbe parlare un po’ di basket, ma quello visto finora non lo è. Volessimo provare a parlare di basket, direi che almeno questa volta ho avuto la fortuna di poter vedere due signori giocatori, ossia Gary Neal e Sandro Nicevic. Il primo ha segnato in ogni modo, il secondo all’inizio ha sofferto un po’ Traylor, poi ha pensato bene di portarselo a quattro metri dal canestro e là - causa anche poca benzina del Trattore - non c’è stato più nulla da fare. Sempre su Treviso, grandissima delusione da parte di Daniel Hackett. Ho seguito con simpatia tutta la sua carriera universitaria, facendo il tifo per lui e nutrendo belle speranze. Ieri s’è visto un giocatore che non è riuscito ad impensierire un minimo Bonora e Aprea (Bonora e Aprea, eh) e un ragazzo nervoso, pronto a scattare al primo fischio contro. Visto che già recentemente se n’era venuto fuori con alcune dichiarazioni non proprio simpatiche, direi che c’è qualche problema anche a livello mentale. Da rivedere Motejunas.

    E noi? E che vuoi dire… non c’è gioco, non c’è intensità, le rotazioni difensive sono ridicole, i tempi delle sostituzioni e dei time out sono sballati, la palla è ferma, non c’è un blocco serio, non c’è un giocatore che possa far muovere le difese avversarie o battere l’uomo dal palleggio. Lo stesso Damon Jones che finalmente ha giocato una bella partita non sembra un giocatore da squadra che cerca disperatamente di salvarsi, ossia qualcuno in grado di prendersi una trentina di tiri a gara, magari sbagliandone la metà. Certo, è un signor tiratore. Certo, ha messo dei bellissimi canestri. Ma se volevo uno che passa il suo tempo ad aspettare lo scarico per mettere la tripla, riprendevo Malaventura, che magari difende pure, con tutto che porta sfiga.
    Il Trattore regge ancora poco in campo e i cambi sono inadeguati. Skele ieri ha fatto sei, pessimi, minuti. Tsaldaris cerca di fare pentole e coperti con il risultato che soffre come un dannato e perdiamo anche quello che può dare.
    Serve uno che segni tanto, che batta l’uomo dal palleggio, che abbia gambe fresche e tu vai a pigliare Travis Best (che, per carità, come conoscenza del gioco è anni avanti)? Mah…

    Il grande bordello, nuova puntata

    November 27, 2009

    Ho dovuto aggiornare.
    http://i47.tinypic.com/awcc60.jpg

    Travis Best è così vecchio…

    November 26, 2009

    … che Naismith già lo considerava un veterano.
    … che per stabilire la sua età esatta, bisogna tagliarlo a metà e contare i cerchi.
    … che non ha l’albero genealogico: si trova nella radice.
    … che invece della cicogna, l’ha portato uno pterodattilo.
    … che non ha foto di battesimo, ma graffiti.
    … che ha la carta d’identità scritta su un papiro.
    … che ha rappresentato il suo Paese ai Giochi Olimpici. In Grecia. Nel 776 a.C.
    … che il peccato originale in realtà l’ha commesso lui: compiendo sfondamento su Eva in un contropiede 3 vs 1.
    … che quando si mette il paradenti deve usare il Cukident.
    E’ nato prima l’uovo o Travis Best?
    … che per stabilire la sua età esatta, serve il carbonio 14.
    … che al compleanno usa delle candeline con gli esponenti. E nonostante ciò, quando accendono le candeline della sua torta di compleanno la Protezione Civile prepara i Canadair.
    … che nessuno si azzarda a tirargli le orecchie dopo la torta.
    … che se fosse stato lui il protagonista, il film Forrest Gump sarebbe iniziato con lo sbarco di Cristoforo Colombo.
    … che ci mette più tempo lui a contarsi gli anni che Kevin Kruger a guidare una transizione.
    … che quando andava a scuola non c’era ancora la storia.
    “Può ancora dare qualche minuto di qualità” - il coach su Trevis Best. Ai tempi dell’High School.
    … che ha rappresentato una soluzione valida e affidabile in regia per generazioni di general manager.
    … che il primo giorno di allenamento chiamerà rookie Bonora.
    … che quando è nato, di Springfield ce n’era una sola. Oggi ne sono 34.
    … che ha visto il big bang dalla finestra di casa sua.
    … che i Flinstones sono basati sulle sue memorie.
    … che il suo irresistibile cambio di mano è dovuto al Parkinson.
    … che non può iscriversi a Facebook perchè nel form non c’è il suo vero anno di nascita.
    … che è stato lui a spiegare a Dan Peterson il celebre gioco a L.
    … che ormai ha imparato a convivere con i problemi alla prostata. Dal diciannovesimo secolo.
    … che una volta sull’autobus Rita Levi Montalcini gli ha lasciato il posto a sedere.

    Kevin Kruger è così lento…

    November 23, 2009

    … che il suo terzo tempo è diviso in atti.
    … che non può andare da solo a comprarsi gli abiti perchè al negozio vien scambiato per un manichino.
    … che l’autovelox invece di scattargli la foto gli fa un dipinto ad olio.
    … che la ragazza l’ha lasciato per un eiaculatore precoce.
    … che ha cominciato da poco a digerire il tacchino del giorno del ringaziamento del ‘98.
    … che si farebbe doppiare da Luca Badoer.
    … che dopo una passeggiata in villa comunale a Mergellina è stato scambiato per un platano e per questo, potato.
    … che il santino che ha nella macchina gli grida di schiacciare quel cazzo di acceleratore.
    … che nella sua macchina ha solo le marce ridotte.
    … che al polso non ha un orologio normale, ma uno che indica solo giorni e mesi.
    … che Robert “Tractor” Traylor lo ha soprannominato “L’aratro”.
    … che quando fa una gara sui 100 con Pistorius, lo costringe a togliere le protesi.
    Kevin Kruger va sano e va lontano.
    … che dopo l’istant replay, sui campi da gioco s’è sperimentato il replay all’istant.
    Impiega meno tempo Nettuno a ruotare attorno al Sole che Kevin Kruger attorno a un blocco.
    … che sta ancora giocando la prima di campionato a Siena.
    … che quando balla un lento con la sua ragazza la musica deve essere su rewind.
    … che in una gara di lentezza può battere Chuck Norris.
    “Finalmente hanno messo la moviola in campo”. Aldo Biscardi dopo aver visto una partita di Kevin Kruger.
    … che se fosse stato lui al posto della tartaruga, Achille l’avrebbe raggiunto.
    … che una volta è stato investito da un’auto. Spinta da due tizi.
    … che una volta ha segnato un canestro in contropiede. Ma partendo dalla partita precedente.
    … che quando va in scooter i moscerini non muoiono sul parabrezza, ma dietro il casco.
    … che se gli riesce un crossover gli vien da vomitare.
    … che per lui l’inerzia non esiste.
    … che è giunto ad una definizione oggettiva di spazio e tempo. Rispettivamente, troppo e troppo poco.
    … che forse è anche più lento di Marconato.
    … che non terrebbe il primo passo di Bob Cousy. Il Bob Cousy di oggi.
    … che quando ha regalato ai compagni di squadra una cornice elettronica con le sue migliori azioni di gioco, tutti assieme l’han ringraziato per la bellissima istantanea.
    … che quando rallenta il ritmo crea un paradosso temporale.
    … che quando gli han fatto firmare il contratto l’hanno già rivalutato con l’inflazione del 2013.
    … che fa da testimonial ai Durex ritardanti.
    “Eppur si muove”. Galileo Galilei su Kevin Kruger.
    … che per fare un rientro difensivo deve aspettare il cambio di campo dopo l’intervallo.
    … che per vedere le sue azioni al replay premono fast forward.
    … che il giorno in cui il suo primogenito inizierà a camminare, non riuscirà a seguirne il primo passo.

    Meglio tardi che mai

    November 22, 2009

    http://www.sportlive.it/wp-content/uploads/2008/03/carlo_recalcati.jpg
    Non abbiamo amato Charlie Recalcati, almeno quello degli ultimi tempi, e su questo blog ci sono un paio di post che lo testimoniano, basta fare una comoda ricerchina in alto a destra, che son pigro.
    Nonostante questo, un paio di cose vanno dette, ora che (finalmente) è stato annunciato che non sarà più il commissario tecnico della nazionale italiana.
    1) Recalcati va comunque ringraziato e apprezzato per aver spremuto al meglio un gruppo non di grandissimo talento, che ci ha portato al bronzo europeo e all’argento olimpico. Tutto quanto fatto dal 2005 in poi andrebbe invece gettato nel dimenticatoio, ma è un discorso troppo lungo per l’ora in cui sto scrivendo;
    2) non si pensi - e ribadisco, non si pensi - che l’addio di Recalcati risolva di colpo i problemi del movimento cestistico italiano, che a dirla tutta c’erano anche quando la nazionale vinceva, e anzi nascondeva questi problemi.
    E le soluzioni immaginate dalla Fip guidata dall’amico (di Recalcati) Dino Meneghin sembrano voler sfuggire al problema. Forzare l’utilizzo degli italiani è inutile se poi questi si dimostrano inadeguati o se c’è gente che per rispettare alla regola è costretta a tesserare Bonora o Rizzo, o ancora a portarsi in panchina in trasferta - come giocatore - l’assistente allenatore. Questa protezione dei giocatori italiani, che di conseguenza si trovano a chiedere cifre decisamente superiori al loro valore, danneggiando in questo modo le piccole, sono una soluzione “all’italiana” del problema. Cioè una non soluzione. Quali miglioramenti può portare al movimento la resurrezione di arzilli quarantenni o il tesseramento di ragazzini che non vedranno mai in campo?
    Gli italiani bravi, se son bravi, giocano. A Biella sta esplodendo Aradori. A Roma Datome ormai è una certezza. Varese ha preferito prendere un piccolo come Reynolds come USA al posto di Slay visto che Martinoni ha dimostrato di poter tenere il campo. La Benetton non si crea problemi a schierare Hackett, Gentile, Sandri, De Nicolao.
    Piuttosto, cerchiamo modi di promuovere il movimento. Obblighiamo i ragazzi della nazionale, in particolare i 3 USA ma anche quelli in cui i ragazzini possono immedesimarsi (Poeta, Rocca, Amoroso), a fare campagne di promozione nelle scuole. Creiamo una sinergia tra LegaA, LegaDue e A Dilettanti per lo sviluppo dei ragazzi. Ma non “coccoliamo” e premiamo dei giocatori mediocri solo perché italiani.

    Dalla città delle tre T

    November 20, 2009

    Turù, Turàs e Tetàs, rispettivamente il Torrone, la Torre e le Tette. Su queste ultime non ho potuto verificare.
    Così come non posso dir niente sullo gnocco fritto, almeno non quello del posto. Vi chiederete che vi scrivo a fare, a questo punto, e avreste anche ragione…
    Lo faccio per raccontarvi di un Greco che ha giocato 30 minuti da play, marcato l’ala piccola nonché avversario più pericoloso, soddisfatto due volte Megan Fox durante l’intervallo e risolto la fame nel mondo dopo la partita. Vi racconto di un Trattore con poca benzina, ma che ha dominato sui due lati finché ne ha avuto. Vi dico anche di Damon Jones, che vederlo giocare da bordo campo è uno spettacolo nello spettacolo.
    C’è stata una partita a tratti anche piacevole, giocata in un palazzetto “intimo”, molto civile e con una bella atmosfera (alla quale di sicuro contribuiva una splendida mulatta seduta dietro di me).
    Napoli ha tenuto basso il ritmo, unica possibilità di non prendere 40 punti da una squadra lunga e atletica…anche se, pur contenendo il ritmo, rispetto alle prime uscite Napoli sembrava la migliore edizione dei Suns di D’Antoni. Tutto bello, ma non abbastanza perché senza qualcuno che riesca a portare con tranquillità la palla in attacco, non si può tornare a casa con la parte buona del referto.

    Abbiamo il play!

    November 19, 2009

    http://photos-e.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs042.snc3/12947_1258306467164_1514725888_730034_7363745_n.jpg

    Ball handling eccezionale, grandi capacità di scaricare per il compagno libero, mani fatate, l’ideale per servire Damon Jones. Papalia prendici Tierry Henry!
    (seguono improperi ripetuti)

    Sticazzi di Cremona

    November 18, 2009

    Stasera a Cremona il recupero della partita rinviata causa febbra. Prevista copertura di basketblog con lo stoico Dis/Impegno che ci racconterà ogni dettaglio della serata. E’ vero che Cremona abbonda di maggiorate?
    Loro vengono da una vittoria di 25 con Treviso e si tengono sui 90 punti segnati di media. Noi non abbiamo ancora un play, ne abbiamo presi 27 in un quarto in casa da Montegranaro, e ringraziamo il santo patrono di Rieti se ne facciamo 50.
    Le riprese della partita saranno utilizzate per il nuovo spot “Ti piace vincere facile?”
    In dubbio Brandon Brown e le nostre chances aumentano di un bel 2%. Quindi siamo a -8% di possibilità.
    Quasi sedici punti di media, cinque rimbalzi e quattro falli subiti a partita. Aridatece Gary Forbes.
    Giallo sulla non convocazione di Kevin Kruger. Sembra che in realtà la sua partenza con la squadra fosse prevista, ma che abbia impiegato quarantacinque minuti per percorrere i 20 metri che separavano gli spogliatoi dal pullman. I compagni se ne sono accorti solo all’autogrill a Frosinone.
    Detto questo, sti gran cazzi di Cremona, noi stasera si tifa Trap.
    http://soccerrepublic.eircom.net/Images/Downloads/hope-thumb.jpg

    Problemi tecnici

    November 16, 2009

    Essì signori, problemi tecnici. Quelli che non dovrebbero mai capitare, in un palazzetto di serie A e che invece hanno funestato il PalaBarbuto di Napoli proprio in occasione della delicata e accesa sfida tra i locali reatini e la Sutor Montegranaro. Di fronte a un pubblico abbastanza caldo nonostanto il consueto boicottaggio ultras, per festeggiare la bella iniziativa di Papalia che ha riempito il palazzetto di bambini entrati al simbolico costo di un euro, Napoli finalmente dava la parvenza di una squadra di basket. Di LegaDue, per carità, ma la stessa Montegranaro sembrava accomunata da simile destino, e così dopo trenta minuti di errori e orrori, ma comunque di agonismo, il tabellone segnava 48-48. Intervallo breve e tifosi speranzosi nella prima vittoria in campionato.
    Ma proprio in quel momento un guasto mandava in corto circuito la parte di tabellone dedicata al punteggio di Napoli, che si bloccava a quota 48 nonostante il campo esprimesse valori diversi. La Martos, infatti, giocava brillantemente: Kruger si dimostrava degno figlio di coach e orchestrava sontuose azioni di gioco che mandavano a segno a turno tutti i compagni di squadra; un brillantissimo sistema di blocchi ciechi organizzato da coach Pasquini liberava continuamente al tiro il mortifero Damon Jones che sgusciava sui blocchi come il miglior Reggie Miller e prestava fede al suo status di miglior tiratore del mondo e crivellava la retina da ogni posizione; Gabini dimostrava di valere tutti i tiri che si stava prendendo continuando a colpire dalla media e dalla distanza; Drobnjak ribadiva la superiorità tecnica della scuola slava mettendo in evidenza tutto il suo bagaglio tecnico in post. La partita si chiudeva sul punteggio di 81-78, prima vittoria in campionato di una Martos che adesso poteva iniziare a pensare alla salvezza.
    Ma purtroppo dopo la partita veniva comunicato ai tifosi festanti che, per il risultato finale faceva fede il tabellone, sbloccatosi da parte napoletana solo per un istante, per un canestro e fallo di Drobnjak. 51-78, quindi, il risultato che andrà negli almanacchi. Dannati regolamenti.

    “Non ho parole”, riferisce a fine gare il patron Papalia che affida i suoi pensieri ad un malinconico sfogo su Facebook con uno stato di 12000 caratteri.
    L’opinione di Emiliano Mondonico: “Non era questa la partita da vincere”.
    Nota a margine per la simpatica cubana che si è infilata nella macchina di Gabini a fine gara. Un minuto di silenzio.

    Aspettando Napoli-Montegranaro

    November 13, 2009

    Due squadre scarse, e quella in trasferta potrebbe giocare contro l’allenatore bestemmiatore. Si preannuncia grande basket domenica al PalaBarbuto.
    Attesi scontri tra le tifoserie: tra Rieti e Montegranaro non c’è mai stato buon sangue.
    Ultime news di mercato. Sfuma l’arrivo di Pooh Jeter, ha chiesto troppo miele. Papalia punta Tappo e Tigro, anche se per i suoi trascorsi equini non va sottovalutata la pista Ih-Oh.
    Previsto l’esordio di Traylor, per fermare la minaccia del trattore la Sutor intende ad affidarsi a Papagnò, a Lugilla e al brosciuttu.

    Lo Scream Team

    November 10, 2009

    Frugando su un forum, ho ritrovato questo vecchio articolo di Page2 di Espn, tradotto in italiano. Era il 2004 e gli Usa facevano figure barbine in giro per il mondo. Lo metto per conservarne la memoria.

    OK, possiamo cominciare, adesso che Amare Stoudemire è uscito alla fine dal campo dopo che Carlos Arroyo lo ha fatto saltare con l’ennesima finta.

    Parliamo di sconvolgimenti. E’ come se i Washington Generals battessero i Globetrotters. Come se i Clippers si qualificassero per i playoffs. O come se Michael Moore votasse per George Bush.

    Dopo avere perso con un’isola-nazione con una popolazione solo di poco inferiore all’entourage di Allen Iverson, cosa può ancora accadere alla squadra di basket degli Stati Uniti? Cosa altro può succcedere ad una squadra che ha appena perso con un paese che ha mandato cinque giocatori nella NBA ed il cui miglior giocatore è stato in passato tagliato dai Toronto Raptors?

    Fortunatamente, Page 2 (la rubrica di espn.com, NdR) sa già cosa accadrà nel prosieguo del torneo olimpico…

    16 agosto
    Durante l’allenamento, Richard Jefferson schiaccia nel corso di un esercizio di tiro e lancia un fortissimo urlo. Larry Brown dice a Jefferson che forse dovrebbe lavorare invece sul suo tiro da gtre punti.

    17 agosto: USA contro Grecia
    Dopo la lugubre performance contro Porto Rico, gli scouts ed i coaches USA spendono ore ed ore nel guardare e montare video per la prossima partita contro i padroni di casa, la Grecia (in inglese: Greece). Solo al momento della partita Brown realizza che il film che hanno visto era in realtà “Grease,” (la pronuncia è identica, NdR), con John Travolta e Oliva Newton-John.

    Il piano della partita, incentrato sui raddoppi su Kenickie e nel negare la posizione a Danny Zuko viene rapidamente abbandonato. Stranamente, Brown dice ancora alla squadra di stare attenti a Rizzo sul perimetro.

    Gli USA perdono con la Grecia 93-58 tirando col 31 per cento dal campo. Più tardi, Stephon Marbury, che ha totalizzato 1 su 10, dice alla stampa: “Sapete, il fatto è che non sono così bravo come tutti credono. Pensate a questo: i Timberwolves vincono finalmente una serie di playoff - dopo che me ne sono andato. I Nets vanno a due finali consecutive della NBA, dopo che li ho lasciati. Aspettatevi i Suns molto migliorati quest’anno. Quanto ai Knicks, ok, diciamo solo che Spike Lee non si aspetta che battiamo i Pistons.”

    19 agosto: USA contro Australia
    Avanti 28-16 nel secondo quarto, Jefferson schiaccia con ferocia saltandoo più alto del ferro, lanciando un urlo terrificante. Brown dice a Jefferson di dare la palla a Tim Duncan e lasciargli tirare i tiri liberi.

    L’Australia alla fine vince 88-72. “La verità è,” prova a spiegare Shawn Marion, “che mentre riposavamo ieri sera in attesa della partita è arrivato Poppy con questo calendario di atlete australiane che posano nude. Bene, abbiamo individuato nel pubblico alcune di loro durante la partita, e dunque immagino non fossimo molto concetnrati sulla gara. E non fatemi altre domande, devo scappare. Ho un appuntamento con una giocatrice di hockey su prato.”

    20 agosto
    Durante la sessione di allenamento del giorno di riposo, la squadra statunitense sbaglia 43 consecutivi tiri da tre punti. Ma Iverson lancia un astuto alley-oop per Jefferson, che schiaccia la palla attraverso la retina, lanciando un tremendo urlo.

    21 agosto: USA contro Lituania
    Molti membri della Nazionale USA a momenti mancano la partita contro la Lituania dal momento che lasciare l’albergo, la Queen Mary II, sembra una sfida insormontabile.

    LeBron James ci mette quasi tutta la mattina nel tentativo di decidere quale porta della sua lussuosa suite lo possa condurre fuori dalla stanza.

    Nel cercare di trovare l’orario della navetta verso la terraferma, Carmelo Anthony cade in una accesa discussione con l’equipaggio della barca quando questi sembrano completamente confusi dalle sue domande quando lui si riferisce a se stesso solamente in terza persona.

    Lamar Odom non gioca proprio la partita: l’ultimo volta è stato visto in camera con “un pacco di benvenuto dalla delegazione di Amsterdam.”

    Occorrono circa tre ore per persuadere Dwyane Wade ad uscire dall’armadio dopo che erroneamente aveva ordinato “Titanic” dal servizio pay-per-view della nave.

    Alla fine, dopo avere promesso la medaglia d’oro per gli Stati Uniti, Carlos Boozer lascia la squadra e firma con l’Angola per più soldi.

    Jefferson sbaglia tutti gli otto tiri da 3 punti, ma sotto 51-19 nel terzo quarto, schiaccia la palla nella retina, lasciando uscire un primordiale urlo, e quindi cammina sul petto del difensore caduto a terra. I lituani tornano in attacco e infilano una tripla per il 54-21. La Lituania prosegue per la vittoria: 95-71.

    In seguito, Tim Duncan lascia la squadra, dicendo di voler tornare alle Isole Vergini per giocare con la loro Nazionale.

    22 agosto
    Michael Phelps viene reclutato in squadra per riempire il buco lasciato da Duncan. Brown dice che Phelps gli ricorda Duncan con la sua grande apertura alare e “dopo tutto, Duncan praticava il nuoto prima, no?”

    A causa di concomitanze nel calendario degli allenamenti, la squadra USA deve dividere il campo d’allenamento con le ragazze. Dopo che Lisa Leslie e Diana Taurasi segnano 23 punti senza alcuna reazione agli uomini, Brown lascia la squadra e si mette d’accordo per allenare l’Angola.

    23 agosto: USA contro Angola
    Nell’ultimo tentativo per passare il turno, la squadra USA affronta l’Angola, vittima designata. A Phelps viene data la vecchia uniforme di John Stockton, ma si lamenta che i pantaloncini sono troppo piccoli, così va in campo col suo costume da bagno. E immediatamente con le sue triple porta in vantaggio la squadra.

    Gli USA sono avanti di 14 punti all’inizio del terzo periodo quando Iverson prova un alley-oop, ma Stoudemire, Marion, Anthony e James, non essendo chiaro chi dovesse riceverlo, saltano contemporaneamente per prendere la palla, finendo con lo scontrarsi in aria, testa contro testa. Devono lasciare tutti la partita per commozione cerebrale.

    Phelps finisce con 36 punti, tutti da oltre l’arco dei tre punti, ma l’Angola, guidata da un eccellente piano di partita di Brown e dalla tripla doppia di Carlos Boozer, vendica anni di sconfitte contro gli USA con una vittoria per 78-77. Gli Stati Uniti hanno l’ultimo tiro per vincere la partita, ma Jefferson mette sul ferro la schiacciata alla sirena.

    David Stern (capo della NBA, NdR) è seduto nel suo enorme ufficio nel quartier generale della NBA. “Perfetto,” dice a se stesso, guardando la skyline di Manhattan. “Ho messo insieme la squadra esattamente come volevo, con un manipolo di giovani che venderanno un sacco di divise ma che non possono tirare. Il resto del mondo ora pensa di poter competere con noi. Questo renderà la NBA più popolare che mai nella storia. Non posso aspettare di mettere squadre in Europa. Giocano a basket in Norvegia? Posso pensare che Pechino riesca a mantenere una franchigia? Quanti miliardi meriterà il nostro prossimo contratto con la TV? Cominciamo con lo stampare quelle magliette di Giacomo Galanda. Saranno un enorme successo in Italia!”

    Cremona-Napoli (rinviata)

    November 7, 2009


    E per la prima volta sullo schermocinematògrafo… il piccolo Matteo Spippoli!

    El Tractor

    November 4, 2009

    Ufficiale l’acquisto di Robert Traylor, centro americano mai noto per la silhouette.

    Tractor

    Se sotto i 140 chili il Trattore dà una (grossa) dimensione interna alla squadra, sia parcheggiando l’ampio bagagliaio di cui è provvisto in post, sia con un buon tiro fronte a canestro. E in più è un passatore molto sottovalutato.
    Se è sopra i 140 chili.. beh, in ogni caso è un idolo!

    Il grande bordello

    November 2, 2009

    Il primo reality show ispirato al mondo del basket!

    http://img204.imageshack.us/img204/1662/grandebordellocopia.jpg

    La notte dei Martos viventi

    November 1, 2009

    Sarebbe facile per noi parlare d’altro, che ne so, di come potessero i casertani gridare “Juve, Juve” dopo aver esultato per il terzo gol di Hamsik, ma noi non lo faremo. E’ talmente chiaro come questa squadra necessiti di una scossa che invitiamo i tifosi del Napoli basket a inondare il sito ufficiale della società (la pagina facebook di Papalia) con la seguente richiesta: PAPALIA PORTACI WALTER MAZZARRI.
    Detto questo, sarebbe bello parlare un po’ di basket, ma in queste condizioni è difficile. Soprattutto quando l’autoproclamato miglior tiratore al mondo fa 1/11. Eppure nel primo tempo c’era stata partita, e nel primo quarto, grazie a un Muurinen formato Nowitzki, eravamo anche avanti. Tsaldaris è probabilmente il miglior comunitario che io abbia mai visto a Napoli, peccato che sia finito qua nell’anno sbagliato.
    Del resto non parliamo, proprio perché ci piacerebbe parlare di basket. Previste novità in settimana, speriamo siano le ultime.

    Porta girevole

    October 29, 2009

    Volevo scrivere che questo post aveva lo scopo di fare un po’ d’ordine, ma mi rendo conto sarebbe impossibile. Facciamo così, io metto i fatti, puri e semplici. Giudicate voi questi due mesi di montagne russe.

    5 agosto: conferenza stampa al PalaBarbuto, Papalia presenta la società. Della rosa dello scorso anno restano Gigena e Spippoli.
    9 agosto: Franco Marcelletti è l’allenatore (vabbè…).
    10 agosto: arriva il primo acquisto, è Lance Allred, centro che come vedremo ha la penna facile.
    11 agosto: il secondo acquisto è Davide Bonora, play di esperienza (pure troppa).
    17 agosto: arriva Terrence Oglesby, guardia USA con passaporto norvegese. E’ un 2 che ama tirare e fa solo quello. Marcelletti lo vorrà far ragionare, si arrenderà presto.
    20 agosto: è il turno di Dragisa Drobnjak, 4/5 dal cognome difficile. E mi fermo qui.
    22 agosto: JR Reynolds, visto a Soresina e campione di Francia, è la guardia titolare.
    24 agosto: altro tassello, Kevin Kruger, play.
    31 agosto: inizia il raduno, ci sono anche un finlandese anoressico il cui nome ricorda il vecchio capitano di Napoli, Kimmo Muurinen, e Sestokas, l’unico lituano che non sa giocare al basket. Alla fine si andrà sul Kate Moss di Finlandia.
    25 agosto: arriva lo sponsor, è la finanziaria Martos.
    14 settembre: primi addii. Oglesby non ha le caratteristiche adatte, Allred sputtana coach e società sul suo blog. Fanno entrambi le valigie.
    30 settembre: Kenny Adeleke, pivottone con breve passato Nba, sbarca in città.
    2 ottobre: arriva Dimitris Tsaldaris, greco ex Aris.
    6 ottobre: a cinque giorni dall’esordio in campionato, fugge JR Reynolds. Probabilmente per attriti con il coach.
    9 ottobre: viene presentata la squadra a bordo di una nave da crociera MSC. Aprea fischietta Titanic…
    11 ottobre: sgambata a Siena: -39
    15 ottobre: ecco il colpaccio. Damon Jones, personaggione con ricca carriera in Nba. Insieme a lui arriva Roberto Gabini.
    18 ottobre: sgambata con Avellino: -24
    19 ottobre: la penalizzazione viene ridotta di due punti, si son messi la mano sulla coscienza.
    21 ottobre: Damon Jones viene presentato alla stampa e ai tifosi. Alla conferenza non partecipa Marcelletti, di fatto esonerato. Non sarà fatto nessun comunicato ufficiale.
    25 ottobre: buona partita a Bologna, al 35′ si è sotto di 2. Finisce -14. Ancora male Kruger, e si pensa a quale play possa sostituirlo.
    26 ottobre: Tyrone Grant sbarca a Capodichino, fa un allenamento. Il giorno dopo va a Milano a ritirare il passaporto italiano e resta là.
    28 ottobre: arriva Armands Skele, 2/3 che in Lettonia spaccava i culi. Adeleke viene sospeso dal club per insulti a dirigenti e rifiuti ad allenarsi (almeno così dice Papalia su Facebook), il Mattino parla di un caso-Gigena, che sarebbe a Livorno per inadempienze dello scorso anno.

    Ho mal di testa.

    Una partita di basket

    October 27, 2009

    Ore 10:00 - L’alcool della sera precedente e l’ostilità del centro di Bologna nei confronti delle macchine suggeriscono un cambiamento di programma. Si pranza a Milano.

    Ore 13:00 – Pasta al forno con prosciutto cotto, provola affumicata e cavolo, “salamelle” con patate, frutta, caffè, limoncello e crostata. Mia madre contribuisce al buon esito della trasferta: non si segue la squadra a stomaco vuoto.

    Ore 14:45 – Partenza per Bologna

    Ore 16:50 – Arrivo alla Futur Show Station. Prima tappa in biglietteria, dove non hanno neanche stampato i biglietti per il settore ospiti. Scherzando, ipotizziamo di essere gli unici “napoletani” (il mio compagno di trasferta è bolzanino). Scopriremo che è proprio così.

    Ore 17:25 – Entriamo. La polizia, forse per far vedere che non sono là a non fare davvero un cazzo, ci controlla le tasche. Prendiamo possesso del settore ospiti, pensando a cosa fare per attirare un po’ l’attenzione dei tifosi avversari, che ci mancano clamorosamente di rispetto non dedicandoci neanche un coro.

    Ore 17:45 – Un altro napoletano nel settore accanto. Guarderemo la partita insieme, in piedi, appoggiati alle transenne che dividono le due zone. La curiosità è per Damon Jones: con tutto il cuore speriamo che sfoderi uno One-Man-Show, forzando tutto il forzabile per farci divertire. Intanto scopriamo di avere un bar dedicato esclusivamente a noi e ogni tanto andiamo a far compagnia al barista, sentendoci un po’ in colpa per la sua solitudine.

    Ore 18:15 – Il nostro pensiero va al mai rimpianto Franco Marcelletti: comunque vada, sarà un successo. Ed in un bel palazzetto non troppo vuoto, inizia la gara.

    Ore 18:35 – In effetti è una gara. La Virus è in controllo, ma non ci sentiamo in imbarazzo. Moss e Penn fanno pentole e coperchi, la nostra transizione difensiva è a dir poco rivedibile, però in qualche modo si gioca. Il primo quarto termina 20 a 12 per i padroni di casa.

    Ore 18:55 – Fine primo tempo. I ragazzi non mollano. Il punteggio recita 42-33, 9 punti di scarto che potevano essere tranquillamente meno. Sugli scudi, Dimitrios Tsaldaris e Dragisa “Udite Udite!” Drobnjak. Il greco spiega basket, realizzando 11 punti, ma non limitandosi a questo. Inoltre, smentisce chi lo considera solo un tiratore bucando più volte la difesa tortellina. Drobnjak, dopo un avvio da brividi, sfrutta delle buone ricezioni vicino a canestro trasformandole con discreta sicurezza.
    Jones? Molto ordinato, non troppo coinvolto, gioca un primo tempo più per gli altri che per sé. Si vede che con Tsaldaris parla una lingua per lo più sconosciuta ai compagni di squadra. Male Kruger (un buon canestro e basta) e Adeleke, troppo servito sul pick’n’roll (che non è arte sua) invece che con ricezioni statiche in post.

    Ore 19:30 – 12 -10 è il parziale del 3° quarto. Problemi di falli per il nostro centrone e per Mimmo il finlandese, non in buone condizioni fisiche. La difesa a zona dà qualche frutto, ma quando Kenny non è in campo soffriamo (e molto) a rimbalzo. Gabini dà senso alla sua gara assestando una mannaia mica da ridere a Fajardo, ma purtroppo la rissa viene subito scongiurata. Bonora a lungo in campo, Tsaldaris si raffredda e Jones scalda la mano.

    Ore 19:40 – Ad un tratto il tabellone recita 55-53 per i padroni di casa. Drobnjak continua a segnare ed è sfortunato quando un clamoroso dentro-fuori gli nega la tripla del sorpasso. La chiave della “rimonta” però ha su la faccia enorme di Kenny Adeleke (autore di 7 punti) e quella bellissima (cit.) di Damon Jones: ci aspettavamo un pazzo arrivato a fare la star in Europa, abbiamo un giocatore intelligente, non abilissimo a costruirsi il tiro, ma che prima si è messo a disposizione dei compagni e poi si è caricato la squadra sulle spalle. E che meccanica di tiro!

    Ore 19:55 – Non dico che ci eravamo illusi di vincere, però sentire un po’ di paura tra i bolognesi ci ha dato soddisfazione. Sanikidze e Fajardo sono degli ossessi a rimbalzo offensivo, e gli extra-possessi danno la vittoria ad una Virtus non molto precisa. Tsaldaris realizza 7 punti nel finale, permettendoci di superare gli agognati 60 punti.

    Ore 20:20 – Post partita: giocatori delusi per la sconfitta, ma c’è un po’ di ottimismo. Faccio i miei complimenti ad un frastornato Jones e al greco amareggiato. Il presidente invece è incontenibile. Si fanno voci, qualcuno probabilmente saluterà. Sabato prossimo il derby con Caserta, ma l’appuntamento principale è fissato per l’8 novembre: a Bologna sarebbe dovuto essere un brodino caldo, a Cremona di sicuro ci saranno gli gnocchi fritti!

    The Hired Gun

    October 21, 2009

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    photo by Pierre.

    Desio stiamo arrivando!

    October 20, 2009

    Atto di misericordia e i punti di penalizzazione passano da 4 a 2. Possiamo dire di aver battuto Siena. E probabilmente faremo la stessa fine delle squadre che hanno vinto con la Mens Sana negli ultimi anni. Sospiro di sollievo della Irge Desio, un altro paio di decisioni di questo tipo e il loro record di 0 punti in stagione è salvo.

    E ora, cinque facili mosse per evitare altre figure di merda. Non dico per salvarci, ma almeno per dare un senso a questa stagione. Ovviamente se ci sono i soldi, ma alla fine non si tratta di mosse costosissime. Insomma, non chiedo di prendere Gelabale come esterno comunitario e un 4 USA. Ma se volessero non direi di no.
    1) Mettere alla porta Franco Marcelletti. Non ci piacciono i matrimoni impossibili. Vorreste vedere Mazzone allenare la Lazio? No! E perché noi dobbiamo vedere il Professore sulla nostra panchina? Le sue scelte di mercato son scappate tutte, s’è fatto sfanculare persino da Muurinen che da quando è a Napoli avrà pronunciato sì e non tre parole. Volete un casertano in panchina? C’è Maurizio Bartocci libero. Brava persona, buon allenatore, appassionato e competente, non legato a un basket in cui si giocava 30 secondi a possesso, amato da tifosi e giocatori.
    2) Kevin Kruger. Ragazzo mio, mi spiace ma io bipedi così lenti non li vedevo da quando giocai a un torneo contro l’alterego di Filini pensionato. Per carità, hai delle qualità, sei un ragazzo disponibile anche se non sorridi mai, il tuo tiro non è certo quello visto con Avellino, ma la LegaA è per gente seria e cattiva. Vuoi passare tutte le domeniche col mal di testa perché i Dee Brown della situazione ti fanno impazzire? Non ti son bastati i lividi fatti da Hawkins e Sato? Ci son tanti lavori al mondo per un ragazzo bianco…
    3) Abbandonato il tristo mietitore, si libera un posto per un americano. Assodato l’arrivo di Damon Jones, al quale sarà necessario procurare il prima possibile un paio di compagne di classe di Noemi Letizia onde evitare fuga alla Anthony Carter/Scafati, la mia idea è che Tzatzikis da ala piccola possa soffrire, e tanto, la fisicità di gente come Forbes. Allora perché non puntare su una coppia di esterni Jones-Tsaldaris, che si completa bene, e giocarsi il jolly dell’americano su un 3 che metta palla a terra con rapidità, batta l’uomo dal palleggio e vada dritto al ferro? Qualcuno in grado di darci un po’ di dimensione interna. Mentre scrivo leggo che è stato tagliato Demetris Nichols.
    4) Chiamare il caro Minucci, promettergli lo ius primae noctis delle cheerleaders viste (poco) domenica, anche se a lui queste cose materiali non interessano, e chiedergli di accelerare le pratiche per il passaporto italiano di Tyrone Grant. A quel punto metterlo sotto contratto e fargli fare il cambio di Gabini e Adeleke.
    5) Tagliare Drobnjak (ma tutti qua gli slavi che non sanno giocare a basket?) e prendere un 2/3 comunitario che possa far rifiatare il greco e il 3 americano di cui sopra. Magari qualcuno a cui il pubblico è affezionato. Magari qualcuno che si sbatta in difesa per 10/15′ e che metta anche qualche piazzato? Magari irlandese. Magari Jay Larranaga.

    Per i ringraziamenti a fine stagione.

    Mortis-Avellino 58-82

    October 19, 2009

    E che vuoi scrivere dopo una partita di questo tipo, se partita la si può chiamare? L’ideale sarebbe lasciare un post vuoto, ma il duro mestiere dello scriba impone rispetto per il suo pubblico. Innanzitutto l’atmosfera: palazzetto semivuoto rispetto agli standard degli ultimi anni ma, considerando la prevista assenza degli ultras, temevo molto peggio. Ovviamente i tifosi di Avellino fanno un bordello di pazzi, noi riusciamo a farci sentire giusto un po’ nell’ultimo quarto.
    Impossibile scrivere qualcosa di tecnico, in un contesto di questo simile. Certo, le rotazioni di Marcelletti sono qualcosa di incomprensibile, una sorta di platoon system che ha come logica l’errore: sbagli? Sei panchinato. E così Adeleke si fa 25 minuti, quando uno così, in questa situazione, dovrebbe lasciare il campo per ultimo.
    La realtà è che di giocatori di basket ne abbiamo due. Il centrone e il greco. Il primo ha fatto pentole e coperchi in avvio, ma se vai da lui per le prime sei azioni della partita lo spompi e qualsiasi allenatore, persino Pancotto, capisce la situazione e dice ai suoi di concentrarsi un po’ di più su di lui. L’altro è Tsaldaris, che davvero non capisco cosa abbia fatto di male nella vita per finire qui, visto che s’è fatto le sue belle stagioni di Eurolega da protagonista. Volendo essere generosi, possiamo inserirci anche il buon Muurinen, che poverino almeno si sbatte e se gli lasci il tiro piazzato la mette anche. Gabini invece fisicamente è ancora lontano dai tempi migliori, se mai ci sono stati.
    Il resto è sinceramente un pianto greco, da Drobnjak che commette un’infrazione di passi allucinante a Kruger che chiude con -39 di plus/minus e 0/9 al tiro, compreso un layup 1 vs 0 che finisce sotto (non su) al ferro. Ora, a Kevin voglio bene, è un ragazzo disponibile e una brava persona, anche se mi mette un po’ di tristezza quando ci parli, ma sinceramente la serie A non è cosa sua. Non ho mai visto un giocatore così lento, incapace di dare una minima accelerata all’azione. E questo lo paghi in attacco, dove giochi a ritmi da anni ‘30, ma soprattutto in difesa, dove perde sistematicamente l’avversario al primo passaggio, senza neanche bisogno di un blocco. Avellino faceva un passaggio e la nostra difesa era già sputtanata.

    27/04/08 - 18/10/09

    October 17, 2009

    Ok, c’è stato solo un anno di pausa. Non tantissimo, lo so. Ma vi assicuro che per me è stato lungo come un secolo. Domani si torna al PalaBarbuto. L’ultima volta, allenamenti a parte, era stato un Napoli-Biella, ultima giornata di campionato. Mason Rocca salutava il pubblico napoletano in lacrime, lasciandoci come ricordo una gara delle sue, con tanto di tripla doppia (26 punti, 16 rimbalzi, 10 falli subiti, 42 di valutazione). Keith Langford, forse in un momento di premonizione, d’altra parte è sempre stato un giocatore dotato di cervello, sbaglia di proposito allo scadere i due liberi regalandoci l’ultima soddisfazione. Quel giorno rimasi ancora più del solito nel palazzetto, lo vidi svuotarsi piano piano. Non sapevamo se l’anno dopo avremmo rivisto il basket, e così è stato.
    Domani si torna al PalaBarbuto. In un modo strano, neanche tanto pulito. Con una squadra che probabilmente ne prenderà 25 da Avellino. Ma non sarà certo questo a rovinarmi questa giornata.

    Prossima frontiera?

    October 16, 2009

    La Nba sdogana le passeggiate. I giocatori potranno fare due passi senza palleggiare, in qualsiasi circostanza. Già c’era l’odiato semicerchio a far storcere il naso agli appassionati di tutto il mondo, ma con questa decisione diventa chiara la direzione verso cui la Nba vuole tendere: non il tecnico basket Fiba, ma lo Slamball!
    Diventa di fatto impossibile contenere una partenza in palleggio (due passi fronte a canestro senza mettere palla a terra sono per forza più rapidi di uno scivolamento), era già difficile prendere uno sfondamento. Su queste basi il miglior difensore della lega è per forza Dwight Howard. Che poi, visti i precedenti verrebbe da chiedere se i fischietti vorranno essere fiscali almeno sui due passi.
    Comunque, il commissioner David Stern avrebbe dichiarato che non intende fermarsi qua. Dopo la tolleranza zero contro i gesti di stizza, le reazioni emotive (soprattutto non violente, chiedere a Stat e Diaw), ma anche la difesa ed i fondamentali, farà guerra ai canestri: così piccoli e così alti rappresentano degli ostacoli insormontabili per gli aspiranti tiratori e schiacciatori asiatici, sudamericani e in genere di tutti quei mercati cui il circo della palla a spicchi da tempo strizza gli occhi.

    Il Gaucho & il Dj

    October 14, 2009

    http://daveknot.files.wordpress.com/2008/11/damon-jones2.jpg
    Abbandoniamo la nostra tradizionale scaramanzia e parliamo dei due probabili arrivi a Napoli. Innanzitutto bisogna prendersela ancora una volta con la sordità della dirigenza, che già due anni fa (anche se era dirigenza diversa) ci portò Jumaine Jones e ora sembra voler prendere Damon Jones. Ma cosa c’è di così complicato nel capire che noi VOGLIAMO DONTAE’ JONES?
    Detto questo, partiamo dall’acquisto più probabile, ossia quello di Roberto Gabini. Simpaticamente descrittomi da un amico biellese, dove è stato in prova, in condizioni simili a quelle di una balena arenata, il Gaucho non mi è mai piaciuto, l’ho sempre trovato dannoso come giocatore. Detto questo, a sta squadra serve un quattro che in attacco allarghi l’area per Adeleke e in difesa chiavi mazzate alla cecata. Bene Gabini, quindi.
    Damon Jones non ha bisogno di presentazioni. Giocatore folle, si è autodefinito il miglior tiratore dell’Nba e uno dei giocatori più belli. Gran realizzatore da 3, può dare una mano in regia a Kruger. Tuttavia non credo sia lui quello che ci serve, avrei preferito un 2/3 in grado di attaccare con continuità il canestro invece di un giocatore che prevalentemente tira da dietro l’arco e che non conosce il significato della parola “difesa”, creandoci decisi problemi di accoppiamento là dietro.
    Comunque, nel caso dovesse venire, ben venga. Soprattutto perché è un personaggione, ci farà divertire e probabilmente farà sbarellare Marcelletti. A questo punto lo schema principale sarà palla ad Adeleke sotto e scarico per i vari tiratori (Kruger, Tsaldaris, Jones, Muurinen).

    Vagliagli (sarebbe Siena-Napoli)

    October 12, 2009

    Il suono della sveglia di domenica mattina alle 7, dopo una giornata passata col naso otturato, ha suscitato in me la più scontata delle domande: “Ma chi cazzo me lo fa fare?”. In realtà è andata alla grande. Oh se volete qualcosa sulla partita, se di partita si può parlare, andate qualche rigo più giù o su qualche sito serio.
    Viaggio tranquillo, si arriva nel ridente borgo di Vagliagli (15km a nord di Siena) che son le 12.30, in attesa di un paio di commensali che sono in zona. Antipasti senesi, degli ottimi salumi e un simpatico pecorino, tagliatelle con funghi porcini e una meravigliosa tagliata di cinta senese. Vino quanto basta per rimanere un minimo lucidi, gemellaggio con tanto di foto con sciarpe con una simpatica tavolata di arzilli “vagliaglini” che festeggiavano le nozze d’oro, foto, baci abbracci e torta. Il ristorante è la Taverna di Vagliagli, se passate da quelle parti e volete farvi una bella mangiata, fateci tranquillamente un salto.
    Il Palasclavo me lo ricordavo più bello. Nel nostro settore siam sette, folta rappresentanza. Siamo talmente insignificanti che una poliziotta mi lancia uno sguardo di pena e che i senesi ci dedicano un “Napoli merda” giusto per dare un senso alla nostra venuta.
    “Non faremo le vittime sacrificali”, ha detto il nostro simpaticissimo coach casertano. Una frase che si candida a leit-motiv della stagione. Detto questo, sin dai primi minuti sembra ovvio che ai ragazzi è pervenuto il mio messaggio: le ultime squadre a vincere con Siena in regular season sono state Varese e Bologna (Fortitudo), poi retrocesse. L’obiettivo è quindi quello di far vincere la Mens Sana per incrementare le nostre speranze di salvezza. Missione compiuta.
    Volete qualcosina di tecnico? E va bene… Kruger bella mano ma mi sembra giochi a una marcia, e molto bassa. Rischia di non battere mai un uomo dal palleggio in tutta la stagione, e la cosa brutta è che sembra saperlo e quindi non ci prova. Tsaldaris deve aver fatto qualcosa di male per essere finito qua in mezzo, tipo un mutuo a tasso variabile o roba del genere. Alla sua prima partita gioca 36 minuti in tre ruoli diversi. Muurinen come cambio è ok. Drobnjak nun se po’ guardà. Adeleke… hmmm… è in ritardo di preparazione, sembra mancare totalmente di verticalità e c’è pure il fatto che è bassino. Occupa bene l’area, però sembra avere solo movimenti in avvicinamento. Come rimbalzista è discreto, in difesa è pessimo.
    Urge un esterno da 20 punti in grado di attaccare con continuità il canestro (non Coby Karl, che però ha il pregio di essere il figlio di un coach rompicoglioni e quindi potrebbe sopportare Marcelletti. Quindi non Coby Karl) e un 4 titolare, che però deve essere italiano, a meno che non si voglia tagliare Drobnjak (per carità, se è buono dove si firma?).
    A parte questo tutto bene, e i ragazzi so’ simpatici.

    Ah, dimenticavo… Bucchi prrrrrrrrrr!

    Ciao J.R.

    October 6, 2009

    http://media.graytvinc.com/images/jrreynolds1.jpg
    Sarà difficile dimenticare il gesto della frusta fatto a Piero. J.R. Reynolds lascia Napoli, e a cinque giorni dall’inizio del campionato ci troviamo ancora più zoppi di prima.
    Ora si tratta di capire se, effettivamente, si tratta di una questione economica, come trapela da Eurobasket, o se hanno ragione le nostre fonti, solitamente affidabilissime. Che lasciano trapelare che il secondo addio “tecnico” di quest’anno potrebbe essere legato ad addii di altro tipo avvenuti in società, che hanno come filo comune la stessa persona.

    Ranking

    October 5, 2009

    Atteso tanto quanto Chinese Democracy, Duke Nukem Forever e uno schema originale di Piero Bucchi, arriva il ranking di basketblog per l’ormai imminente campionato di basket! Donne, masturbatevi con il virtuosismo lessicale di Dis/Impegno, che ha sopperito alle mie mancanze dovute a inevitabili impegni (Fifa 2010 è Fifa 2010…).

    Ranking Serie A.

    1) …… e che ne parliamo a fare?
    2) AJ “Simpson” Milano: super quintetto, se Rocca sta bene anche una valida panchina (almeno per quanto riguarda i giocatori). Quest’anno Bucchi ha il play con le caratteristiche desiderate, due centri che rollano da far sentire profumo d’erba ganja e una guardia potenzialmente dominante. In più, gerarchie e ruoli sembrano definiti.
    3) Benetton. Treviso ci sta abituando a rose belle come la Lolita di Nabokov: il problema è proprio la giovinezza, eccessiva. E anche un po’ d’intimidazione a centro area. Ovviamente parlo di Lolita. Hackett ha le chiavi della squadra, alle sue spalle Kus, più un cecchino che una guida. Il rischio è quello di brancolare nel buio, nel frattempo ci gustiamo questi Motejunas e gli altri giovanotti che hanno tutto quello che serve per volare alto.
    4) Roma. Forse manca un’ala piccola. Scherzo. C’è l’equivoco playmaker, come sempre in presenza di Amadeus Vitali, Gentile deve ancora dimostrare di valere una panchina del genere e sotto canestro non sembra esserci troppa consistenza. Il talento però è tanto.
    5) Virus Bo. Lardo. Koponen. Moss. Basterebbe questo per metterla su un ideale podio. In realtà l’infortunio a Collins ed un reparto lunghi abbastanza carente a rimbalzo fanno scendere le Vu nere di qualche posizione.
    6) Cremona. Esterni tra i migliori della Lega per assortimento tra cui la pantera Forbes, che suo malgrado ha lasciato assaporare le sue grazie senza mai concedersi ai tifosi napoletani. Brandon Brown è una certezza per la squadra potenzialmente più divertente del campionato.
    7) Avellino. Anche qua, reparto esterni che ha tutto per essere devastante, la stella senza cielo Akyol ed il sottovalutatissimo “Uomo della Verità” sotto canestro. L’incognita? Forse il simpatico quanto imprevedibile presidente.
    8) Pesaro. Con Williams abile e arruolabile hanno un grande asse play-pivot, Sakota, Hicks a fare pentole e coperchi. Forse non è ancora completa nel settore esterni, ma sembra già molto solida. Senza Williams è un’altra storia…
    9) Biella. Tolti Smith e Soragna, non è proprio una squadra di filosofi del gioco. Però viene da un anno trionfale ed hanno il talento per giocarsela con (quasi) tutti. Qui è a metà classifica, ma nessun’altra squadra può come Biella finire altissima o scendere molto in basso.
    10) Teramo. Il Cocch è sempre il Cocch, ci sono Poeta e Amoroso. Ma sulla carta non convince. James Thomas dovrebbe essere un’idiosincrasia per tutti quelli che amano il gioco e con Jones al posto di Moss, Teramo si candida ad essere ostaggio delle proprie percentuali.
    11) Caserta. Bowers e Jones a guidare l’attacco, il tuttofare Ebi potrebbe essere una sorpresa del campionato. Qualche dubbio sui play e sui centri, ma Sacripanti sa il fatto suo. Playoff sicuramente alla portata.
    12) Cantù. Jerry Green è un signor giocatore, così come Markoishvili. Jeffers è un paraculo che si mette spesso nei guai, ma in un modo o nell’altro riesce a venirne fuori. E fisicamente è messo benino. Con lui che si butta dentro ed il Cardinale che spara da fuori, Cantù può andare forte. Ago della bilancia sono i minuti che Lydeka riuscirà a garantire e soprattutto Leunen.
    13) Ferrara. Due combo guardie in regia, il nobile decaduto Jackson, Jamison a fare legna. Ricambi sotto la sufficienza.
    14) Montegranaro. Frates non ci è mai piaciuto. Sappiamo che è un nostro problema, ma è anche uno dei motivi per cui mettiamo i simpatici marchigiani così bassi. Maestranzi è molto più di un’incognita, Hite e Marquinos garantiscono tanti punti, così come tolgono spazio all’eterna promessa Antonutti. Il reparto lunghi è molto “interno” e non molto atletico.
    15) Varese. Non c’è un centro, Childress va per i 38 e si rischia di dipendere troppo dalle prestazioni balistiche di Thomas. Il baby Martinoni può incantare, Morandais e Slay sono due teste di ciuffo.
    16) Napoli. Un cantiere. Con Adeleke e Tsaldaris ci hanno messo una pezza ma, scaramanzia o no, siamo sempre in fondo alla griglia. Il quintetto è fin troppo quadrato, l’apporto della panca in attacco è “limitato” (eufemismo), ma forse il mercato non è ancora chiuso. E c’è una settimana di precampionato in più degli altri.

    Black and White

    September 30, 2009

    http://4.bp.blogspot.com/_M7_yPVHRcao/ShsQ45mzCmI/AAAAAAAABRQ/liIcZrzWHvY/s400/dimitris-tsaldaris-aris.jpg

    Non risolveranno tutti i nostri problemi, ma l’arrivo di Kenny Adeleke e quello possibile di Dimitris Tsaldaris colmano due importanti lacune che questa squadra si trascina. Certo, stona pensare che queste lacune vengano colmate (parzialmente) a poco più di una settimana dall’inizio del campionato, ma considerando che la prima giornata sarà alla fine l’ultima di precampionato, e considerato l’handicap con cui si è partiti e le difficoltà a reperire sponsor, si può guardare con un po’ di ottimismo.
    Contrariaramente al mio co-blogger, che preferisce aspettare l’esito degli eventi, resto comunque piuttosto pessimista su una possibile salvezza, a meno che la quota per non retrocedere non cali vistosamente rispetto all’ultimo campionato. Ora come ora mi sembra squadra da 7/8 vittorie, ma sarei pronto (e felicissimo) a fare marcia indietro nel caso Adeleke rimanga sano e smaltisca presto quei chiletti in più, Muurinen dimostri di poter reggere fisicamente in difesa coi 4, Kruger confermi quanto di buono dimostrato in precampionato.
    Potremmo presentarci così ai blocchi di partenza
    Kruger, Reynolds, Tsaldaris, Muurinen, Adeleke.
    Con Bonora a cambiare in regia, Tsaldaris e forse in alcuni momenti anche Kruger a dare due minuti di riposo a JR (già nostro idolo per il gesto della frusta fatto a Piero lo zerbino), Gigena a cambiare il greco, e Drbonjak come soluzione alternativa ai due lunghi. Spippoli bonus per fare qualche fallo.

    Sinceramente temevo peggio, e alla fine l’obiettivo personale quest’anno è quello di divertirsi e farsi qualche trasfertina carina. Probabilmente già da Siena.

    Post sessista

    September 22, 2009



    No, a noi il basket femminile non piace tanto.

    Panuozzo con dedica

    September 21, 2009

    http://img78.imageshack.us/img78/6585/post341115362794ll6.jpg
    E nella giornata in cui Scariolo vince il titolo europeo con la Spagna, e il nostro pensiero non può non rivolgersi triste verso Recalcati, decidiamo di farci del male e andare a vedere il torneo a Scafati con i nostri eroi.
    Squadra solida, concreta, aggressiva in difesa per forzare le palle perse e partire subito in transizione, dove può colpire sia da fuori che con i lunghi dai piedi rapidi.
    Ma ora basta parlare di Brindisi.

    A quanto mi dice chi ha assistito (eroe) a entrambe le giornate di gara, la Napoli di oggi avrebbe battuto di 100 punti quella di ieri. Consideriamoci fortunati a non aver visto una gara, quella del sabato, che molti hanno definito come più triste dell’ultimo singolo di Mariottide. Le note positive arrivano da Kruger e Reynolds, il primo in grado di far girare la squadra anche se sfigato al tiro, il secondo bravo a variare il suo gioco alternando conclusioni dalla distanza ed eleganti penetrazioni. In settimana arriverà Adeleke, se è sano può essere un signor colpo, dando alla squadra atletismo, forza a rimbalzo e presenza dentro l’area. Si parla anche di Larranaga (e dire che nel nostro post precedente lo avevamo invocato quasi scherzando), e il suo arrivo ci renderebbe felicissimi, soprattutto dal punto di vista umano, evitando, per amor di mamma Irlanda, di riflettere su eventuali difficoltà legate all’alto minutaggio.
    Alcuni voti della serata scafatese:
    10 al panuozzo del Bugigattolo, che si conferma di primissima qualità.
    9 a noi che ci siamo divertiti.
    8 a Brindisi, intesa come squadra, forte e ben allenata, e come tifosi: un bel gruppetto, simpatici e colorati.
    7 a Oglesby, il papà in tribuna, lui in campo per due azioni, sostituito dopo un airball sulla sirena dei 24. Umiliato dal coach, voto che può salire a 10 se prima del suo taglio imminente si vendicherà in qualche modo.
    6 di stima a Allred, che continua a seguire la squadra anche se ormai è un ex.
    5 a Piero e alla sua ossessività per le fotografie.
    4 a Sestokas. L’unico lituano che non sa tirare. Alle indicazioni per il Palamangano.
    3 a Spippoli. Manco in C2 ho visto roba simile.
    2 alla nostra addetta stampa. Ma due di altissimo livello. Chi vuole capire ha capito.
    1 a Bonora. A prescindere. E per non aver alzato la coppa, grande quanto quelle del Subbuteo, del quarto posto (su quattro, abbiamo già le vertigini da alta quota) nonostante il nostro coro “alza la coppa, Bonora alzaa la coppaaa”.

    L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare

    September 14, 2009

    http://www.casertanews.it/public/images/200908/20090810064936_franco_marcelletti.jpg
    Nel momento in cui scrivo, il roster della squadra sarebbe il seguente:
    Kruger, Reynolds, X, Muurinen, Allred
    Bonora, Oglesby, Gigena (Sestokas), Drobnjak, Spippoli.

    Quindi mancherebbe un 3 italiano, con la possibile rinuncia a Sestokas per evitare di ruotare i comunitari.
    In realtà le cose non stanno propriamente così. Papalia ha praticamente tagliato, in diretta radio, Allred. Probabile che a seguirlo sarà anche Oglesby. Ora, il primo taglio sarebbe anche condivisibile. Il buon Lance ha fatto quella cazzata mostruosa di spiattellare sul suo blog una serie di pensieri sulla città, la società, il coach. Pensieri anche condivisibili, ma non ti mettono in buona luce dopo 4/5 giorni dal tuo arrivo. Soprattutto se poi in campo dimostri di non essere un fenomeno.
    Il caso Oglesby, invece, è diverso. Marcelletti lo vuole più ragionatore, meno istintivo. Ma chiunque abbia visto qualche minimo video di Oglesby sa che il ragazzo è uno che ama tirare (e lo sa fare). Se si voleva uno ragionatore, si prendeva un giocatore ragionatore, non si cercava di cambiare le abitudini di un ragazzino in quindici giorni. Detto questo, un eventuale taglio di Oglesby ridurrebbe ulteriormente la nostra pericolosità offensiva. Credo che invece un utilizzo mirato del tipo “entra, sparacchia e poi panchina” sarebbe utile alla squadra.

    Detto questo, l’ipotesi prevederebbe l’arrivo di un 3 americano e un lungo italiano. Si fanno i nomi di Chiacig e Marconato. Ottimi giocatori, per carità. Ma rimarrebbero dei problemi e se ne aggiungerebbero di altri. Uno dei due ex nazionale, più Muurinen e Drobnjak: chi segna? Squadra sbilanciatissima verso il perimetro. E il cambio della guardia?
    La soluzione migliore, ad avere i soldi, sarebbe tenere Oglesby e prendere Righetti+Chiacig con 4 americano e Drobnjak (diventato papà, auguri) a fare il finto centro di riserva. Ma è dispendiosa.
    La soluzione intermedia? Un 3 grosso fisicamente e dotato anche di gioco interno, alla Gary Forbes per dirne uno che mi hanno scippato, e Marconato, più realizzatore di Ghiaccione. E se volessero sbarazzarsi di Oglesby? Come mi facevano notare, ci sarebbe James Larranaga che noi tifosi aspetteremmo a braccia aperte.

    L’uomo del catasto

    September 12, 2009

    http://www.sd148.org/GHS%20website/Student_pages/kolby/John%20Stockton.jpg
    Pensavo al povero John Stockton. Oddio, magari fossi io povero come lui. Una carriera meravigliosa come la sua, con quel fisico da impiegato, che non gli impediva di mulinare i gomiti più appuntiti dell’NBA, che non ha mai potuto mettere un anello al dito per colpa di quello là, His Airness, cannibale del basket come non se ne vedeva dai tempi di Russell e Auerbach.
    E cosa ti vanno a combinare quei cattivoni della NBA? Nello stesso giorno in cui John entra meritatamente nella Hall of Fame, ci fa il suo ingresso anche quel cannibalone di Jordan. E tutti a parlare di lui. E non si fa così…

    (ho idea che questo post piacerà particolarmente a un lettore)

    Sgambatella (Brindisi-Napoli)

    September 10, 2009

    Premettiamo che ruotare in 7 o in 8, che è già faticoso durante la stagione, dopo una settimana scarsa di preparazione costituisce un handicap tale da rendere “osservabile” solo la prima metà di partita.

    Nel panoramico palazzetto di Potenza, Brindisi batte Napoli 73-58, guidata da un Crispin di classe superiore, il solito Radulovic ed un buon Bryan. Detto ciò, l’abbiamo masochisticamente vista in differita su una rete satellitare. Che attaccamento.

    Inizio disastroso di Napoli, sia in difesa (pick’n’pop Crispin-Radulovic e Omar Thomas scatenato a rimbalzo) che in attacco, complice la classica sindrome di inizio stagione del “provare ad eseguire” senza conoscenza e condizione, piuttosto che giocare. Un timeout del prof sembra migliorare le cose, e Napoli tiene discretamente il campo fino a metà gara.

    Ci è piaciuto il fatto che ad ogni azione ci fossero tagli, anche in backdoor, segno che si sta provando a dare un’organizzazione e un equilibrio tra il dentro e il fuori.

    Per quanto riguarda i singoli: Muurinen si farà amare, perché sa rendersi utile in molti modi e può anche portare qualche buon punto alla causa.

    Kruger ha un tiro micidiale: quando tutto manca palla a lui dai 7 metri. In realtà ha alternato buone idee a cazzate, e sembra avere il vizio di chiudere prematuramente il palleggio. Nonostante non sia un grande atleta, può essere pericoloso in contropiede. Fatica in difesa, anche se contro Crispin avrebbero faticato in tanti.

    Reynolds è il giocatore più talentuoso della compagine, ma oggi è stato servito solo fuori dagli schemi e/o allo scadere dei 24 secondi: una specie di Mr Wolf dei poveri. Non si può prescindere dal suo coinvolgimento in attacco.

    Allred, reduce dal blog-gate, ha mostrato più ombre che luci. Le luci sono le buone mani (bel semigancio sinistro) mentre le ombre sono la presenza a rimbalzo e l’impressione che non sia sempre mentalmente pronto: ha mancato la ricezione di alcuni passaggi abbastanza semplici e Bryan, sicuramente sottovalutato ma pur sempre Sylvere Bryan, a tratti contro di lui è sembrato Hakeem The Dream. Poco coinvolto in post, dove può essere pericoloso, per lui vale lo stesso discorso fatto per JR.

    Oglesby non giudicabile: gioca col freno a mano tirato (ndr, per evitare serie di flessioni punitive?)

    Gigena lo conosciamo tutti, Sestokas è un decimo uomo.

    Assenti Bonora e Drobnjak, si è sofferto a rimbalzo e la preoccupazione, forse prematura forse no, è quella di avere una squadra non grossa, ma neanche veloce. L’ala piccola è una necessità: alla causa servono urgentemente punti e rimbalzi.

    Un omaggio doveroso

    September 4, 2009



    Alphonso Ford, five years today. Ciao Puma.

    Focus: Hakan Koseoglu

    September 3, 2009

    Basketblog inizia questa rubrica nella quale, sempre senza prenderci troppo seriamente, si analizzano alcuni tra i giocatori più stimolano la nostra curiosità, il nostro spirito critico e talvolta la nostra libidine cestistica.
    Primo soggetto oggetto di Focus è un giocatore dal nome ostico, come spesso capita quando si ha a che fare con chi proviene dalla terra di Ataturk: Hakan Koseoglu.
    28 anni e 183 cm per il playmaker del Pinar di Smirne, vincitore per distacco della classifica degli assist del campionato turco dove ne smazza quasi 8 a incontro. Mica pizza e fichi.
    Aggiungiamo che nell’ultimo campionato è andato ben 8 volte in doppia cifra con le assistenze, con due escursioni a 16. Ma non ci fermiamo qua. Rilanciamo che il buon Hakan può tranquillamente raggiungere o flirtare con i 30 punti… e il quadro è (quasi) chiuso.
    Koseouglu ha avuto una carriera cestistica che per certi versi può ricordare quella di Pozzecco: prevalentemente realizzatore ad inizio carriera (anche 18 punti di media), ha pian piano abbassato la media punti (ma non le percentuali) ed incrementato la voce assist. Gran palleggiatore ed estramamente rapido, si rende pericoloso prevalentemente attaccando il suo difensore. Maestro del penetra e scarica, da cui nascono gran parte delle sue assistenze, e abile nelle situazioni di pick’n’roll, Koseoglu è molto bravo nel leggere la difesa e tende ad arrivare al ferro. Di certo non un bel cliente in uno contro uno né in attacco né in difesa, dove muove le gambe e ruba palloni.
    Playmaker della nazionale turca, ha ormai acquisito una notevole esperienza internazionale e questa estate alcune voci l’hanno accostato alla neopromossa in A1 Soresina. Il fisico non certo da corazziere è una delle ragioni che nel 2003 gli hanno precluso una chiamata, così come il tiro da 3: se in giornata crivella, ma non è particolarmente costante.
    Koseoglu è un giocatore tanto spettacolare quanto pericoloso, sicuramente accentratore, con i tutti i contro (palle perse, forzature) che ne derivano. Il suo contesto tecnico ideale è quello di una squadra con buoni tiratori sul perimetro, che gli possano liberare spazio per le sue scorribande in area, ed un lungo saltatore che apra i regali recapitati nel pitturato. D’altronde, come dicono alla sua agenzia “può far segnare anche un cieco”.

    Hakan Koseoglu

    Gaudemus Igitur

    September 2, 2009


    Righeira

    September 1, 2009

    http://www.girlpower.it/images/gp3/sfide/alex_righetti.jpg
    Vamos a la playa, oh oh oh oh. I giornali dicono che il grande acquisto promesso da Papalia potrebbe essere Alex Righetti (nella foto sopra, gentilmente offerta da Google e dal sito girlpower, dove a quanto pare il buon Alex ha un discreto successo, essendosi classificato sedicesimo nella graduatoria degli sportivi italiani più belli. Per la cronaca ha vinto Toni). Grande acquisto forse più nel senso di oneroso che di impatto, ma la mossa non dispiacerebbe, anche se non credo modificherebbe più di tanto lo scenario in cui ci troviamo. Ne riparleremo più avanti, in caso di conferma.
    A margine, volevo evidenziare la piacevole sorpresa che ho avuto ieri leggendo il report di ShinyStat. Visite praticamente raddoppiate negli ultimi giorni, e non me lo aspettavo per un blog che per scelta non abbiamo mai pubblicizzato. Non son certo cifre che fanno girare la testa, ma l’idea che una trentina di persone possa aprire ogni giorno questa pagina a leggere le cazzate che scriviamo fa piacere. Sarebbe carino qualche commento in più, sarebbe ancora più carino che tra le visitatrici ci fosse Jessica Alba che, attratta dal nostro virtuosismo lessicale, ci lasciasse il suo recapito, ma ci accontentiamo.
    Mi sono chiesto del perché di questa crescita. Scartata la prima ipotesi, ossia che Dis/Impegno in mia assenza abbia continuamente pigiato il tasto F5, credo che la presenza di una squadra a Napoli possa aver attratto visitatori. Visitatori che magari, proprio ieri, giorno del raduno della squadra, si attendevano di leggere qualcosina. E invece noi, dispettosi e con una strategia poco commerciale, à la Fugazi, non abbiamo scritto neanche una riga.
    I motivi sono molto semplici: non c’eravamo. Dis/Impegno vive a Milano, il sottoscritto era tristemente tornato dalle ferie. E, come forse avrete capito, non ci piace scrivere di quello che non vediamo oppure sparare bufale di mercato tanto per aumentare i click al giorno. Anche per questo gli acquisti napoletani sono stati commentati poco. Altrimenti si fa la fine di quel sito che suggeriva il suo quintetto ideale per la Napoli di quest’anno, ignorando totalmente le regole e mettendo in rosa 4 USA.
    Perché ingannare i nostri venticinque (a volte trenta, molte più volte quindici) lettori?

    Sì, come vedete, ci siamo montati la testa.

    La federazione dei cachi?

    August 29, 2009

    Da “La Tribuna”

    Clamorosi retroscena emergono sul caso-Kalnietis: il ricorso della Benetton non è mai arrivato alla Fiba, a quanto pare per colpa della Fip. Insomma, oltre al danno pure la beffa: una storia di ordinaria burocrazia. Da quest’anno una regola impone che nella gestione delle cause internazioni sia la federazione nazionale a far da tramite tra il club e l’organizzazione europea. Ebbene, la Benetton il 31 luglio, con largo anticipo rispetto alla «dead line» del 10 agosto, aveva pagato i 1500 euro previsti dalla tassa per il ricorso e spedito a Roma l’incartamento, ricevendo an-che la conferma dell’avvenuto arrivo. Da quel momento nessuna notizia, finché sei giorni fa la Fiba scrive alla Benetton, e per conoscenza allo Zalgiris, di non aver visto ancora nulla: tempo scaduto. E’ evidente che il ricorso della Benetton, partito regolarmente da Treviso ed arrivato a Roma, giace dimenticato in qualche cassetto dell’ufficio tesseramenti. E’ presumibile che in Ghi-rada avranno un diavolo per capello e che si sentiranno ulteriormente presi per i fondelli in una vicenda dai toni grotteschi, diventati ora kafkiani, dove un ragazzo di 20 anni che a marzo aveva firmato un triennale con Treviso decide improvvisamente di restare in patria, convinto dai quattrini del magnate russo Romanov e facendosi beffe anche del suo procuratore Capicchioni, ed ora una banale dimenticanza di un addetto, un episodio comunque molto antipatico, sta mandando a monte il lavoro di un club che pretende solo che gli siano riconosciuti i propri diritti: se il ricorso fosse arrivato e la Fiba avesse dato ragione a Treviso il triennale firmato da Kalnietis (che come giocatore ormai non interessa più) avrebbe potuto essere adeguatamente monetizzato, (si.fo.)

    Un play da urla

    August 24, 2009

    Vitor va via proprio nel momento topico!
    Tutto sommato non penso di fargli torto se dico che Basketblog è soddisfatto di come si sta sviluppando il mercato: manca ancora l’ufficialità, ma il play titolare con ogni probabilità sarà Fredd.. ehm, Kevin Kruger.

    Kevin Kruger

    Bianco, 26 anni, 1,88 è un play play, buono in transizione e che sa giocare il pick’n'roll. Inoltre è affidabile sia ai liberi che da fuori e a Napoli ciò è ancora più importante, perché l’esigente (ma non sempre competente) pubblico del Palabarbuto non lesina mugolii o fischi quando il playmaker non è troppo ferrato in questi due fondamentali.

    Mancano ora le ali titolari, che per forza di cose dovranno essere comunitarie.
    Per il ruolo di ala piccola si parla di Tavernari, nazionale brasiliano con passaporto italiano, giovanissimo di belle speranze e ottimo rimbalzista (anche se non è ancora chiaro se lascerà o meno l’università con un anno d’anticipo). Ci sono degli spifferi riguardo Nikagbatse, meno giovane e quindi più esperto, ma di speranze un pelino più limitate e probabilmente non adattissimo ad occupare stabilmente la posizione d’ala. Personalmente non mi dispiacerebbe il prestito di Viggiano, neoacquisto di una Milano sicuramente affollata nel settore esterni.
    Più misterioso è il ruolo di ala grande, per il quale non sembrano esserci ancora voci degne d’attenzione.
    In ogni caso, i titolari presi fino ad ora sanno passare bene la palla, così come Tavernari e lo stesso Nika.. il che ci lascia un barlume di speranza.
    Ma di questo ne parliamo a bocce ferme.

    Bella questa

    August 23, 2009

    Ottima presa. Lo spot di guardia titolare è riempito da un giocatore giovane ma esperto, dotato di ottimo tiro e, seppur non particolarmente grosso, forte fisicamente e capace di attaccare il ferro.
    Per 2/5 lo starting five (che poi sono proprio il 2 e il 5) è composto da elementi di sicuro interessanti.
    “Curiosità” è la parola adatta a descrivere l’attesa per le prossime tessere, di un mosaico i cui contorni sono ancora molto sfocati.



    Intanto la Milano dell’amico Bucchi completa un super quintetto con Acker in guardia.

    A San Francisco non si parlava d’altro

    August 22, 2009

    Dragisa Drobnjak: sembra delinearsi la panca, e anche decentemente… perché stiamo parlando di panca, no!?

    Il nuovo acquisto della NSB - Foto tratta dal sito della LegaAdriatica

    Intervallo

    August 20, 2009

    http://pessimesempio.files.wordpress.com/2009/01/intervallo.jpg
    A meno di un ritorno di fuoco di Dis/Impegno, al momento esponente di spicco della vasta comunità gay di San Francisco, le trasmissioni su basketblog saranno sospese fino a (almeno) il giorno 30 agosto.
    In tutto questo il roster napoletano dovrebbe arricchirsi di qualche tassello e dovrebbe anche esserci il raduno dei primi giocatori, ma francamente per i prossimi dieci giorni nuncenepofregaddemeno.

    Déjà vu

    August 17, 2009

    http://media.scout.com/Media/Image/50/502710.jpg
    Leggermente undersized, ama tirare e lo fa bene e anche da molto lontano, oltre che dalla lunetta. L’identikit farebbe pensare a un ritorno di Mike Penberthy ma fortunatamente non siamo ancora ridotti a questo. Difficile possa infrangere, a differenza del biondino, i cuori delle tifose napoletane, ma Terrence Oglesby è la nuova guardia di Napoli. A una prima impressione, basata su cifre e qualche video (tra cui una meravigliosa schiacciata inchiodata sul ferro) ricorda clamorosamente MP3, sperando che almeno lui faccia qualcosa di più che fingere di difendere. Oglesby ha lasciato - a sorpresa - l’università di Clemson, un signor college, questa estate dopo solo due stagioni, quindi è giovane (1988) e di conseguenza non proprio espertissimo. Ma la notizia più importante, e preziosa, è che il giovincello ha un simpatico passaporto norvegese (ha anche disputato i campionati Under20) e di conseguenza abbiamo ancora due visti da spendere, a questo punto immagino per il play e per una delle due ali.

    Troppo facile…

    … parlar male di questa Italia che si fa travolgere senza la minima resistenza dalla Francia dopo aver sofferto contro gli onesti finlandesi. Troppo facile invocare la cacciata di Recalcati. Troppo facile farsi due risate su mamma Rai che fa saltare il collegamento negli ultimi 30″ di una Finlandia-Italia punto a punto. Troppo facile ironizzare sull’età di Pandoro Bonora, l’acquisto di casa Napoli.
    E soprattutto fa troppo caldo per farlo, sono a Napoli da 3 ore e già la resistenza è agli sgoccioli.

    Il pivot neosensibilista

    August 10, 2009

    http://www.nba.com/media/dleague/l_allred_300_080129.jpg
    Proprio poco prima della mia prima settimana di ferie arriva l’ufficializzazione del nuovo pivot, Lance Allred. Nome non sconosciuto, Teramo era sulle sue tracce, anche se come giocatore mi è ignoto. Da quello che si vede da un video su YouTube non sembra malvagissimo, mani abbastanza morbide, tendenza ad allargarsi per il jumper dopo il blocco invece di rollare. Si spera non sia troppo soft. E qui entra in gioco il “neosensibilista”. Lance, che è praticamente sordo, ha scritto un suo libro sulla sua (breve avventura in Nba). Mormone, a quanto pare il suo sogno è diventare uno scrittore famoso.
    Indossa il 41, è fan del Grande Lebowski e per questo merita rispetto.

    “I am near finished with my second book, an historical fiction about a Teutonic Knight (yes, I am dork) and that has been taking up the bulk of my writing time. Not that I don’t enjoy writing here, but sometimes your priorities take you elsewhere, surely you can understand”.

    Autogol

    August 9, 2009

    http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/4/4f/Franco_Marcelletti.jpg/150px-Franco_Marcelletti.jpg
    Nel corso della conferenza stampa di presentazione della società, Papalia aveva parlato della volontà di creare qualcosa che conquistasse i tifosi napoletani, che facesse sentire loro questa squadra.
    Il primo passo si rivela un errore clamoroso. Franco Marcelletti è il nuovo allenatore della Sebastiani. Una scelta sbagliata per due motivi. In primis, per una questione campanilistica. Marcelletti è stato l’allenatore della Caserta scudettata e della Reggio Emilia che contese la promozione in LegaA alla prima Napoli di Maione. Non riesco a immaginare un personaggio più odiato dalla Napoli cestistica. E’ come se Carletto Mazzone andasse alla Lazio.
    L’altro errore è che il coach non azzecca una stagione da una quindicina d’anni. Voglio capire che son pochi quelli disposti a venire in una squadra ancora senza giocatori e sponsor, ma siamo così sicuri che Bartocci (casertano anch’egli ma una vita a Napoli) non sarebbe stato disponibile ad allenare questa squadra?
    Con questo post basketblog se ne va in vacanza per una settimana. Si tornerà - brevemente - dopo Ferragosto. Buone vacanze ai lettori, con la speranza di non ritrovarci con Natali GM e Bulleri in regia.

    Primi in classifica!

    August 6, 2009

    Esordio a Siena, abbiamo già i due punti in tasca!

    Italietta

    Da dove vogliamo iniziare? Iniziamo da quintetto che s’è rivelato totalmente sbagliato? Come si può pensare di poter iniziare una gara con Poeta, Belinelli e Bargnani vuol dire che in difesa paghi dazio, soprattutto sul perimetro. E infatti i primi canestri francesi sono arrivati tutti nello stesso modo. Il piccolo batte dal palleggio l’italiano, rotazione del lungo italiano e scarico del piccolo francese per il compagno di squadra bestio che va a schiacciare.
    Il secondo quintetto ha cambiato le carte in tavola. Un po’ di difesa sul perimetro (Mordente), una regia ordinata (Vitali, e qui mi sorprendo perché sapete che come PG non è il mio ideale. Lo ha confermato però nel possesso finale lanciando la palla in tribuna), un po’ di intimidazione (un sorprendente Cusin), e finalmente l’unico giocatore con un po’ di atletismo in campo (Mancinelli).
    Belinelli discreto, qualche forzatura voluta, qualcuna meno. Bargnani a tratti invisibile, a tratti servito poco e male, ha messo qualcosina nel finale quando ha ricevuto palloni con maggiore continuità.
    Ma si è vista un’Italia ferma, che dava palla all’Nba aspettando facesse qualcosa, che provava a creare ma poi per la disperazione ai 20″ la passava a B&B. Un’Italia che ha giocato meglio quando ha dimostrato quell’approccio e quell’intensità difensiva che doveva avere dall’inizio, con un paio di stoppate, sporcando qualche pallone, difendendo forte e correndo subito dall’altra parte del campo.
    Peccato perché i francesi, a causa anche delle defezioni, son veramente scarsi.

    Cronaca semiseria di una conferenza stampa semiseria

    Alla fine basketblog c’era alla prima conferenza stampa napoletana di Gaetano Papalia. Ecco la cronaca minuto per minuto. Per chi volesse risparmiarsela, un bignami delle cose serie. Ancora non si sa chi sono gli sponsor, ancora non si sa chi è l’allenatore (a leggere basketnet sembra Marcelletti, un casertano, mossa che farà decisamente storcere il naso ai napoletani). L’impressione, neanche tanto nascosta dalla società, è che Papalia voglia rivendere il tutto tra 2/3 anni, appena (se) il valore sarà aumentato. Lui è sembrato abbastanza onesto e aperto al dialogo, forse anche troppo per la realtà in cui si verrà a trovare.

    16.05: Arriva Papalia accompagnato da una notevole cavalla bionda. Si scusa per il ritardo, ma l’autista aveva sbagliato uscita ed era finito a Rieti.
    16.08: Con l’arrivo di maui (corpulento tifoso noto per il suo presenzialismo, ndr per i non napoletani) l’elenco delle personalità si completa.
    16.11: Arriva l’assessore Ponticelli, che del suddetto elenco dicono non facesse parte. Intanto maui approccia con la mia ragazza promettendo l’ingaggio di Jumaine Jones. Che ha già firmato per Caserta.
    16.17: Papalia inizia a parlare, finirà due ore più tardi. Non c’è nulla di provvisorio nel trasferimento della società, si è tenuto conto di tutte le possibilità alternative. Con le istituzioni c’erano già stati 1/2 colloqui durante l’anno per capire la fattibilità dell’operazione. Fa capire inoltre che, se il trasferimento della società è definitivo, lui è lì provvisoriamente.
    16.20: Inizia il giro di scommesse sul prosieguo della conferenza. La mancanza di notizie concrete è data a 1.03.
    16.21: L’eloquio di Papalia non è il massimo della vitalità. Si iniziano a notare sconocchiamenti tra la folla.
    16.22: Un breve excursus storico su chi erano i fratelli Sebastiani.
    16.23: “Ho bussato io a Napoli”.
    16.24: “Maione ha fatto bene ed è stato bravo. Ha fatto il passo più lungo della gamba, come me a Rieti”. Un lungo brivido percorre la schiena dei presenti.
    16.25: L’obiettivo è la permanenza in serie A.
    16.26: Papalia ribadisce: “Io sono sperimentale, l’impegno della società invece è stabile”.
    16.27: Le maglie avranno colore azzurro.
    16.28: Si cercherà di baskettizzare la regione. Entro la prossima primavera ci saranno 30 playground in tutta la regione. Si attende promessa di un milione di posti lavoro.
    16.29: “La squadra sarà un vettore di promozione turistica, in trasferta porteremo uno stand che promuova le eccellenze del territorio”.
    16.35: “Dobbiamo capire il budget quale sarà”.
    16.43: Più di mezz’ora di fumo. La conferenza stampa ideale per il mio amico pappice.
    16.48: La prima scottante rivelazione della conferenza stampa. “Prima della guerra mio nonno aveva il bar Papalia al rettifilo, ben otto vetrine”.
    16.51: Arriva l’annuncio del primo acquisto: Varenne.
    16.54: Ancora Papalia: “L’unica persona in cui ho fede è Alfredo Ponticelli”. Risate in sala.
    16.55: “Un’azienda importante sponsorizzerà il palazzetto”.
    16.58: Arrivano le prime contestazioni degli ultras dopo la proposta della creazione di un museo della cioccolata in caso di sponsor legato a quel settore.
    17.01: Prende la parola Ponticelli: “Maione è stato un grande presidente”.
    17.03: Ancora Ponticelli: “Papalia per me è un grande presidente”. Secondo brivido freddo.
    17.04: “Mi ha convinto l’idea di un progetto triennale”. La fiera del dejà vu.
    17.08: Ponticelli scatenato: “Sono abbastanza ottimista in merito all’inizio dei lavori di ricostruzione del Mario Argento”. I facepalm in sala si sprecano.
    17.11: Manfredo Fucile ammette di sentire una forza dentro che neanche lui sa come (cit.)
    17.13: Stavamo prendendo il titolo di Scafati, ma in una notte hanno ripianato i problemi.
    17.15: Dibattito con tifosi che si lamentano del mancato cambiamento del nome e del logo. Dicono che loro non hanno nulla da dimostrare, parleranno i fatti. Papalia dice che li capisce e dà vita a un fitto scambio di opinioni.
    17.40: Via alle domande della stampa. Un giornalista, che precedentemente aveva avuto un colpo di sonno, chiede quali saranno budget e obiettivi.
    17.42: Ponticelli chiede se può andare via “per impegni istituzionali” (gioca il Napoli). Nessuno se lo fila.
    17.45: Tre ipotesi per l’allenatore, due sono italiani uno americano.
    17.47: Con Sorrentino ci sono contatti, si proveranno a prendere altri napoletani in seguito a provini.
    18.00: Termina la conferenza stampa, Papalia è ancora là a parlare. Credo sia lì tuttora.
    18.02: Maui auspica l’arrivo di Flamini (che ha firmato per Pesaro), Monroe e Jumaine Jones (come già detto, Caserta).

    Qualcosa si muove

    August 4, 2009

    La novità è che c’è un sito, che riporta l’annuncio di una conferenza stampa - aperta anche ai tifosi - in cui la società si presenterà alla città. Sfiga vuole che basketblog rischia di non esserci, causa impegni di lavoro. Hanno beccato proprio la giornata sbagliata. Ma niente paura, siamo in trattative per avere un’inviata speciale in loco.

    Considerazioni sparse - Mercato Globale

    July 29, 2009

    Strana questa estate del basket, e non solo per gli appassionati di Napoli. Sulla questione NSB Vitor ha già detto tutto: la cosa che però mi lascia più perplesso è il silenzio sotto cui passa la vicenda. Io vivo a Milano, e se non fosse stato per amici e qualche forum, probabilmente non avrei neanche saputo del trasferimento.
    E vabbè che il basket è uno sport minore, ma si parla sempre di due squadre di LegaA…. mi piacerebbe solo sapere se i media ignorano la questione perché “chissene del basket” o per via dei contorni poco chiari della manovra. Perchè di certo c’è chi non ne fa una bella figura.
    Intanto si va avanti? Forse, ma sempre sotto silenzio.

    In Italia comunque il mercato mi sembra differenziarsi dal canovaccio degli anni passati: tutta la storia sulle quote, ovviamente, non favorirà i giocatori nostrani, a meno di clonare quelli buoni. La cosa positiva però è che il mercato inizia a parlare Europeo. Buoni gli acquisti lituani di Milano, importante Akyol ad Avellino, Treviso deve risolvere la grana Kalnietis e molto bene anche Cantù e Montegranaro (anche se non sono un estimatore di Frates). Manco a dirlo però, se ai più forti aggiungi Zisis e Hawkins… In ogni caso li vedo ancora carenti in tonnellaggio per aspirare all’Eurolega: Mancinelli e Will McDonald per avere speranze di vincere.
    Ah, si diceva che Marcus Brown avrebbe offerte dall’Italia: sarebbe bello rivederlo da queste parti. Chiudo con Roma: qualcuno mi spieghi perchè vogliono una guardia da quintetto da affiancare a Jaaber.

    Per quanto riguarda la situazione europea, sono sempre in attesa della bomba dell’Olympiacos: mi piacerebbe prendessero Nate Robinson (perchè giustamente nel ruolo di play sono scoperti) per vedere lo spogliatoio implodere. Intanto hanno lasciato andare uno di quelli che non dovevano lasciare andare, Printezis, che sostituirà lo sperone Haislip. Siamo in attesa anche del colpo del Real Madrid (Prigioni? Rubio? operazione nostalgia con Wally? Duncan, magari, per non essere da meno alle meregues del calcio) e del Barcellona, che ha visto dimezzarsi la frontline causa NBA. A questo punto o si scateneranno aste selvagge sui pochi lunghi europei rimasti, o non sono da escludere altre manovre alla Childress, perchè a bocce ferme il Pana sotto canestro è troppo superiore a tutti gli altri.

    A proposito di lunghi, in Nba si è formata la front-line più bella di sempre. No, non parlo di Nowitzki e Tim Thomas. Se Odom lascia i Lakers, nonostante RonRon, Boston diventa la naturale favorita.
    Shaq ai Cavs ha un senso solo mediatico: in difesa può scombussolare quella che era una macchina quasi perfetta, resa ancora migliore dall’acquisto di Moon che dirotta James su quei 4 (alla Lewis) che Varejao non poteva inseguire sul perimetro. Il fatto è che Shaq non solo si esclude da un quintetto veloce con 4 esterni, ma toglie anche spazio alle penetrazioni di James, non essendo di certo un pericolo fronte a canestro come Z.
    Interlocutoria Orlando, che sulla “carter” portebbe essersi rinforzata. Ottimo Miller a Portland, resta Boozer (oltre al suddetto Lamarvelous diretto verso Miami) l’ultimo giocatore con le valigie in grado di spostare un po’ gli equilibri.

    Noi si attende, però…

    July 28, 2009

    … voglio dire, abbiamo aspettato un anno senza basket, figuriamoci se non aspettiamo qualche settimana. Però dal giorno della decisione della Fip ormai son passati dieci giorni. Papalia ha fatto una conferenza stampa piuttosto calda a Rieti, per comunicare le motivazioni della sua decisione, incentrate su questioni finanziarie e politiche. Ma la società a Napoli non è stata ancora presentata. C’è qualche vocella di mercato, ma restano sussurri e indiscrezioni probabilmente inventati da chi non ha e non sa che scrivere, perché al momento c’è veramente poco di cui scrivere.
    Per il mercato c’è ancora un mesetto, per l’inizio ideale di un ritiro ci sono ancora tre settimane. Capisco che creare praticamente da zero una società sia difficile, però l’ideale sarebbe iniziare agosto con le idee chiare. Non che non possano già esserlo, ma sarebbe carino comunicarle a tifosi e addetti ai lavori, con una conferenza stampa in cui si comunichi chi sponsorizzerà la società, e da chi sarà composta.
    Non per qualcosa, ma almeno per andare in vacanza con qualche ombra in meno.

    Una nuova erA

    July 19, 2009

    Questo blog è nato monco. Era appena finito il campionato, e già si sapeva che sarebbe stata una dura estate per il Napoli basket. Le cose sono poi evolute nella maniera peggiore, con l’esclusione dai campionati. In questo mese, il basket - che per me e credo anche per Dis/Impegno per il quale mi permetto di scrivere in attesa di un suo intervento rappresenta uno sfogo insostituibile, quasi una ragione di vita - è diventato qualcosa di quasi asettico, che la solo la passione per una squadra, e il suo allenatore, hanno tamponato, seppure a fatica.
    Contro ogni aspettativa, per chi si era rassegnato a vedersi privato della sua gioia settimanale dell’andare al palazzetto un’ora prima della palla a due e andarsene un’ora dopo la sirena finale, questo inferno è durato meno di un anno.

    Premessa: l’operazione che ha portato Rieti a Napoli, provvisoriamente (mah) o meno, non mi è piaciuta. Per niente. E’ stata condotta con grande efficacia da Papalia e dalle istituzioni napoletane (una volta tanto), ma scippare una squadra a un’altra città è orribile. Soprattutto se questa città è Rieti, che ha sempre vissuto il basket con passione, e soprattutto dopo la favola vissuta nell’ultimo anno dalla Sebastiani. Quindi, la solidarietà ai reatini è d’obbligo.

    Detto questo, vanno affrontate a mio avviso due questioni, uno a livello nazionale, e una che riguarda la futura squadra.
    Iniziamo dalla prima, che non può non riguardare il movimento cestistico. In un giorno sono sparite tre piazze storiche: Fortitudo, Livorno e Rieti. Probabilmente Meneghin è troppo concentrato a volere un italiano in più per ogni squadra e a rinnovare il contratto a Recalcati, che proprio ieri ci ha regalato l’ennesima figura di merda contro i rincalzi della Repubblica Ceca, per soffermarsi su quante piazze che hanno fatto la storia del basket spariscano ogni anno, in aggiunta ad altre il cui nome magari può dire poco, ma son sempre pezzi di movimento che muoiono. Le nuove regole, quelle dell’italiano in più, appunto, peggiorano ulteriormente la situazione, perché gli italiani buoni sono pochi, costano parecchio e quindi vanno dalle solite note, mentre le altre si devono accontentare dei Rizzo e dei Monti o di imberbi.
    Verrebbe quasi da sperare che la spaccatura tra Fip e Lega diventi definitiva, in modo da consegnare a quest’ultima la regolamentazione del gioco, evitando casi di esclusione come quello avvenuto con Capo d’Orlando lo scorso anno, o trasferimenti farlocchi come quello di Rieti a Napoli.

    Passiamo ora alla nuova società. La prima speranza sarebbe quella di non sentire balle. Non so quanto sia sincero Papalia. Effettivamente, rispetto a Maione, ha sempre ribadito che lui non ce l’avrebbe fatta, ha sempre chiesto aiuto. Poi magari ha agito sottobanco per salvaguardare i suoi interessi, ma questa onestà credo che gli vada riconosciuta, diversamente da un Maione che parlava di sedersi al tavolo delle grandi mentre i ragazzi in campo facevano 24 secondi di sciopero per i mancati pagamenti, c’era chi non aveva la luce in casa…
    Quindi, l’ideale sarebbe essere sempre chiari.

    Per ipotesi tecniche bisognerà vedere quali saranno effettivamente gli sponsor e quanto porteranno in cassa. Chiaro che è una cosa è Original Marines, un’altra Carpisa. Una cosa Lete, un’altra Ferrarelle. Un GM fondamentale è d’obbligo, e bisognerà recuperare il tempo perso finora. Come allenatore c’è Finelli che s’è appena liberato dalla Fortitudo. Nel caso non fosse disponibile, ridarei la chance che il povero Maurizio Bartocci ha perso un anno fa. In quest’anno ha dimostrato a Scafati, con un miracolo negatogli da (ancora!) “mal di schiena”, che può fare grandi cose. E con Bartocci, non mi spiacerebbe rivedere da queste parti un play puteolano. Insomma, una Napoli “napoletana”. Otto giocatori: tre americani (Christmas, ex Temple, sarebbe ottimo, e mi piacerebbe rivedere anche Forbes, più un lungo), un italiano da quintetto (Spinelli), un comunitario. In panchina un play comunitario, un 2/3 (dovrebbe essere sotto contratto Mario Gigena), e un 4/5. Due vecchietti e qualche giovane.

    Silenzio stampa

    July 9, 2009

    Si spera per poco. Ci son voci su Napoli, vedremo a breve se sarà una bufala o meno.

    Post-Draft 2009

    June 27, 2009

    Smaltita la delusione per essermi perso il draft, vediamo un po’ cos’è successo. Alla prima i Clippers hanno scelto Griffin, e si sapeva che sarebbe andata così. Giocatore atletico, in grado di mettere da subito punti e rimbalzi a referto, col tempo si costruirà un range di tiro migliore. I Grizzlies decidono di andare da Thabeet e questo la dice lunga sulla povertà di questo draft. Bel difensore, il tanzaniano è alto alto e con senso della stoppata ma offensivamente siamo allo zerovirgolauno e ha dimostrato di soffrire i lunghi di stazza Ncaa, figuriamoci quelli Nba. Alla tre i Thunder prendono Harden: gran bella scelta, l’ex Arizona State è una guardia completa offensivamente e in grado di fornire quegli istinti di regia che la PG attuale, Westbrook, non ha. Westbrook, Harden, Durant, Green: a questa squadra manca solo un lungo devastante a rimbalzo per iniziare a dare parecchio fastidio.
    Alla 4 prima sorpresa: i Kings scombinano il draft di metà delle franchigie, perché anziché su una delle tante PG tradizionali di questo draft vanno su Tyreke Evans, combo/guard che nel dubbio preferisce buttarsi dentro e tirare. Avendo già un esterno realizzatore come Martin, forse conveniva puntare su Rubio o Flynn. Ecco, Minnesota nel dubbio prende entrambi. Perché dannazione, perché? I Timberwolves hanno due dei migliori prospetti di quest’anno, possibile che Ricky saluti presto.
    Alla 7 i Warriors vanno su Curry, bene ma Monta Ellis? Hill con D’Antoni va bene, Hansbrough forse scelto un po’ altino ma sono suo fan e quindi va bene. I Pistons vanno su Daye, la versione offensiva e anoressica di Prince, che già è magro di suo. Troppo in alto.
    Bella presa di Denver (via Minnie, che aveva preso ancora un play): Lawson può essere un ottimo cambio per Billups. Stessa cosa per i Jazz (Maynor come cambio di Williams) e gli Hornets (Collison benissimo al posto di Paul, anche se non so quanto riuscirà a vedere il campo). Bene anche gli Hawks con Teague, che può coesistere sia con Crawford che con Joe Johnson: scontato a questo punto l’addio a Bibby. Dallas prova a investire su Beaubois, sperando sia un nuovo Tony Parker, prendendolo in una trade che manda Mullens (non è il feroce rimbalzista di cui parlavo prima) a OKC. Gibson ai Bulls vuol dire ciao a Tyrus Thomas, Carroll a Memphis vuol dire ciao ad Hakim Warrick. Bene i Twolves nella quarta scelta al primo giro con Ellington, una signora SG.

    Nel secondo giro i Blazers dopo una trade si appropriano di Pendergraph sperando sia col tempo meno soft di Frye, occhio anche alla scelta di Mills; i Pistons, dopo aver preso un 3/4 al primo giro, prendono un altro 3/4 come Summers e un 3 come Jerebko (mah… comunque Jonas dopo due anni di Eurolega è pront); i due di Pitt possono essere delle steal: Young a Memphis, Blair agli Spurs (nuovo Malik Rose?); Spurs che come al solito non si lasciano sfuggiere le buone occasioni, e mi riferisco al McClinton, tiratore mortifero; i Cavs possono puntare da subito su Green; i Mavs lasciano maturare Calathes in Europa ma occhio; presona dei Rockets con Budinger.

    Mock d…oh!

    June 25, 2009

    La redazione di basketblog esprime la solidarietà a uno dei due redattori, costretto a una sveglia alle 5.30 per motivi lavorativi nella giornata di venerdì. Non potendo seguire il draft, di conseguenza la redazione si astiene dal pubblicare il consueto mock draft, rinunciando di fatto a una figura di merda, visto l’improbabilità del draft di quest’anno, e lasciando il bel ricordo dell’ottimo 6/14 dello scorso anno.
    La redazione assicura comunque una copertura successiva al draft, con analisi e commenti delle scelte.
    Un’analisi a poche ore dall’inizio ci è comunque concessa: draft povero ma allo stesso tempo ricco. Poche le stelle (Griffin e Rubio, forse Flynn). Nella zona lottery, quindi, draft povero, con tanti giocatori che in altri anni sarebbero stati decisamente più giù. Nella zona dalla 15 alla 30, invece, comprese probabilmente anche le prime scelte del secondo giro, tanti giocatori discreti, che possono dare un contributo valido da subito.
    Pallini di basketblog: a parte ovviamente Rubio. Flynn (il ragazzo ha due cojones), Harden (prototipo di guardia), Curry (l’eleganza fatta giocatore), Terrence Williams (non un gran realizzatore ma in campo fa di tutto), il duo di Pittsburgh Blair e Young, DeRozan (per il nome), Hansbrough (perché sì), Ellington (guardia dalle braccia chilometriche che può segnare in più modi), DeMarre Carroll (per il nome e per le treccine), Jerebko (perché sì), Dionte Christmas (presto in Europa a bruciare la retina).
    Idiosincrasie di basketblog: Thabeet (per la spocchia, senza motivo), Jennings, Mullens (ragazzo mio, ma farti qualche altro anno di college? Ma se preferivano addirittura Lauderdale a te…), Pendergraph (antipatico a pelle, che vi devo dì).

    Dejà vu

    June 22, 2009

    Come suggeriva l’amico pappice, le somiglianze tra l’Italia di calcio post-mondiale e l’Italia di basket post-argento olimpico sono raccapriccianti. Ma probabilmente è un discorso che è espandibile a tutta la mentalità italiana: i giovani sono inesperti e quindi non giocano, e quindi non fanno esperienza.
    I risultati sono sotto gli occhi di tutti nel basket, speriamo non lo siano anche nel calcio. Ma a giudicare dalle parole di Lippi di ieri sera, la strada è quella.

    Rivalry

    June 11, 2009

    rivalry
    In questi mesi ci hanno fatto due palle cubiche sul duello Bryant vs. James. Capisco il marketing ma, con tutto il rispetto, non stiamo parlando di Magic e Bird e i due finora non si sono incontrati ai playoff manco per sbaglio.
    Questa premessa acidella è finalizzata all’introduzione della lettura che ho appena concluso, ossia il libro di John Taylor “The rivalry”, incentrato sulle due figure che hanno permesso l’affermazione del basket Nba ai grandi palcoscenici: Bill Russell e Wilt Chamberlain, appunto. Il sottotitolo “Bill Russell, Wilt Chamberlain, and the golden age of basketball” è esemplificativo di quanto poi andremo a leggere. Non solo Bill e Wilt, ma un momento di intensa crescita di un basket in cui c’erano figure come John Havlicek, Bill Cunningham, Nate Thurmond, Jerry West, Elgin Baylor, Oscar Robertson. Una storia di due grandissimi giocatori che è la storia di un gioco che stava passando dal dilettantismo basato su patti tra gentiluomini a essere qualcosa di più, con dirette nazionali, minacce di scioperi di fronte alla mancata tutela previdenziale e cose di questo tipo.
    Un gioco in evoluzione, in un paese in evoluzione. Sono gli anni dell’emancipazione nera, del Klan, di Martin Luther King Jr. e del suo assassinio, delle Black Panthers. Tutti fenomeni che si riflettono in un gioco che ha fatto da apripista all’integrazione razziale.
    La storia di un paese raccontata attraverso la storia di un gioco. E la storia di un gioco raccontata attraverso le storie dei suoi maggiori protagonisti, in campo e non (Auerbach, ad esempio). Su tutti, Bill Russell e Wilt Chamberlain, così diversi tra loro ma due metà comunque combacianti di una stessa storia.

    Almeno credo che il libro dica queste cose, perché l’ho letto in inglese. Una faticaccia…

    Le tre B

    June 5, 2009

    Non sopporto tre persone, che sono per altro frutto di continui litigi virtuali e non: Berlusconi, Bryant, Bucchi.
    Immaginate come debba sentirmi in questi giorni.

    Meraviglioso

    June 2, 2009


    Con tutta la stima…

    June 1, 2009

    … ma Siena ha anche un po’ rotto il cazzo. Forti, fortissimi, ma una volta ogni tanto mi piacerebbe vedere una partita di basket senza la sensazione trovarmi di fronte a una ripassata.

    Il divario sembra nettissimo e francamente è difficile immaginare un esito diverso da quello più giusto. In una serie ne possono perdere una, se gli va malissimo due. Quattro francamente mi sembra complicato.

    Su un forum ho letto la proposta di emulare i campionati francese e israeliano: quarti di finale come ora e poi Final Four stile NCAA, quindi a gara secca, magari in casa della squadra con il miglior record. Sarebbe un’ipotesi affascinante e renderebbe più incerto il tutto.

    Detto da un osservatore appassionato che manco ha una squadra in serie A e quindi si gode solo questo sport, senza interessi di tifo.

    Oh, comunque tanto di cappello. Davvero non so come facciano a giocare sempre con questa intensità quando chiunque in una situazione simile tenderebbe a rilassarsi un minimo.

    I have a dream

    May 27, 2009

    Stagione 2006/2007: Napoli taglia il suo (poco) play Tierre Brown e lo rimpiazza con Tyrone Ellis, in realtà guardia che originariamente era stata presa per sostituire Jeff Trepagnier, anche lui in odore di taglio prima che scoprissero che Trep almeno con il basket, a differenza di Brown, qualcosa aveva a spartire. L’allenatore di Napoli, di cui purtroppo ora non mi sovviene il nome, così risponde alla domanda di un giornalista su chi dovesse avere ora i compiti in regia: "Il play titolare è Tyrone Ellis".

    Non so perché questo aneddoto mi torni in memoria proprio poco prima della semifinale Milano-Biella, davvero non so. Ma mi ricordo che in quella squadra c’era un piccolo play che in più occasioni si era rivelato decisivo, così come l’anno prima, quando spesso dava la svolta alla partita come e quanto Greer. Chissà che fine ha fatto, sto ragazzo.

    Sfogo

    May 24, 2009

    Lofa ti prego di non leggere quanto segue perché stanno partendo santi e madonne! :)

    Iniziamo dalle cose belle, perché è giusto così. Coach Capobianco immenso, un fenomeno, Dio. Peppe Poeta il suo degno apostolo: due palle cubiche, non lo tenevano in nessun modo. Bruno Cerella prossimo idolo delle folle. Gli altri a sprazzi, ma grazie a tutti per una stagione magnifica, difficile da immaginare. Peccato, perché quella gara-5 ce la saremmo meritata e chissà…

    Grazie a chi ha sofferto con me nel corso di questa serie, dietro una pita e davanti a una tv. Grazie a Delonte per quella mail e quella disponibilità. Spero di poterla sfruttare quanto prima. 

    Una piccola annotazione tecnica: insisto, Vitali non è un play.

    Bene, ora ho fatto il serio e il competente, passiamo allo sfogo. Scusate, di solito sono sportivo ma stasera rosico.

    Il mio pensiero va a Paternicò, perché non ha dato il possesso a Teramo dopo una rubata di Milano e conseguente recupero nostro, perché la stoppata di Hall era avvenuta dopo il tocco del tabellone, perché la rimessa è durata meno di cinque secondi, perché è stato chirurgico.

    Il mio pensiero va a Sky, che come ha detto il mio amico Jacques sembrava TeleLombardia. Sconochini ("ragazzi, bisogna difendere!"), Pittis, lo stesso Mamoli (che ha giocato nelle giovanili dell’Olimpia). Curioso come analizzino ogni scorreggia e si siano dimenticati di far rivedere quanto sia effettivamente durata la rimessa di Moss e se il piede destro di Katelynas era effettivamente dietro la linea. Probabilmente lo era, ma farlo rivedere per bene pare brutto? E non parliamo di Colnago che nell’intervista a Katelynas chiama due volte Teramo "Roseto" :D

    Il mio pensiero va a un allenatore mediocre, che avanti 2-0 nella serie perdeva gara3 e in gara4 si è fatto rimontare 16 punti in casa e continuava a fare tirare i tuoi da 3. Deve ringraziare San David Hawkins che a un certo punto ha deciso che forse era il caso di attaccare un po’ il canestro. Deve ringraziare san Hollis Price che sull’azione finale, sotto di 2, ha deciso di non seguire quanto il coach aveva detto, come ammesso da Katelynas, e di scaricare invece di andare dritto a canestro. Ma il tempo è galantuomo.

    Sconfitta annunciata

    May 23, 2009

    E così i Mondiali 2014 vengono assegnati alla Spagna. Nessuna sorpresa, la Fiba probabilmente ha voluto andare sul sicuro, premiando quello che forse è il miglior movimento cestistico attualmente in circolazione. Le strutture bene o male ci sono già, reduci dagli Europei del 2007, il pubblico ci sarà. In realtà la candidatura dell’Italia poteva trovare l’appoggio della Fiba proprio nell’ottica di un miglioramento delle strutture esistenti (la famosa soglia dei 10/12mila posti a palazzetto…) e nel recupero di un movimento in palese difficoltà. Ma la conferma che le cose non erano così semplici si è avuta durante la cerimonia (lunga…) di assegnazione, quando al video di presentazione della candidatura italiana, che si sostanziava nel solito pallone da basket che andava in giro per i monumenti nazionali, si contrapponeva il filmato spagnolo, dove a fare la parte del leone erano Pau Gasol e uno scatenatissimo pubblico giallorosso. Guardando quel video mi è venuto da pensare alla solita Italia, arroccata sulle sue bellezze storiche, come se bastassero a ottenere tutto.

    Comunque, probabile che anziché cercare di aiutare questo movimento in difficoltà, la FIBA abbia avuto intenzione, oltre che di premiare la crescita spagnola, di punire una federazione, quella italiana, totalmente allo sbando. Ammetto di aver totalmente fallato la previsione su Meneghin, con la speranza che un uomo di basket, e di grande rappresentatività, potesse contribuire a migliorare la situazione. Invece, come potete leggere anche verso la fine del post precedente, il casino è notevole, con la spaccatura con la Lega, le regole assurde sulla tutela degli italiani che indebolirà ulteriormente le nostre squadre in Europa (a meno che non facciano tutte come Siena e i suoi passaporti… Milano già ha iniziato con il calabrese Taylor), addirittura il paventato rinnovo di Recalcati.

    Chi salverà il basket italiano?

    Parlando dei playoff…

    May 16, 2009

    Barbershop conversation a quattro mani tra i due gestori di questo blog…

    F: Se si vuole fare qualche chiacchiera da bar sui playoff, visto l’andazzo degli ultimi anni non si può non partire da un dato: la vittoria finale di Siena è quotata 1,20. L’ipotesi che questo dominio venga interrotto proprio quest’anno sembra fantabasket, ma visto che è gratis io proverei a fare qualche considerazione sulle possibili antagoniste.

    V: Antagoniste? Io al momento non ne vedo. Fossi nella Snai avrei già sospeso le quote. Non scherziamo, Siena in una gara singola sarà anche battibile, ma in una serie al meglio delle sette? La Virtus è in crisi e comunque finora le ha sempre prese, Roma è in ripresa ma c’è sempre l’annoso problema: chi marca Lavrinovic?

    F: Lavrinovic non lo marca nessuno in Italia e Roma non ha mai giustificato sul campo l’acquisto di Brezec, trascurando chiaramente i possibili accoppiamenti con Siena. Ultimamente ha provato a rimediare con Golemac, un lungo passatore e con un altissimo QI cestistico. Roma comunque, da quando è tornato Becirovic ha perso a Treviso, per poi vincerne 5 in fila. Ora come ora, sembra la più in forma del lotto delle inseguitrici, ma affronterà Biella, decisamente una brutta bestia. Come vedi questa serie?

    V: A Biella fa caldo, a Roma non tanto e questo può fare la differenza e riequilibrare i valori. Mi riferisco ai palazzetti ovviamente! Io punterei sul 3-1, Biella è ostica ma quali risposte può trovare a Jaaber, oltre che allo stesso Becirovic. L’unica è che corrano come dannati e che si affidino alle percentuali. Ma si sa che sono effimere.

    F: Di più difficile lettura penso sia la serie tra Virtus e Benetton; i bolognesi stanno andando maluccio, e hanno perso il fattore campo. I verdi in casa vanno fortissimo, ultimamente vincono anche fuori e si sono rinforzati con due vecchie volpi come Stefansson (lacrima) e Kalampokis (che già si è presentato ai bolognesi). Posto che Langford è una bestia, penso che la chiave della serie siano i lunghi bolognesi: se riescono ad imporre la loro fisicità, la V passa, ma io dico 3-2 verdi.

    V: Mi sono distratto vedendo il video che ha pubblicato Tranquillo su Facebook dello spot con LeBron e quella gnugna delle Pussycat Dolls che sta con Hamilton. Dicevamo?

    F: lo spot in cui lei gli dice: "Te lo succhio se mi dai mille dollari" ? (un applauso a chi riconosce la citazione, ndV)

    V: Ah, Bologna… parli di fisicità dei lunghi bolognesi, e probabilmente hai ragione se la paragoni a quella di Nicevic e CJ Wallace, però i vari Terry, Giovannoni e Ford non mi sembrano dei colossi. Più che altro sono atletici, e anche in questo caso c’è la possibilità che si vada a mille all’ora. Considerando anche le caratteristiche dei due "play"… Tra l’altro il greco non mi è sembrato affatto male.

    F:  la Virtus è squadra decisamente da corsa, anche e soprattutto per la natura dei suoi lunghi, che sono o atipici (Giovannoni) o pericolosi soprattutto in situazioni dinamiche (Ford). Terry è forse il più forte fisicamente e sarà fondamentale il suo contributo in difesa… Chi corre molto meno è Milano, specie dopo il recente infortunio a Mason Rocca e l’acquisto del centrone italiano per antonomasia, Denis Marconato.

    V: Ah, il famoso fattore di Lauriana memoria. Brutto accoppiamento quello con Teramo, non mi piace. I milanesi sono delle volpi e in stagione le hanno vinte entrambe. Confido nel Coach.  Secondo me anche qua contano i lunghi: Teramo soffre quelli grossi e cattivi, e Milano ha Marconato e Taylor che sono perlomeno grossi.

    F: Giustissimo, ma io penso che sia la differente lunghezza delle squadre a poter fare la differenza: se Teramo riesce a contenere il gap tra i "secondi quintetti", può dire la sua. Moss dovrà fare gli straordinari in difesa sul Falco…

    V: Che dici, dipenderà tutto dalle percentuali da 3?

    F: Milano più di Teramo fa affidamento al tiro da fuori (guarda un po’); il problemi per i ragazzi del coach possono nascere se i griffati milanesi trovano un alternativa al tiro da fuori, da cui il problema lunghi. Te la senti di dare un pronostico?

    V: Il cuore dice 3-2, la ragione dice 1-3. Ma lo sai noi napoletani come siamo fatti…

    F: Prendiamo una via di mezzo, scaramenticamente napoletana e diciamo 2-3.

    V: Merito delle sapienti alchimie tattiche di coach Bucchi, ovviamente. Riflettevo che finora abbiamo parlato soprattutto dei lunghi, mentre secondo me se Pesaro ha una possibilità di arrivare a gara4 è proprio a causa dei piccoli: se riescono a tenere un minimo McIntyre e i vari Myers, Hicks, Curry imbroccano la partita…

    F: ma il problema sta proprio nel lottare per arrivare a gara4, che può essere condizionante. Pesaro è molto squilibrata nella distribuzione dei punti, con Hicks e Curry a fare pentole e coperchi, nonostante un Hurd molto migliorato. Siena è Siena e già vincerne una sarebbe un successo per le vuelle.. sembra interessante il duello Akindele - Eze, di certo non Walton e Kareem, ma senza dubbio i lunghi più atletici del campionato.

    V: Io sono curioso di vedere Hurd su Lavrinovic, secondo me è un duello sottovalutato. Potrebbe venirne fuori un accoppiamento interessante. E anche Sato-Hicks.

    F: Hurd è un difensore davvero ostico, e non penso sia un avversario simpaticissimo. Che dici, 3-0 Siena?

    V:  A meno che non si verifichino quei fattori di cui dicevo prima, direi di sì. In conclusione, una piccola provocazione: ieri la Fip ha varato una delibera sugli stranieri. Minimo 5 giocatori selezionabili per la Nazionale più uno che presumo sia un oriundo. Poi sei giocatori di cui massimo 2 non comunitari (2+4) oppure cinque giocatori di cui 3 non comunitari (3+2). La Lega s’è incazzata come una belva e per me hanno pure ragione. Gli italiani bravi giocano, così si alza il costo degli italiani e dei comunitari con ovvie ripercussioni per le piccole e ripeteremo ogni anno quanto accaduto la scorsa estate. Ma se si dicesse finalmente di staccarsi dalla Fip?

    F: E in ottica di miglioramento degli italiani, serve davvero imporre delle quote? o sarebbero più indicate riforme strutturali, che partano dalle giovanili e che comprendano anche un campionato universitario?

    V: Tanto non ti pigliano in squadra Francè…

    Teramo salva Rieti! (cit.)

    May 10, 2009

    E la festa può iniziare!

    Dunque, è successo veramente di tutto. Iniziamo con il lato emotivo: terzo posto di Teramo contro ogni più rosea aspettativa, miracolo di Rieti che merita una salvezza conquistata in 6 (e con Lardo miglior allenatore del campionato, mi spiace per Il Coach che comunque non rientra in queste categorie infime) contro una squadra di tradizione ma che ha messo su cose inenarrabili in questa stagione.

    Sul lato riflettivo, va registrato un campionato che ha visto partite su partite condizionate da fattori esterni: problemi economici, che hanno toccato Rieti, la Fortitudo, Avellino e chissà quante altre; questioni regolamentari, con canestri a volte validi a volte no, con poco aiuto da parte di una tecnologia che moltissimo potrebbe fare. La chiamata su Scales sembra essere giusta, ma se non lo fosse stata? E allora si dovrebbe lavorare soprattutto su questi campi per restituire credibilità al gioco, più che a regolamenti sul numero di italiani schierabili.

    Ora i playoffs, e le serie più interessanti sono a Treviso e Teramo. Con Milano c’è un conto aperto, in stagione regolare si è sofferto assai. In più Teramo sembra soffrire i lunghi validi (Nicevic e Papadopoulos gli esempi più recenti) e Milano ne ha parecchi. Speriamo bene…

    Ciao Chuck

    May 9, 2009

    Uno dei migliori allenatori di sempre ci saluta. Colui che ha guidato la migliore squadra di sempre all’oro olimpico. Ma a me piace ricordarlo anche come l’allenatore dei Bad Boys, dei Detroit Pistons due volte campioni Nba.

    "It’s a players’ league. They allow you to coach them or they don’t. Once they stop allowing you to coach, you’re on your way out."

    Gran finale

    May 8, 2009

    Meno uno alla fine della stagione regolare e Roma ha dato il colpo di reni decisivo per il secondo posto, vincendo nella tana di lupi sì alle prese con problemi, ma che di certo hanno venduto cara la pelle. E’ tornato Becirovic (che ieri ha portato la partita al supplementare con 2 tiri liberi) e senza di lui Roma valeva forse la metà.

    A Teramo vanno tutte le simpatie di questo blog e quindi evito di parlarne.

    La Virtus Bologna ha un obbligo morale: correre. Se riesce a correre può dire la sua con chiunque, altrimenti balbetta. Un vecchio adagio dice che nei playoff si va adagio (scusate), e le squadre che hanno bisogno di accelerare le cose vengono sempre viste con scetticismo quando i giochi si fanno duri. A me piacerebbe che questa tendenza venisse invertita, ma non vedo in questa Virtus plurifinalista una credibile alternativa a Roma.

    Treviso tra le cosiddette grandi è la squadra che mi sembra costruita con più criterio, ma soffre ancora di mal da trasferta. In particolare domenica andrà a trovare proprio le V nere, rischiando alla fine di trovarsi pari punti con Milano, quella Milano il cui finale di stagione è stato un "crescendo rossiniano" (cit.), ma che sembra in calo. Se i verdi non dovessero espugnare il Palasabatini e i rossi meneghini non riuscissero a dare il secondo dispiacere stagionale a Siena, resterebbero a pari punti, con Milano quinta a scornarsi con la Virtus e Treviso sesta accoppiata con Teramo, a dar vita a quella che potrebbe essere la serie più bella degli interi playoff.

    Biella ieri ha vinto il settimo biglietto utile per la seconda parte di stagione, ma alla prossima andrà a Pesaro, dove i ragazzi di Sacripanti cercheranno di agguantare l’ottava posizione occupata da quella Cantù impegnata nella difficile trasferta di Roma. In caso di vittoria, la Scavolini potrebbe raggiungere Cantù, probabilmente in (buona) compagnia con Ferrara che ospita una Premiata ormai salva. E allora? Pesaro va avanti, precedendo per la classifica avulsa Cantù e Ferrara.

    Capitolo salvezza: due squadre ancora in lotta, due compagini che si trovano allo stesso punto, ma provenienti da due universi differenti. La Fortitudo di Savic e degli innumerevoli centri e la Rieti di Lardo, degli abbandoni e della ricerca d’un miracolo. Es muss sein! (Così deve essere!) direbbero Kundera e Beethoven, perchè con Teramo alla ricerca del terzo posto e Udine già spacciata, viene istintivo ipotizzare una parità a 20 punti che vorrebbe dire Fortitudo in A2.
    Storicamente la F m’è una squadra simpatica, nonchè una presenza fissa ad alti livelli da quando ho iniziato a seguire il basket, e sarei molto dispiaciuto di un’eventuale retrocessione. Ma non riesco a non provare un senso di fastidio quando vedo squadre tirate su con opulenza di risorse e assoluta mancanza di criterio.

     

    Piccola postilla: ho scritto quello che ho scritto, limitandomi esclusivamente a quello che potrebbe accadere sul rettangolo di gioco. Storie di problemi societari, stipendi e quindi conseguenze per la prossima stagione, per quanto all’ordine del giorno, esulano dallo scopo di questo post.

     

     

    Avellino/3

    April 28, 2009

    Spiace citarsi addosso, però le impressioni che avevo avuto su Avellino (primo e secondo post) forse non erano così fuori luogo.

    Vediamo infatti cosa scrive Basketground:

    Warren ha le valigie pronte. E mezza Avellino neanche si allena

    L’agenzia di Chris Warren annuncia che il giocatore della Air Avellino è pronto a lasciare l’Irpinia per il ritardo di due mesi nel pagamento degli stipendi. Il club campano, a quanto risulta a Basketground, motiva le lamentele del giocatore con un presunto mancato accordo per lasciarlo finire la stagione altrove. Intanto però nel pomeriggio di lunedì ad Avellino erano solo in cinque ad allenarsi (Crosariol, Best, Lisicky, Diener e Cinciarini).

    Non è la prima volta che succede, alla Air, così come più di una volta i giocatori hanno minacciato di non scendere neanche in campo visti i ritardi nei pagamenti che si protraggono ormai da mesi. L’ultima mensilità riscossa sarebbe quella di gennaio.

    Negli ambienti del basket se ne parla ormai da molte settimane, ma Chris Warren è il primo a uscire allo scoperto con le dichiarazioni della sua agenzia, la Higher Vision Sports, a talkbasket.net: "Warren sta facendo i bagagli e sta preparando una lettera all’associazione italiana giocatori  dopo aver aspettato per due mesi di essere pagato".

    "Avellino è in debito con tutti i giocatori per oltre un milione di dollari - svela l’agenzia -. Gli Ercolino sono entrati in spogliatoio con fare drammatico prima di una partita da vincere a tutti i costi due settimane fa e hanno promesso ai giocatori che avrebbero avuto tutti i soldi e hanno dato ai giocatori assegni che non hanno potuto riscuotere. Le banche hanno dichiarato che non ci sono soldi sul conto di Ercolino".

    La cosa più triste della vicenda è che, comunque finisca, la vicenda Warren è solo la punta di un iceberg talmente grande che da settimane, da quando è andata delineandosi la portata, mette seriamente in dubbio la sopravvivenza del club irpino  a problemi finanziario di questo tipo.

     

    New York

    April 21, 2009

    Non avrei mai pensato di vedere così tanta gente giocare a calcio alla Mecca del basket. Ma mai avrei pensato di andare a The Cage e trovarlo vuoto. O di vedere un sacco di gente tirare calci a un pallone nel bel mezzo di Central Park. Il Garden, dunque. La passione è tanta. Ultima di regular season, contro i Nets. Due squadre che non hanno obiettivi, tant’è che riposano pure Harris e Carter.
    Nonostante questo, biglietti esauriti, e a parte qualche abbonato a casa devo dire che il palazzo era pieno. Il Garden profuma di storia, e arrivare qualche minuto prima può permetterti di scendere al livello del parquet.

    La partita è una merda di quelle che raramente si vedono. A metà del primo quarto David Lee, gasato dalla mia presenza con la sua canotta, è già a 8+8. Le percentuali dei Nets ricordano quelle del Partito Democratico, solo Lopez e Douglas Roberts fanno vedere qualcosa di interessante. Il cinese è un dramma. I Knicks controllano senza troppi problemi. In tutto questo gli americani pensano essenzialmente ad abboffarsi, anche a costo di perdersi un po’ di partita. Nell’ultimo quarto, puro garbage, i settori più costosi si sono già svuotati.

    Però l’anima di New York restano sempre i playground. Come detto, una prima sortita a The Cage si era rivelata un buco nell’acqua. Ci riproviamo di sabato pomeriggio, nel dopo pranzo, con condizioni climatiche migliori. E facciamo centro. Ovviamente, non è nostra intenzione giocare. Resto convinto che il vero spettacolo non è in campo, ma attorno. Una combriccola di black people totalmente variegata, c’è la black mama che ha portato il figlioletto a vedere papà giocare, la biondina che ammira il fidanzato, l’amico con la fiaschetta di whiskey… poi ci sono i papponi, la vecchia gloria che dispensa consigli e incoraggia i giocatori. tra l’altro tra una partita e l’altra si mette anche a tiracchiare. non gliene ho visto sbagliare uno.

    Il criterio di selezione non mi è risultato chiarissimo. La squadra vincente ovviamente resta in campo, ma dice la sua nella squadra che poi va ad affrontare. Tutti neri, c’è un bianco che si limita a qualche tiro nelle pause, così come un paio di latinos. E’ consentito mettersi a tirare nel canestro della squadra che sta attaccando, facendo attenzione a eventuali capovolgimenti di fronte.

    Il gioco… a The Cage il campo è stretto, quindi dicono sia difficile giocare. Più che grandi talenti, si vede un gioco molto duro e fisico. Il rasta con la bandana ha menato mazzate come un fabbro per ore su ogni palla vagante. Tanto trash talking, che ovviamente resta una delle cose più divertenti se hai la fortuna di capirlo.

    Roma-Ferrara

    March 30, 2009

    Approfitto di una trasferta lavorativa romana per andare a vedere Lottomatica-Carife al PalaTiziano. Mi aspettava una facile vittoria dei romani, e invece è stato tutt’altro. Brevi considerazioni.

    ROMA: male, malissimo. Poteva chiudere il primo tempo a +20, invece ha concesso più di novanta punti in trasferta a una squadra che, ricordava il mio amico Simone, di solito va sui settanta. Datome in grande spolvero nel primo tempo, poi tante cazzate. Douglas preciso dall’arco, Jaaber contenuto bene per 39′ poi la stava vincendo con due triple quando scottava. Il solito Hutson, elegante e concreto, Brezec in palese difficoltà all’inizio (e beccato dal pubblico), poi aveva ritrovato la mira ma è stato cavalcato poco. Jennings… lampi di classe ma non ha attaccato il canestro. Cerca il passaggio troppo spettacolare. Inoltre non avrei affidato a un diciannovenne il possesso decisivo…

    FERRARA: Valli ruota i giocatori con una frequenza incredibile. Ne cambia praticamente uno al minuto. Ebi (ma quanto zompa) e Ray da prendere a schiaffi nel primo tempo, l’ex Villanova funge praticamente da play con Collins da finto 2. Solo che non passa un pallone. Eccezionale invece la sua ripresa, quando ha segnato in ogni modo. Contributo decisivo (e magari inaspettato) dalla panchina: Zanelli ottimo e decisivo, Allegretti chirurgico da fuori. Jamison a mio avviso riceve sempre troppi pochi palloni.

    VARIE: Douglas e Ebi sono uguali! E poi c’è la solita questione di cui abbiamo già scritto, ossia la faccenda-antisportivo. Succede che nell’ultimo minuto, squadre a contatto, Allan Ray subisca un fallo duro che lo fa finire a terra con un brutto tonfo. Duro, ma non per far male. Antisportivo, due liberi e palla a Ferrara. Un bel finale che sarebbe potuto essere bellissimo, se non fosse stato condizionato da questo fischio. Insisto: deve essere antisportivo solo un fallo effettuato per far male.

    Obama è il mio presidente

    March 18, 2009

    Tyler Hansbrough campione NCAA, Louisville e Pitino in finale, Pittsburgh alle Final Four dopo aver battuto Duke, UCLA fuori al primo turno. Probabilmente non andrà così, ma il bracket di Obama va incontro ai miei gusti di quest’anno!

     

    “Mi scade il grattino del parcheggio!”

    March 13, 2009

    Riflettevo su quale pensiero potesse passare per la testa di uno spettatore che ha assistito nella notte a Connecticut-Syracuse. Sei (SEI, 6, SIX) supplementari. Poi la gente mi chiede come faccio ad amare così tanto il basket NCAA.

    Siena-Roma e altro

    March 8, 2009

    Partita non bellissima, stranamente la Mens Sana ha difeso maluccio. Visto l’infortunio di Lavrinovic, per poter passare il turno contro il Panathinaikos Siena dovrà chiedere gli straordinari a Mc Intyre e un Kaukenas in miglioramento rispetto alle ultime uscite. Comunque, non è di questo che voglio parlare visto che le considerazioni sulle due squadre non è che siano cambiate di molto in seguito alla partita di oggi. Mi concentrerei invece sull’arbitraggio, prendendo come spunto la partita di oggi e quanto evidenziato da Tranquillo nell’intervallo a proposito della tendenza di non fischiare quello che è stato ribattezzato "quarto tempo". Ossia una penetrazione in cui sostanzialmente i giocatori fanno un passo in più. Nell’intervallo sono state mostrate alcune immagini Nba in cui sono stati mostrati sostenzialmente dei quinti tempi concessi a nomi noti per le loro camminate (Wade, LeBron James). Allo stesso tempo, sono stati fatti vedere molti movimenti sospetti avvenuti nel primo tempo della partita, parlando dell’ipotesi di legalizzarli. Ipotesi che io giudico assurda e che favorirebbe in maniera smodata l’attacco. La verità è che, in vista di un ipotetico spettacolo, la linea è quella di concentrarsi maggiormente su quanto viene fatto con la parte superiore del corpo. Se agli arbitri fosse detto di destinare ai passi un 20% dell’attenzione che questi stanno rivolgendo al palming (il palleggio accompagnato) sarebbe meglio. Ma questa situazione si incastra nell’assurda volontà di complicare questo gioco, vedi la faccenda dell’antisportivo di cui parlavo qualche giorno fa, vedi la ridicola freccia del possesso alternato che ha sostituito una semplicissima contesa, vedi l’orrido semicerchio che al momento fortunatamente esiste solo in Nba ma che dovrebbe essere esportato anche da questa parte dell’Oceano.

    Celtics - Cavaliers: resoconto

    March 7, 2009

    Da poco finita la replica di Boston-Cleveland e provo a buttare giù due considerazioni. Sono nuovo del blog, e premetto ai lettori che la mia analisi potrebbe risultare di parte in quanto tifoso, non accanito, ma tifoso dei Celtics.

    Per chi non l’avesse vista, Boston iniza con Davis al posto di Garnett, mentre per il Cavs il nuovo arrivato Joe Smith parte dalla panca, dividendosi con il titolare Varejao i minuti del carostoso ed infortunato Ben Wallace. Ad inizio gara è Perkins a fare la voce grossa in attacco, mentre le due stelle James e Pierce sonnecchiano. Il prescelto si segnala per una schiacciata delle sue..sbagliata in contropiede, una di quelle cose che gli spettatori del Garden un giorno potranno raccontare ai nipotini.

    Boston prova ad allungare con Allen e Davis, preciso nel tiro dalla media, ma una buona Cleveland ricuce e si va al riposo sul 45 a 43 per i padroni di casa. Si torna in campo et voilà, scintille! Antisportivo di tipo 2 per Davis che cala una doppia mannaia al collo di Ricciolone Varejao. Con Garnett infortunato, senza il positivo Big Baby, tocca a Powe giocare ala forte titolare. Purtroppo per i Cavs.

    Dopo una bella tripla di James ed un effimero vantaggio ospite, inizia lo show di Pierce: due triple consecutive, canestro alla Bryant, ma più di tutto mani salde sulla gara. Nel frattempo Powe prende possesso del post basso e, vuoi per aiuti sulle penetrazioni, vuoi per motivi misteriosi, Varejao, Smith ed Ilga non riescono ad arginare il "piccolo" lungo di Boston.

    Williams prova a lanciare la rimonta con il tiro da fuori (più un generosissimo fallo fischiato a suo vantaggio contro Mikki Moore), ed alla fine saranno 4 su 5 dalla lunga, ma con i tiri allo scadere Cleveland non riesce ad impensierire la difesa biancoverde, visto anche il sostanziale equilibrio a rimbalzo. Si finisce sul 105 a 94, punteggio relativamente alto, ma abbastanza bugiardo: molto eloquente il numero delle conclusioni tentate, 83 per Boston (difesa e contropiede), 66 per Cleveland (no contropiede).

    Casa Celtics: il fattore principale è il controllo del ritmo, forse anche più del campo. Lo si è visto oggi, lo si è visto con i Lakers, nella partita commentata su questi schermi dal buon Vitor: quando Boston costringe gli avversari a giocare contro la difesa schierata, quasi sicuramente porta a casa la parte buona del referto. E in quest’ottica, da tifoso biancoverde temo molto più Kobe che LeBron, per via dell’indiscutibile capacità del primo di creare soluzioni "estemporanee", che oltre ad essere indifendibili sono anche frustranti.

    Per i Cavs forse l’unica nota positiva della partita è stato Joe Smith. Ma James e soci, escluso qualche momento del secondo quarto, non sono mai riusciti a creare buoni tiri, men che meno buoni tiri da dentro. Ossia i tiri che, come amo ripetere, fanno vincere le partite. L’area di Cleveland è invece stata abusata sia dai lunghi di Boston, sia dagli esterni. Provo una sincera antipatia nei confronti di Mo Williams e, pur riconoscendone i meriti in attacco, spero che continui a difendere in questo modo.

    Omettendo ulteriori valutazioni sui singoli, concludo complimentandomi con gi arbitri per la gestione del fallo antisportivo di Davis (preannunciano a Rivers che avevano deciso per un flagrant di tipo 2, ma che avrebbero guardato le immagini prima di prendere la decisione definitiva) e con le due franchigie per le divise, intese non come maglie, ma come tute, shooting shirts etc. Questi sono alcuni dei "dettagli" per i quali, nonostante il divario "tecnico" tenda lentamente a colmarsi e quello tattico forse non ci sia più, la Nba resterà "avanti" ancora per molto, molto tempo.

     

    Belgrado

     

     

    Piccola news

    March 6, 2009

    Per una curiosissima coincidenza che evito di spiegarvi per amor di brevità, ho iniziato a scrivere per un sito di sport USA. Loro cercavano qualcuno che volesse scrivere di NCAA, io avevo voglia di scrivere di NCAA, e allora potrete leggermi su Play.it USA. Ben sapendo che il college basket è per pochi aficionados, non mi offenderò se nessuno mi cagherà di striscio!

    A mente fredda

    March 4, 2009

    Signore e signori, lo scritto che leggerete di seguito non mi appartiene, ma è del mio amico Francesco aka Dis/Impegno, mio compagno di palazzetto prima che si trasferisse a Milano e la squadra facesse la fine che ha fatto. E’ un grande appassionato di basket, scrive bene e per molte cose la vediamo allo stesso modo, quindi rispecchia i dettami della linea editoriale. Questo è solo un suo post, ma la mia speranza è che finalmente lo abbia convinto a mettere per iscritto ogni tanto i suoi pensieri. In questo caso, leggerete qualche altra sua cazzata qui sopra.

    Mercoledì scorso sono stato al Forum di Assago per assistere a “The Texas Chainsaw Massacre” applicato alla pallacanestro. Il Tau, al terzo posto nella mia personalissima classifica tra le squadre europee, ha spiegato il gioco di Naismith ad una malcapitata Armani Jeans. Si potrebbe tranquillamente dire che i 30 minuti finali siano stati puro garbage time, ma non lo faccio per la bellezza dei giochi mostratici dalla squadra basca per tutta la durata della gara. I Milano Generals hanno potuto obiettivamente poco, con il loro attacco di uscite in punta, riccioli e quarti di campo liberati per isolamenti: ad una certa, l’unica opzione offensiva credibile era quella di sbagliare la conclusione e sperare nel rimbalzo d’attacco di Katelynas.

    Domenica ho seguito, come sempre, il campionato italiano e mi sono balzati agli occhi alcuni dati: Valerio Spinelli, nella simpatica Biella, compete con Terrell McIntyre per il primato tra gli assistman al minuto della Lega A. Alessandro Cittadini con 15 rimbalzi in 21 minuti dà una grossa spallata al Re che cade, sotto i colpi del (proprio) tiro dalla lunga che non entra. Per inciso, l’altra spallata l’ha data quel Matteo Malaventura autore di una delle più belle pagine recenti della storia del basket Napoli. Ai suddetti aggiungerei anche il buon Simone Flamini, atleta che rende possibile qualsiasi tipo di cambio difensivo, a terminare l’ossatura italiana di un’ipotetica squadra.

    Beh, guardando questi giocatori fare così bene in un campionato dominato dagli americani, ho pensato a come sarebbe bello vederli insieme, loro ed altri come loro, allenati da qualcuno che li lasci giocare in base alle loro caratteristiche e secondo i loro meriti, senza preconcetti. Ho pensato ad una squadra che non punti a sedersi al tavolo delle grandi, ma che giochi campionati onesti e che a fine stagione non debba rifare daccapo la rosa, sapendo che i buoni americani pescati partiranno per altri lidi più remunerativi. E ci sono rimasto male pensando a quelli che, sia “tecnicamente” che “societariamente”, hanno distrutto dei veri e propri patrimoni del basket nazionale.

    Ogni riferimento a fatti realmente accaduti è puramente casuale.

    Come faremmo senza di lui?

    Shaquille O’Neal non è solo un grande giocatore di basket, ma è soprattutto un personaggio meraviglioso. Nella foto sopra potete vedere quanto sia avanti… il primo Superman dei Magic è stato lui, capito Dwight Howard? Quello che però è magnifico è la simpatia di questo grosso omone, che ha sempre la battuta o la puttanata pronta, e dice quello che pensa senza farsi troppi problemi. Bella forza direte voi, provate a reagire e fate una brutta fine…

    Comunque, recentemente Shaq è stato stuzzicato da Chris Bosh dopo una partita in cui O’Neal ha fatto quello che ha voluto: 45+11 e tutti i lunghi dei Raps espulsi o quasi per falli nel tentativo di arginarlo. Ora, dopo una scoppola simile una persona sana di mente si starebbe zitta… e invece Bosh è andato a lagnarsi di presunte mancanze arbitrali sui 3 secondi in attacco di Shaq (che poi magari ci stanno pure, però dopo un’asfaltata non fai bella figura).

    Di seguito, la risposta di Shaq: "I heard what Chris Bosh said, and that’s strong words coming from the RuPaul of big men," O’Neal said. "I’m going to do the same thing (in their next meeting) I did before - make him quit. Make ‘em quit and complain. It’s what I do."

    Per chi non lo sapesse, ecco chi è RuPaul.

     

    Come faremo senza di lui quando si ritirerà?

    Rieti

    March 1, 2009

    Leggo di difficoltà enormi da parte di Rieti, con Papalia che avrebbe convocato un CdA per decidere se mettere la società in liquidazione o cedere il titolo sportivo. Il dispiacere sarebbe tanto, perché il pubblico reatino è commovente, un’altra piazza storica rischierebbe di sparire, e perché Lardo quest’anno sta cercando di realizzare l’ennesimo miracolo. Però la cosa non mi stupisce. Son due anni che Rieti è in difficoltà, prima fu salvata dalla cessione di Pape Sow, poi s’è beccata la penalizzazione… quest’estate la sospetta rinuncia a Pickett e Harvey.

    La cosa più triste è che sembra di assistere a Dieci piccoli indiani: se prima erano diciotto adesso sono sedici. Il numero è destinato a calare?

    De Antisportivo

    February 25, 2009

    Si chiacchierava nei giorni scorsi con Dis/Impegno sulla necessità di una riforma regolamentare sul fallo antisportivo. Quante volte, nei secondi finali di una partita punto a punto, viene sanzionato con un antisportivo un fallo effettuato senza cattiveria, al solo scopo di mandare l’avversario in lunetta, solo perché il contatto avviene lateralmente? Nella finale di Coppa abbiamo visto un antisportivo, mi pare di Langford, che aveva semplicemente abbassato il passaggio a livello con un po’ di forza, mi pare su Eze, per evitare che ne facesse due facili. Ciò è eccessivo, ciò snatura il gioco. Tra l’altro si arriva a un punto in cui la discrezionalità è smodata, e quindi possiamo vedere fattispecie simili sanzionate in maniera differente.

    La proposta di basketblog è semplice: eliminare il fallo antisportivo prendendo in prestito il flagrant foul di stampo Nba, che viene fischiato in caso di contatto eccessivamente violento (a seconda della violenza abbiamo un flagrant di tipo 1 e uno di tipo 2, che porta all’espulsione). Semplice, no? Appunto…

    Da Scafati una buona notizia

    February 23, 2009

    Il nuovo coach è Maurizio Bartocci, che era rimasto senza lavoro dopo i noti fatti che avevano coinvolto Napoli (sob…) quest’estate. A Scafati il coach ritrova Bennett Davison, indimenticabile per i suoi salti e per la moglie, e troverà una situazione di classifica non proprio rosea. In bocca al lupo al coach, persona splendida e socievole con i tifosi!

    Fantasmi

    February 22, 2009

    Chissà quante volte, nell’ultimo quarto, nella testa dei giocatori senesi è subentrato il ricordo del secondo tempo delle scorse Final Four di Eurolega, quando, dopo un primo tempo perfetto, avevano regalato la finale al Maccabi continuando a tirare (e sbagliare da 3). Se è vero che la zona, nel caso di oggi la 1-3-1, ti porta a tirare all’inverosimile da fuori, lo stesso credo di poter dire che la Mens Sana tende a fossilizzarsi in maniera eccessiva sul tiro da fuori, e quando inizia a non entrarti più rischi di brutto, anche se dall’altra parte difendi bene. Se poi continui a perdere palla in lunetta, favorisci canestri facili di una Virtus buona e volenterosa. La finale di oggi non ha sconvolto le mie idee: Siena è forte ma in una gara secca può perdere con chiunque, e questo lo puoi pagare in competizioni come la Final Eight o come la Final Four. In una serie scudetto al meglio delle 7 continuo a credere non avranno grossissimi problemi, a meno che il braccino non colpisca troppi giocatori contemporaneamente. Ma se in Italia puoi permetterti, grazie alla tua superiorità, di fossilizzarti sul tiro da 3, in Europa non puoi farlo, Maccabi docet. Resto quindi dell’idea che Siena avrebbe bisogno, per aumentare di un buon 10% le sue comunque discrete possibilità di vittoria europee, di qualcuno a cui affidare la palla per due facili e sicuri nei momenti di difficoltà.

    Ah, un’ultima cosa: mica penserete sia stato un caso che la palla sulle ultime due rimesse della Virtus sia stata sporcata in entrambi i casi dall’immenso ricciolone?

    Final Eight

    February 19, 2009

    Nel 2006 avevo la febbre e finì con Napoli che vinse la Coppa. Quest’anno Napoli non c’è, in compenso c’è una squadra che mi sta parecchio simpatica ed è da 10 giorni che sono a letto con l’influenza…

    Rivalry

    February 6, 2009

    Vista Celtics-Lakers, possibile anticipo di un rematch che a mio avviso ora come ora vede favoriti i Lakers, che già lo scorso anno riuscirono a reggere discretamente senza Bynum. Ora, tutto quello che scriverò potrà essere smentito da movimenti di mercato, ma la panchina di L.A. mi sembra superiore a quella dei Celtics, che, con la regressione di Powe, alla fine può contare con efficacia solo su House e Davis. Rispetto a qualche mese fa manca PJ Brown, fondamentale in quella gara7 coi Cavs, e soprattutto manca Posey, che offriva innumerevoli vantaggi a Boston: era l’uomo della difesa su Bryant, l’uomo delle triple importanti, l’uomo che - giocando da 4 tattico - permetteva ai Celtics di schierare un quintetto piccolo. Ieri notte Boston non ha sofferto Bryant, ben marcato da Allen e Pierce, ma una partita storta può capitare a tutti, mentre in una serie di 7 non puoi permettertelo. Che poi Bryant abbia giocato gli ultimi 5′ del regolamentare in maniera fantastica è un altro discorso. Allen e Pierce, dicevamo, lo hanno tenuto alla grande, ma probabilmente - e qui subentra un altro aspetto - hanno pagato in termini di lucidità offensiva. Allen ha giocato una signora partita ma ha sbagliato alcuni tiri non contestati che magari avrebbe messo, mentre Pierce è sembrato monocorde nelle soluzioni.

    Nonostante questo, va detto che la partita Boston l’avrebbe potuta vincere tranquillamente con meno perse o più semplicemente con scelte migliori nell’ultimo possesso sia dei regolamentari sia (nei due) dei supplementari. Ma soprattutto avrebbe vinto, probabilmente, se solo avesse messo dentro un decimo dei tiri non contestati che la (non) difesa Lakers ha concesso nel primo tempo. Los Angeles non deve rilassarsi pensando alla vittoria, ma deve capire che per vincere l’anello deve difendere con continuità come fatto nel secondo tempo. Perché non sempre sarai fortunato lasciando due metri di spazio agli avversari.

    La cosa che più mi sconcerta…

    February 5, 2009

    … è che, a 24 anni, può anche migliorare.

    Canestri

    February 4, 2009

    Gaza, un paio di settimane fa.

    Qualcosa di speciale

    February 2, 2009

    Dopo aver visto una squadra recuperare sei punti in tre secondi, avendo anche l’opportunità per vincere prima dei supplementari, dopo aver visto Jaycee Carroll, fino a quel momento abbastanza spento, metterla da 3 di tabella e poi rimetterla sempre da 3 dopo 3 secondi. Dopo aver visto Ryan Hoover finire nei tabelloni pubblicitari per salvare una palla, dopo aver visto Peppe Poeta strappare la rimessa agli avversari, dopo aver visto Valerio Amoroso tenere a galla i suoi con un vastissimo repertorio offensivo, dopo aver visto Brandon Brown mettere dentro canestri importanti. Dopo aver visto tutto questo, resto dell’idea che questa Teramo abbia qualcosa di davvero speciale. Qualcosa che il coach ha saputo trasmettere a questi ragazzi. Capobianco alè.

    ACC

    January 29, 2009

    Solidarietà a chi non ha potuto vedere Wake Forest-Duke. Una partita intensa, bella da vedere, combattuta. Una partita Ncaa. I Demon Deacons sono sembrati quasi sempre in controllo, essenzialmente perché i ragazzi di coach K non la mettevano quasi mai da fuori. Poi un paio di triple di Singler hanno ricucito la distanza fino al pareggio di Henderson con un gran canestro a poco più di due secondi dalla fine. A quel punto WFU ha tirato fuori un gran bello schema su rimessa, con Teague prima e Aminu poi a fare da specchietto per le allodole in vista del taglio a canestro, dopo aver portato il blocco, di James Johnson.

    Se Teague è piaciuto ma non ha impressionato, chi ha davvero trasmesso eccitazione è stato Al-Farouq Aminu, un 3 di 2.06cm in grado di mettere palla a terra indifferentemente a destra quanto a sinistra. Atletismo di buon livello, quello che sorprende è il grado di maturità per un freshman, unito a un signor controllo del corpo: quanto scritto è sintetizzabile nel contropiede per vie centrali nel primo tempo quando, invece di andare dritto a canestro rischiando uno sfondamento, ha compiuto un clamoroso arresto e tiro dai 4 metri e mezzo che si è concluso morbidamente nella retina. Manca un po’ di tiro da fuori per fare il 3 al piano di sopra, ma ci si lavorerà sopra.

    La situazione nella conference per ora vede ancora Duke in testa (5-1), con Wake Forest e Virginia Tech a mezza partita di distanza e North Carolina sul 4-2. Ma il meglio deve ancora arrivare, con la rivincita della gara di stanotte (questa volta al Cameron) e con la doppia sfida tra Duke e UNC.

    Giro di boa

    January 23, 2009

    Finito il girone d’andata, vediamo un po’ come sono andate le protagoniste del campionato italiano secondo la giuria di basketblog.

    SIENA - E che vuoi dire di più? Dominano, si rompe Finley e prendono McDonald, si fa male Kaukenas e trovano un grandissimo Carraretto. C’è poco da fare, mentre le altre continuano a cambiare pezzi su pezzi, loro hanno un gruppo ormai consolidato, fanno i giusti innesti, e anche quando dominano sono piacevolissimi da vedere per la qualità del gioco. Ricciolone su tutti, ovviamente. Finisce l’andata da imbattuta (con un aiutino contro Teramo). Qualche sconfitta potrà anche arrivare, ma valli a battere in una serie al meglio delle sette…

    ROMA - La cura Gentile ha funzionato alla perfezione. Il nuovo coach ha fatto ordine nelle rotazioni incasinate di Repesa, ha sfrondato i rami secchi (Ray), ha puntato su Jaaber e ha rilanciato Jennings nel suo momento peggiore. Ci sono ancora tanti problemi (Brezec su tutti), ma intanto la Lottomatica può tranquillamente dire la sua per la corsa al primo posto dei comuni mortali.

    TERAMO - Shhhhh, non diciamo niente…. Sono simpatici, giocano bene e vincono. Capobianco unico dio, citando Delonte Arenas. Qualsiasi altra parola è vana.

    TREVISO - Bella squadra, e chissà che l’infortunio di Wood non l’abbia addirittura favorita. Nigga a parte, CJ Wallace resta un giocatore unico nel panorama italiano, Nicevic e Rancik forniscono un apporto consistente. E soprattutto fanno giocare (anche tanto) Renzi, per ora meglio di Rullo. Il futuro è suo.

    VIRTUS - Nonostante l’inesperienza del finnico, a me sembra giochi meglio con lui in campo piuttosto che con Boykins, i suoi capricci e i suoi turnovers. Ma i giocatori chiave mi sembrano essere Langford (mr. utilità) e Giovannoni con la sua atipicità. Squadra che non dispiace, ma quando non è in giornata meglio cambiare canale.

    AVELLINO - Direi che sta là dove doveva stare… bene Best, bene Warren, forse serviva una bocca da fuoco più affidabile. Mea culpa su Tusek, lo credevo finito e invece guardalo là…

    CANTU’ - Certa gente non impara mai e continua a darli per spacciati ogni anno. Se la scorsa stagione poteva anche avere un senso, con tutti i carneadi che schierava, quest’anno c’era comunque Tourè da inizio anno, oltre a Elder e Pinkney che, per quanto discontinui, hanno talento a grappoli. Al resto ci pensa Arrigoni.

    MONTEGRANARO - Girone d’andata capolavoro, ma li vedo un po’ in calo. Forse Hunter là sotto avrebbe bisogno di una mano, ma la rinuncia a Kemp è stata una mossa decisiva. Dipendono dalle lune di Garris, mentre Taylor sembra interessante.

    MILANO - Risaliranno, specie se prendono quella PG necessaria per il (non) gioco di Bucchi. Dovrebbe arrivare Hollis Price, ma a questo punto ci sarebbe da sfoltire un reparto guardie affollatissime.

    BIELLA - Gaines è un talento e tutto quello che volete voi, ma resto dell’idea che una squadra che voglia salvarsi debba avere giocatori più continui. Per fortuna c’è Joe Smith, e, a dimostrazione di quanto detto prima, il momento migliore per l’Angelico è arrivato in concomitanza con una grande serie di partite di Valerio Spinelli. Occhio a Gist se mette su un mid range game.

    PESARO - Bel pasticcio. Non capisco come possano continuare a puntare su gente totalmente priva di cervello, non mi sembra da Sacripanti. Se in giornata possono battere quasi tutti, ma c’è bisogno dell’allineamento di troppi pianeti. Probabile che i playoff li guardino dalla tv anche quest’anno.

    CASERTA - Vedi sopra, e infatti Ron Slay lo scorso anno giocava a Pesaro. La ciliegina sulla torta è stato Jenkins, mangiapalloni bollito. Però il talento c’è e dovrebbero salvarsi.

    FORTITUDO - Qua ci sarebbe da scriverci un libro. Mancano in regia, visto che né Huertas né Gordon (che a me piace parecchio e che con una guida affianco potrebbe crescere in tranquillità) sono dei veri play. Sottocanestro mi sembra si siano sistemati con il Papa e con Fucka… ma quando si finirà di pompare giocatori come Woods non sarà mai troppo tardi.

    FERRARA - A me non dispiacciono, e se Ray si dimostra poco poco affidabile possono anche salvarsi senza troppi patemi. Molto dipende da Jamison, però, che nonostante l’età può ancora portare a scuola una quindicina di pari ruolo.

    RIETI - Oltre ogni ostacolo, oltre la penalizzazione, oltre la crisi societaria, oltre il talento relativamente scarso. Ennesimo miracolo di Lardo.

    UDINE - L’arrivo di Forte non ha cambiato di molto la situazione, e in più ha levato tiri a Rashad Anderson che aveva iniziato alla grande. Non è che siano scarsi, ma l’usato sicuro non sempre conviene e il correttivo non mi è sembrato dei più appropriati. Vedremo se Sacchetti farà il colpaccio.

    It’s saturday!

    January 17, 2009

    Se amate il college basketball, da oggi ha inizio il miglior momento della stagione. Quello che aspettavate da mesi: il college gameday. Nasn propone due partite in diretta a partire dalle 18. In contemporanea, e fino a notte inoltrata, ci sono altr partite visibili tramite collegamenti streaming. Sarà dura farmi uscire di casa…

    Qualcuno mi salvi…

    January 13, 2009

    … da Sky! Finisce la replica di New Orleans-New York (a proposito, a me Jared Jeffries è sempre piaciuto parecchio), e su Eurosport 2 è iniziata Maroussi-Zadar, al termine della quale Nasn riproporrà in replica Notre Dame-Louisville e Texas-Oklahoma. Aiuto!

    Sir Charles

    January 6, 2009

    L’hanno beccato che guidava da sbronzo, e questo non si fa. Ma abbiamo scoperto che era per una buona causa.

    Charles Barkley told Arizona cops that he ran a stop sign because he was in a hurry to pick up a girl who had "given him a ‘blow job’ one week earlier," which the former NBA star described as "the best one he had ever had in his life."

    Basket Day

    January 5, 2009

    Un’overdose di basket. Grazie alla gentile disponibilità di Piero e famiglia, io e la mia lei abbiamo passato 10 ore comodamente spaparanzati su un divano a rimpinguarci di cibo e a guardare partite di basket. Degna conclusione delle vacanze natalizie, e ancora tanti ringraziamenti alla famigliola. Peccato che Sky ci abbia privato della possibilità di vedere l’impresa del secolo, ovvero il trilione (quando un giocatore fa segnare 0 in tutte le voci statistiche eccetto, ovviamente, i minuti) da 17 minuti di Matteo Soragna!

    Sulla prima partita non è che ci sia molto da dire, se non che il risultato è bugiardo. Vista la differenza in campo, Siena avrebbe dovuto vincere di 40 punti con la Virtus. La Mens Sana è una macchina in attacco, ma tutto nasce da una difesa incredibile. D’altra parte, nel caso ti trovassi a battere dal palleggio un esterno, poi devi trovare come concludere contro Eze (ma quanto è migliorato…), Stonerook e Sato, ieri devastante. Se non bastasse, dalla panchina esce Lavrinovic che continua a segnare con una facilità imbarazzante. La Virtus ha adottato una linea di compromesso con Boykins, ma ora come ora i due migliori sono probabilmente Langford e Giovannoni, due che il campionato italiano lo conoscono benissimo.

    Sfida salvezza piacevole tra Biella e Ferrara. Alla fine la spuntano i piemontesi, con Spinelli e Gist che nel secondo tempo alzano il volume in attacco. Valerio lo conosco da tifoso, con i suoi tanti pregi e i suoi tanti difetti. Avesse un arresto e tiro sarebbe giocatore da prima fascia, ma nell’ultimo mese sta facendo cose pazzesche. Positiva la fiducia nei suoi confronti di Bechi, dopo che nel finale di primo tempo aveva combinato un paio di pasticci. Non mi sembra un mistero che Biella giochi meglio quando in campo ci sono lui e Smith, con Gaines che infatti ha passato la ripresa comodamente assiso. Resto dell’idea che una squadra che punta alla salvezza necessiterebbe di un esterno con punti nelle mani in maniera costante. Biella ce l’ha, ma è Smith, non Gaines, che però in quei rari momenti in cui si accende fa vedere cose notevoli. Cose notevoli che ha messo in mostra anche Gist, atleta pazzesco, buon tiratore dall’arco. Anche lui mi sembra mancare di mid range game, ma il ragazzo è giovane. Ferrara invece non la comprendo a pieno. Una squadra con Collins, Apodaca, Ebi dovrebbe cercare di correre, non di arrivare ai 70 punti. Capisco che la presenza di Jamison faccia tendere verso un gioco in controllo, ma a questo punto la palla al centrone devi darla. Le poche volte in cui la Carife lo ha fatto, il buon vecchio Harold ha messo in difficoltà Biella, anche se gli anni iniziano a farsi sentire.

    Sarà stata la digestione, ma quella tra Avellino e Pesaro è stata l’unica partita che ho trovato veramente orribile. Attacchi confusionari, difese tutt’altro che buone. Nonostante giocassero spesso con quintetti bassi e leggeri, gli irpini hanno trovato una cornucopia di rimbalzi offensivi. Mi è piaciuto molto Warren, nonostante i tanti tiri sbagliati, mentre devo fare pubblica ammenda su Tusek, che giudicavo ormai finito e invece continua a portare mattoni importanti alla causa. Pesaro anche quest’anno non mi sembra una squadra, ed è alla disperata ricerca di un play. Sottocanestro, Akindele è una presenza, ma offensivamente siamo alla lettera A.

    Il match clou di basketblog è stato Montegranaro-Teramo, due squadre simpatiche, una rivelazione e mezzo (perché Teramo lo è solo per alcuni), due coach giovani in gamba, e tifo teramano sul divano. E’ stata una partita a scacchi. La Banca Tercas è partita malissimo, perdendo palloni in quantità industriali, poi ha trovato fluidità in attacco ma soprattutto è riuscita a non far trovare mai il ritmo a Montegranaro, grazie a una sapiente alternanza di difese a zona e a uomo. Sono stati Poeta e Brown a chiudere il match con alcuni canestri pesantissimi.

    In serata, sfida tra due squadre malate. Roma è sembrata in progressiva guarigione rispetto alle ultime uscite. Gentile continua a dire di non voler continuare fino a fine stagione da head coach, ma intanto è riuscito a dare delle gerarchie più definite tra gli esterni e a utilizzarli al meglio delle loro capacità. C’è ancora tanto lavoro da fare, ma siamo sulla buona strada. Milano invece è sembrata in fase terminale. Che Bucchi non mi sia simpatico si sa, ma quanto visto nel prepartita (le ultime tre azioni contro Treviso, ossia tre pick and roll consecutivi, alla faccia della varietà offensiva) va oltre la mia immaginazione. Niente di nuovo sotto il sole, manca la point guard che possa mettere in ritmo Thomas e Hall, solo nel finale sono arrivati palloni giocabili a Rocca, Hawkins vive di fiammate e niente più, si va avanti a pick and roll e tiri da 3.

    Jordan Hill

    December 30, 2008

    Devo ancora vedere qualche partita di Oklahoma - e di conseguenza di Blake Griffin - quest’anno, intanto mi è capitato di vederne un paio di Arizona, e devo dire che mi è piaciuto molto Jordan Hill. Power forward che in un sistema D’Antoniano può anche fare il 5, Hill è lungo, atletico e rapido e può correre facilmente per il campo. Parlo di sistema D’Antoniano perché, se in giro si leggono molti paragoni con Chris Wilcox, ultimamente è venuto fuori quello con Amare Stoudemire con il quale in effetti ci sono somiglianze interessanti: Stat è sicuramente più potente fisicamente, ma Hill sfrutta meglio l’agilità ricevendo in post e andando a canestro scivolando lungo la linea di fondo per la schiacciata oppure convergendo verso il centro, spiazzando l’avversario con una serie di spin moves e lasciando partire un dolce semigancio sia con la mano destra che con la sinistra. Mette palla a terra anche se ogni tanto gli capita di perdere la maniglia. Inoltre, il jumper è da rispettare, perché può colpire tranquillmente anche da 5 metri. Come rimbalzista sa farsi valere, ha senso della stoppata.

    Stephen Curry

    December 15, 2008

    Il nome nuovo sulla bocca degli appassionati Nba, in vista del prossimo draft, è Stephen Curry, la guardia che sta disputando la sua stagione da junior nei Davidson Wildcats. In realtà, il nome di Curry è noto a chi segue il basket Ncaa almeno dallo scorso marzo, quando i Wildcats furono la cosiddetta “cinderella” (letteralmente Cenerentola, ossia la squadra rivelazione) del Torneo, andando avanti a suon di upset contro squadre decisamente più blasonate, con prestazioni da grandissimo realizzatore del figlio di Dell, quindici stagioni in Nba e un tiro da 3 la cui efficacia è stata trasmessa a Stephen. Gonzaga, ad esempio, era caduta sotto i colpi di Curry, autore nel secondo tempo di 30 dei suoi 40 punti totali. E anche la Georgetown di Roy Hibbert non aveva saputo trovare le giuste risposte al folletto con la maglia numero 30, che dopo un primo tempo in cui aveva messo a segno solo 5 punti, si era di nuovo scatenato nella ripresa, terminando la partita a quota 30. Nelle Sweet Sixteen era stata Wisconsin a cadere, e il ragazzo ne aveva messi altri 33, confermando la tendenza a segnare nei momenti caldi con 22 punti nel secondo tempo.

    La splendida corsa di Davidson si era fermata a un passo delle Final Four, ossia all’ultimo tiro della finale dei Regionals, contro i futuri campioni di Kansas. Ultimo tiro che non era stato preso da Curry, che sulla rimessa (giocata non nel migliore dei modi) era stato triplicato ed era stato costretto a scaricare al compagno di reparto Jason Richards, la cui preghiera non era andata a buon fine.

    Finita la carriera universitaria di Richards, che tra l’altro si era mostrato come uno dei migliori play puri del college basket, nella nuova stagione la palla è finita stabilmente nelle mani di Curry, vero deus ex machina di qualsiasi azione dei Wildcats. Un cambiamento causato non solo dalla separazione forzata dal compagno di reparto, visto in preseason ai Miami Heat, ma anche dalla consapevolezza che i dubbi avanzati sul suo futuro Nba riguardano il difficile rapporto tra il suo ruolo e un’altezza e soprattutto una stazza non proprio da guardia pro. In questo primo scorcio di stagione Curry ha dimostrato di poter giocare stabilmente da PG, almeno in ottica Ncaa. Tutte le azioni partono dai suoi polpastrelli, e i volenterosi - ma poco talentuosi, Lovedale a parte - Wildcats sono a sua disposizione. La visione di gioco è buona, sa trovare il compagno smarcato quando serve. Probabilmente deve migliorare nel trattamento di palla, visto che a volte pasticcia un po’. Di sicuro Curry non ha perso la vecchia abitudine di segnare: al momento è oltre i 30 punti di media: il piazzato è una certezza, il primo passo è rapido e sa tenere i contatti, l’arresto e tiro, con stepback e rilascio rapidissimo, è commovente. Contro Western Virginia, che giocava praticamente con cinque esterni e cambiava a ogni pick and roll, è andato forse per la prima volta in difficoltà. Poi ha preso la partita in pugno e ha segnato 13 degli ultimi 15 punti dei Wildcats, vincendo la partita.

    Ora, in molti si chiedono cosa farà il ragazzo nella Nba e in che ruolo giocherà. Potrebbe fare la SG e avere affianco un play d’ordine, in grado di difendere sulle guardie. Potrebbe fare la PG, e in questo caso sarebbe ottimo se finisse in squadra con qualche stella abituata ad avere a lungo il pallone in mano, in modo da colpire sugli scarichi e da mitigare queste sue attuali lacune (comunque colmabili col tempo). Noi, da semplici appassionati, ci godiamo sto ragazzo. Se poi ai pro dovesse fare schifo (ma vedrete che non sarà così), ci sarebbero tante squadre da questa parte d’oceano pronte ad accogliere un trentellista…

    Un martedì da leoni

    December 9, 2008

    Giornata intensa. Andiamo in ordine cronologico: Udine si rinforza prendendo Joe Forte. Gran bel giocatore ma testa disabilitata. La Snaidero sicuramente fa un salto di qualità, anche se la faccenda non mi convince. Credo che Udine avesse bisogno di una vera PG che potesse essere il secondo realizzatore della squadra dopo Anderson. Forte lo vedo più come SG che fa da play aggiunto. Inoltre, come detto, potrebbe non avere la durezza mentale per reggere un campionato che probabilmente si deciderà all’ultima giornata. La presenza di Sacchetti, però, lascia ben sperare. In bocca al lupo a Udine.

    In serata arriva il botto: Repesa si dimette (la Fortitudo lo aspetta?) anche se c’è chi dice che abbia transato il contratto. Mossa inaspettata, ma Roma veniva da cinque sconfitte consecutive contro squadre non proprio del suo livello. Per ora tocca a Nando Gentile, sembra sia stato messo fuori rosa Allan Ray. Mi sembra che a Roma continui a regnare la confusione.

    Gli occhiali di Vladimir

    December 7, 2008

    Ancora Toronto

    November 24, 2008

     

    (da Sam Mitchell Overloaded)

    Sportitalia ci ha offerto la visione della pessima (non è colpa loro, per carità) Toronto-Boston. Ok, i Celtics sono uno squadrone, hanno una gran difesa e una bella circolazione di palla, ma i Raptors hanno fatto una figura barbina. Posto che non mi sembra un’ottima idea mettere Bargnani su Pierce, soprattutto se poi non sfrutti il missmatch in attacco, e posto che Andrea tanto male non ha fatto (primo tempo frenato dai falli, bene nel secondo), Toronto si è dimostrata di una pochezza unica tanto in difesa quanto in attacco. La difesa sembrava quella del dopolavoro, Calderon non teneva una penetrazione, a volte cambiavano sui pick and roll a volte no, perdevano posizione e cose di questo tipo. Di certo l’attacco non è andato meglio: protagonista in negativo ancora una volta lo spagnolo, che sorprendentemente sembrava la versione peggiore di Tj Ford, gettando palloni in maniera stupida. Circolazione di palla pari a zero, massimo tre passaggi per poi forzare un tiro da 5/6 metri con l’uomo addosso.

    Alternanza da Mago

    November 20, 2008

     

    0-19-0-12-9-18-2-15-12-5-25 (and counting…)

    Probabilmente Andrea si è lasciato coinvolgere dall’andamento schizofrenico delle borse di mezzo mondo, e così si spiegano le sue prestazioni. Certo, se trovasse un po’ di continuità positiva sarebbe a livelli davvero buoni. Sicuramente non lo aiuta l’incertezza sul suo ruolo: arrivato in Nba da 4, si è dovuto adattare a fare il 5 per convivere con Bosh. Dopo un’estate passata a metter su muscoli e movimenti da pivot, da qualche giorno viene schierato addirittura come ala piccola.

    PS: un sentito ringraziamento a Puccio per il titolo.

    Roma-Siena (and more…)

    November 17, 2008

    E’ andato quasi tutto secondo i piani. Pranzo ottimo dalla sora Ines ad Ariccia, compagnia di primissimo livello. Unico dettaglio: Simone aveva lasciato i biglietti in banca a Roma. Tentativo di recupero andato a vuoto, ci tocca ricomprarli e inoltre arriviamo pure a partita già iniziata.

    Comunque… della cronaca della partita frega poco, l’avrete letta altrove e francamente non riesco ad essere preciso. Siena prende presto il largo. Roma decide di rifugiarsi nella tana del lupo provando a difendere a zona e viene puntualmente punita anche quando questa si trasforma in zone press. La Lottomatica riuscirà a rifarsi sotto ma sul -6 sprecherà un buon contropiede con Jennings.

    In definitiva Siena nettamente superiore, e Finley potrebbe essere l’aggiunta dell’anno visto che se la sta cavando molto bene (a parte un paio di cazzate) con un T-Mac un po’ appannato. Lavrinovic allucinante, Shaun Stonerook invece mi eccita sessualmente e non ho problemi ad ammetterlo. A parte lo schiaccione, a parte la difesa, a parte il playmaking, ma dove lo trovate uno che vi fa 29 di valutazione con 4 tiri?

    Su Roma la questione è un po’ più ostica. Non si tratta di demolire la Lottomatica, che è comunque una squadra discreta, ma quella vista oggi è davvero poca cosa e sembrava più un’accozzaglia di giocatori di talento allenati male, come dimostra la scelta della zona, come dimostrano i minutaggi col misurino, come dimostrano scelte che trovo assurde e che ora spiegherò. Lati positivi: un Hutson solido, giocatore la cui classe avevamo già apprezzato per poco tempo a Napoli e che con gli anni è maturato, e Jaaber vivace. Ma oggi Roma campava sulle folate di Jaaber, e con tutto il bene non è che puoi farci sto grande affidamento. Becirovic totalmente fuori dal match, Allan Ray totalmente fuori da questi livelli. Jennings ha fatto vedere un paio di buone cose quando ha giocato in campo aperto, ma per il resto c’è stata qualche scelta discutibile. Inutile tenerlo in campo, poi, se la palla la tiene Jaaber. Gabini 5 minuti in campo, ma abbastanza per compiere disastri su disastri. Poi c’è la faccenda Brezec: mai cercato, neanche quando Eze aveva 4 falli a metà del terzo quarto. Si discuteva con Dis/Impegno del fatto che Repesa potesse tenerlo poco in campo perché incapace di difendere su Lavrinovic. Ok, possibile. Ma, a parte che comunque lo poteva stancare in difesa (pur con tutti i progressi del lituano), a questo punto si tratterebbe di un acquisto sbagliato. Lo scudetto passa per Siena. Che senso ha, per la maggiore concorrente della Mens Sana, prendere un giocatore che contro i lunghi senesi non può essere schierato se non quando c’è Eze?

    Dinone ci prova

    November 15, 2008

    Non si può non essere contenti della decisione di Dino Meneghin di candidarsi a presidente della Fip. Il problema è che il pezzo che ho linkato non propone nulla di particolarmente innovativo per rilanciare il basket italiano. Insomma, sa tutto di già sentito.

    Altro timore deriva dal legame con Recalcati… riusciremo a liberarcene, prima o poi?

    L’intervento più urgente, però, dovrebbe essere il rilancio del dialogo con la Lega. Possibilmente costringendoli a eliminare quel cazzo di banner nel netcasting. Gliela do io l’America…

    Il programma di domenica

    November 12, 2008

    Se tutto va come deve andare, ecco il mio programma per domenica. Prima un lauto pranzo…

     

    E poi la sfida della domenica, con la possibilità di vedere due dei migliori giocatori d’Europa.

      

     

    November 11, 2008

    Succedono cose di cui non vorresti mai parlare. Triste pensare che delle persone possano morire mentre si recano a giocare una partita di basket. Ancora più triste se a essere coinvolti sono dei ragazzini. Le più sentite condoglianze ai familiari delle vittime e alla JuveCaserta.

    Siena-Barcellona

    November 7, 2008

    Il quarto quarto della Mens Sana andrebbe fatto vedere ai bambini. Intensità difensiva pazzesca, attacchi ragionati con tante penetrazioni. Se volete vedere un giocatore dominare una partita senza segnare neanche un punto, Shaun Stonerook è l’uomo che fa per voi. La Gorgone ha preso i rimbalzi che doveva prendere, ha illuminato i giochi con i suoi passaggi intelligenti e ha portato blocchi fondamentali per i tiratori. Siena fino a quel momento aveva sofferto i pick and roll tra Lakovic e Vazquez e l’atipicità di Ilyasova. Poi Finley e Kaukenas hanno iniziato ad affondare nella difesa blaugrana. Il sipario lo ha fatto calare Henry Domercant: finta, passo, arresto e tiro poetici per rapidità di esecuzione ed efficacia.

    Shock

    November 4, 2008

    Billups e McDyess tornano dopo tanto tempo a Denver. Iverson sbarca a Detroit. Mettiamo subito le cose in chiaro: non sono un fan di AI, lo ritengo uno splendido solista. Il primo pensiero è stato a una concorrente in più per Dallas. Billups è in parabola discendente ma resta un giocatore fenomenale, McDyess - se resterà perché potrebbe non gradire la destinazione - ha anche lui visto anni migliori ma è un veterano solido e che può dare il suo contributo. I Nuggets erano un’accozzaglia di giocatori, con Mr. Big Shot in posizione 1 sembrano avere un senso e Anthony potrà essere il leader assoluto della squadra.

    In ottica Pistons, è una mossa che ricorda un po’ quella di Dallas dello scorso anno per Kidd: si cerca di fare il colpaccio subito, altrimenti si va di rifondazione. Rasheed (che coppia nello spogliatoio!) è in scadenza, Iverson pure e libera parecchio. Intanto si cerca di far migliorare Stuckey, cioè il futuro, in PG e Maxiell e Johnson sotto i tabelloni. Certo, Iverson ha bisogno di parecchi minuti, ed è difficile che li conquisti come 2, visto che lì c’è Hamilton che probabilmente risentirà più di tutti della mancanza di Billups e del sistema di blocchi per liberarlo al tiro, visto che probabilmente aumenteranno gli isolamenti e che quando Iverson tocca palla difficilmente la molla se non come estrema ratio. 

    Shootaround v.2

    November 3, 2008

    La sconfitta, netta, della Virtus a Pesaro lascia solo Roma e Siena davanti. Tra due domeniche si affronteranno e ci faremo qualche idea in più. Posto che Pesaro è un campo tosto, il -34 ridimensiona di parecchio i bolognesi. E allora, a meno che le altre non tirino fuori dal cilindro qualcosa di inimmaginabile, saranno queste due a giocarsela. Tra l’altro entrambe oggi hanno vinto in scioltezza.

    Roma ha messo per la prima volta Teramo in difficoltà. Repesa non mi fa impazzire, con le sue rotazioni iperpompate, ma va detto che sta mettendo Gigli e Datome in condizione di esprimersi al meglio. La nazionale potrebbe aver ritrovato due importanti pedine. Ne avrebbe trovata anche una terza, ma finché ci sarà Recalcati sulla panchina dubito che Mancinelli riuscirà mai a trovare grande spazio. Intanto Mancio sfiora i 20 di media a partita, con più del 65% da 2 e quasi il 50% da 3.

    La F è una squadra pazza, e il suo miglior giocatore rappresenta al meglio questa pazzia. Qyntel Woods avesse un po’ di testa sarebbe un fenomeno, ma probabilmente non sarebbe da queste parti. Venerdì contro Rieti ha sfiorato la tripla doppia con una prestazione totale.

    Milano ancora in affanno, ma oggi parliamo di Montegranaro. Garris dimostra, nel caso ce ne fosse bisogno, l’importanza di avere un play in squadra. Non consideriamo neanche l’ultima azione vincente, ma è proprio la gara in sé. Forse aveva qualche sassolino dalla scarpa da togliersi, così come sicuramente li avevano Brandon Hunter ("non capisce gli schemi") e Simone Flamini, costretto e centellinato per due anni da Bucchi a fare il tappabuchi come 4 quando è palesemente un 3. Simone ha giocato la sua solita intensissima gara difensiva e in più ha messo 3/4 da 3.

    Un piccolo sguardo alla LegaDue. Di Marcelus Kemp e Kyle Hines ne abbiamo già parlucchiato su questo blog, e se la stanno cavando alla grande. Da tenere d’occhio questo Zabian Dowdell, che sta segnando (tanto) con percentuali irreali. 36 stasera. 

    Ho visto Portland-San Antonio e mi sono innamorato dei Blazers. Eccitante è il vocabolo che ritengo più adatto a descrivere questa squadra. Posto che gli Spurs rischiano di faticare parecchio fino al ritorno di Ginobili, nonostante un Duncan che resta tuttora il miglior giocatore al mondo, quello di Portland è un progetto affascinante. Tantissimo talento, tantissima gioventù. Certo, per ambire ai massimi livelli mancano giocatori di esperienza, ma Roy è già un leader e Aldridge si sta configurando come ottimo secondo violino, mettendo su una vasta gamma di movimenti offensivi che unisce a una dose straordinaria di atletismo. Aspettando Oden, perennemente alle prese con guai fisici, il resto della squadra è di gran livello. E anche lo spot di 3, che sembrava essere il punto debole, ha visto alzare le sue quotazioni, con il miglioramento progressivo di Outlaw e l’arrivo di un sorprendente Batum. E poi c’è Rudy, e che ne parliamo a fare.

    Welcome back Jerome

    October 31, 2008

      

    C’è curiosità nel rivedere in campo Jerome Allen, che ha firmato per Veroli. Allen è sicuramente il miglior play visto a Napoli nell’era Maione: non un gran tiratore da fuori, con una meccanica strana, ma abile nel dettare i tempi della squadra e soprattutto nel tirar fuori il meglio di sé nei finali di gara. Ricordo perfettamente una stagione in cui decise 3 gare di fila all’ultima azione, con un recupero e un contropiede. Si era ritirato dopo aver giocato a Udine, con le ginocchia in fiamme, tornerà in LegaDue. In bocca al lupo. 

    Bulls-Bucks

    October 29, 2008

    Buono l’esordio di Derrick Rose, ma mi sono focalizzato un po’ sui Bucks. C’è tanto da lavorare, Bogut va coinvolto di più come passatore, e il matrimonio tra Ridnour e Skiles non mi sembra affatto dei più solidi. Mi stupirei se superassero le 35 W.

    Finalmente si comincia anche di là

    October 28, 2008

    Diciamoci la verità: non se ne poteva più. Mancava quel rito quotidiano, di prima mattina, di accendere il pc e vedere i risultati della notte Nba. E’ una stagione difficile da decifrare, al momento nessuna mi sembra tanto più forte delle altre. I Celtics devono essere in grado di riconfermarsi, ma KG e Allen hanno un anno in più e la partenza di Posey si farà sentire parecchio, specie quando sarà il momento di mettere la museruola a James o Bryant. A est i Pistons devono dimostrare che il problema era Flip Saunders. Occhio che Sheed è nel contract year, potrebbe venire fuori una bella stagione. I veri rivali però potrebbero essere i Cavs, se Mo Williams dimostrerà di essere la seconda opzione valida per LeBron. Phila mi sembra buona ma non so perché c’è qualcosa che non mi convince, così come Atlanta che ha una panca corta corta. I Magic sono a una PG dalla finale di conference, sempre se SuperDwight non incoccia uno Sheed in una serie precedente. I Raps mi piacciono pochino, per fortuna c’è Calderon, sperando in un Bargnani più deciso. David Lee st’anno potrebbe fare grandi numeri. 

    A ovest direi Lakers su tutti, credo che alla fine siano quelli più indicati alla vittoria finale. Però ho alcune riserve: a) l’inserimento di Bynum e la coesistenza con Gasol e Odom; b) la perdita di Turiaf potrebbe pesare parecchio. Inoltre non hanno risolto il problema principale, cioè la mancanza di un difensore perimetrale e uno interno. Dopo di loro, gli Hornets, con talismano-Posey, e poi Spurs (anno pari e Ginobili fresco in vista dei playoff…) e Rockets se Adelman fa quadrare il cerchio. I Jazz devono migliorare la difesa ma possono dire la loro, seguirò con grande interesse Portland che è una squadra giovane ma talentuosissima. 

    Per Dallas non ho grandi attese, mi farebbe piacere arrivare ai PO e giocarcela il più possibile, magari con un buon contributo da Bass e - perché no - Gerald Green. Buona stagione a tutti!

    Shootaround v.1

    October 27, 2008

    Provo a inaugurare questa rubrichetta di pensieri sul campionato o altro.

    Teramo c’è andata vicino, vicinissimo. Non stupisce che a decidere la partita più complicata di Siena dal Maccabi a oggi sia stata un’azione targata Shaun Stonerook, il metronomo della Mens Sana. Tripla doppia sfiorata per lui, con 9 rimbalzi e la chicca di 8 recuperi (e mettiamoci pure i 4 assist). Nel momento in cui ha subito il fallo che lo ha portato in lunetta per i tre liberi decisivi, aveva 1/6 dalla lunga distanza. Capobianco (di cui questo blog è fan da tempi non sospetti, anche da quando non esisteva) ha avuto poco da un Hoover stranamente timido e da un Moss impreciso. Ma ha avuto tanto, per la seconda gara di fila, da Jaycee Carroll. Jaycee è un attaccante micidiale: al college, pur se non di primissima fascia, aveva segnato anche 44 punti in una partita. Sembra quei classici bianchi tiratori, ma in realtà non disdegna buttarsi dentro ed offre un buon contributo anche a rimbalzo.

    Con Siena ci sono Roma e la Virtus: la Lottomatica si fa valere a Biella. Brezec continua a mettere cifre su interessanti ma a rimbalzo si fa notare poco, e così devono rimediare i Gabini, i De La Fuente e i Datome. Questi ultimi due, in particolare, possono rappresentare la marcia in più per la squadra di Repesa, in un ruolo che molti (e mi ci infilo a metà, perché un rendimento simile di Datome francamente non me lo aspettavo) ritenevano scoperto. La Virtus continua ad avere molto da Boykins, mentre Ford si conferma re dei tabelloni. Udine francamente al momento sembra davvero poca cosa, anche se la coppia venezuelana ha messo su - per la prima volta - buone cifre.

    Milano e Fortitudo, per motivi decisamente diversi, sembrano le grandi più in difficoltà. L’Armani Jeans aspetta Vitali, ma intanto mi sembra abbia dei grossi buchi nelle posizioni 1 e 4, e basandosi il gioco di Bucchi particolarmente su questi due giocatori, possiamo immaginare il problema. Vitali sarà fondamentale anche per contribuire alla ripresa di Rocca, ma a Milano sembra mancare più che altro una prima opzione offensiva, qualcuno a cui dare la palla in quei (non rari) momenti in cui la palla non entra. Hawkins potrebbe esserlo da un punto di vista tecnico, ma mentalmente non sembra pronto. Intanto si è parlato di un possibile arrivo di Nick Fazekas, meteora a Dallas, qualche buona partita con i Clippers. Mano morbida, rimbalzista discreto, ho dei dubbi sulla tenuta difensiva contro i 4 europei. Potrebbe switchare di posizione in difesa con Sow e Rocca? La Fortitudo invece è un cantiere aperto: Forte a quanto pare è stato fatto fuori per motivi comportamentali, Gordon e Barron sono infortunati, Huertas deve ancora calarsi nella realtà italiana. Non basta così il talento di Woods e Mancinelli e la concretezza di Malaventura.

    Per la lotta salvezza, prime vittorie per Ferrara, trascinata da un Collins monumentale, e Caserta. Detto di Udine, non si può non ammirare il buon inizio di Montegranaro e Rieti, due squadre che hanno vissuto un’estate travagliata. La Premiata ha rinunciato a Kemp e Rice per affidarsi a un colossale Brandon Hunter, a due volpi come Garris e Minard e al talento di Bryce Taylor. A Rieti Lardo rischia di fare un (altro?) miracolo, dopo aver perso Pickett e soprattutto Harvey. 

    FantaNba

    October 19, 2008

    E come ogni anno, anche in questa stagione partecipo a due leghe di FantaNba, su hoops. Sono due leghe da 16 squadre ciascuno.

    La prima è quella del forum di TgmOnline, e il roster è: Chauncey Billups, Derek Fisher, Jameer Nelson, Louis Williams, LeBron James, Linas Kleiza, Al Thornton, Marvin Williams, David West, Darko Milicic, Mehmet Okur, Samuel Dalembert.

    La seconda invece è con i ragazzi di Basketime: Steve Nash, Mike Bibby, Joe Johnson, Mickael Pietrus, Peja Stojakovic, Ryan Gomes, Lamar Odom, Andray Blatche, Drew Gooden, Tim Duncan, Marcus Camby, Nene Hilario. Quest’ultima mi sembra decisamente più forte. 

    Piero Bucchi (ok, è presto, però…)

    Non avendola vista, attendo il commento di Lofa.

    Sugli stranieri

    October 17, 2008

    Mi sembra che la mossa di Meneghin abbia perlomeno ottenuto il risultato di coinvolgere spesso la Gazzetta in queestioni riguardanti il nostro basket. Sul sito è reperibile un’intervista, ma soprattutto un sondaggio sul basket che vorremmo. Sondaggio che - pur prendendolo con le pinze per l’attendibilità - contiene dati contraddittori, e dimostra che la confusione non c’è solo tra i dirigenti cestistici, ma tra gli stessi tifosi. Se, infatti, la maggioranza dei tifosi ritiene che gli italiani nel nostro campionato debbano essere la maggioranza e vorrebbero una riduzione a tre o addirittura due extracomunitari per squadra, la stessa maggioranza ha votato per l’opzione "mi interessa la forza, non il passaporto di un giocatore" e afferma che davanti alla tv si gusta di più una partita di Nba che una della Nazionale o del campionato.

    Strana domenica

    October 13, 2008

    Per non pensare all’inizio del campionato ho deciso di allontanarmi dalla città. Abbiamo fatto una gitarella fuori porta e gozzovigliato. Ma al ritorno non ho resistito e sono andato a vedermi i tabellini. A parte la giornata-no dei miei pupilli sparsi per la penisola (Jamont Gordon in primis), riequilibrata almeno dalla giornata-sì di quelli che disputano il campionato di LegaDue (Kyle Hines in primis), ho accolto con un sorriso i primi due punti di Teramo, la squadra che per una serie di motivi (Capobianco, Poeta, Moss, Carroll, Cerella, Brown) avrà la mia simpatia quest’anno. Siena ha ricominciato là dove aveva terminato, e le due vecchie conoscenze (Bucchi e Mason) hanno colto una vittoria importante su un campo difficile.

    Bestemmia volante

    October 10, 2008

    Stavo scrivendo un bel post lungo lungo di presentazione al campionato (ne parliamo oggi su Rbg alle 18) ma ho simpaticamente chiuso il browser senza aver salvato. Un pezzo di letteratura andato perso, pazienza.

    Per farla più breve, ecco il ranking: Siena, Roma, Virtus Bologna, Milano, Fortitudo Bologna, Treviso, Avellino, Cantù, Pesaro, Teramo, Caserta, Ferrara, Biella, Montegranaro, Udine, Rieti.

    Invito tutti, specie i ragazzi di FingerRoll, alla grattatio pallorum. 

    Mentalità vincente e spirito del gioco

    October 9, 2008

    Frego pari pari dal blog di kcjones, ma credo che questa frase di Shaun Stonerook incarni il gioco che così tanto ci piace: "Il basket non è solo segnare. Se fosse stato così non avrei giocato così tanto. Ci sono molti aspetti importanti per essere un team vincente. C’è la difesa, ci sono i rimbalzi, devi essere bravo a piazzare i blocchi e poi, è chiaro, anche a fare canestro. Dobbiamo essere presenti su entrambi i lati del campo. Per quanto mi riguarda cerco di dare sempre il massimo dove la squadra ha più bisogno di me per vincere. Il basket è un grande sport e sono felice di essere parte di esso".

    Contratti, doppi contratti, contratti di immagine

    Rifacendomi a quanto scritto in altre sedi da Paolo Citrini, perché nessuno si è soffermato sulla questione del contratto di Ruben Wolkowyski? Per chi non lo sapesse, Scafati ha subito una penalizzazione sulla classifica dello scorso campionato perché aveva depositato un contratto (sbianchettandolo!) a cifre decisamente più basse. La pratica dei contratti in nero, o dei contratti "di immagine", per gonfiare i compensi dei giocatori, è nota a chiunque o quasi frequenti un palazzo dello sport. Di conseguenza, le cose sono due: a) la Lega e la Fip non frequentano i palazzi dello sport; b) stanno continuando a chiudere più di un occhio per faccende di questo tipo, quando - per il bene di questo sport - sarebbe stato giusto approfittare del caso Wolkowyski per far scoppiare la bolla e fare un po’ di pulizia in questo sport.

    Avellino/2

    October 8, 2008

    Torno a parlare della questione Avellino, visto che il blog è stato linkato su un forum di tifosi avellinesi, e c’è stato anche un post di un ragazzo. Se ho capito bene, la sua tesi è che Dickau ad Avellino avrebbe giocato (causa problemi alla schiena, immagino) una decina di minuti, e giustamente era uno spreco di risorse e di denaro. Dall’altra parte, Dickau in America può fare senza problema il giocatore di rotazione a prezzo molto minore. E’ una tesi giusta, per carità. Certo, mi sembra un po’ strano rinunciare all’investimento principe della società a pochi giorni dal campionato. Mi dispiace che qualcuno abbia pensato che io stessi mandando delle "secce", come diciamo da queste parti, agli avellinesi. Eppure c’è anche un bell’ "in bocca al lupo", che è stato bellamente ignorato. Eppure è la loro mascotte…

    Semplicemente, penso che se fossi in Avellino, non starei tranquillissimo, per una serie di parallelismi che ha evidenziato anche il buon Zio James di basketime e che ci stanno, ed è inutile negarlo: a) vittoria della Coppa Italia; b) ottima stagione con accesso all’Eurolega. E fin qui tutto a posto. c) necessità di ampliamento del palazzetto (con il presidente che spende in prima persona); d) istituzioni assenti, e di conseguenza anche soldi assenti; e) minacce di abbandono. A questi si sono aggiunti f) sconfitta in Supercoppa; g) cambio del play titolare.

    Sono tantissime coincidenze, molte delle quali inutili al nostro discorso, ma io francamente un po’ sarei preoccupato. Che poi magari Avellino ci abbia anche guadagnato dalla rinuncia a Dickau, visto che intanto ha preso Diener e Nardi, oltre a Best, ci può anche stare. Ma le coincidenze ci sono. Saluti agli Original Fans da un "napulillo".

    Meneghin su Repubblica

    October 6, 2008

    Interessante l’intervista al Dinone nazionale su Repubblica. Rilancia la faccenda degli italiani che vanno aiutati ma non trovano spazio. Mah, condivisibile ma fino a un certo punto. Resto dell’idea che se è uno è bravo, gioca. Certo, probabilmente la maggior parte delle società punta sugli americani anche per un fatto di nomi, di incassi, di spettacolo, di abbonamenti. Però se sei bravo in serie A ci giochi. Certamente, i ragazzi dovrebbero essere messi nelle condizioni di crescere e di fare i loro errori senza angosce, senza la paura di essere tolti alla prima incertezza. In un altro post avevo proposto la possibilità di dare vita a una sorta di campionato under22, ma non so quanto cambierebbe la situazione, visto che si tratterebbe sempre di partite tra ragazzini e visto che comunque lo sforzo economico sarebbe ingente. Si potrebbe pensare, invece, ad affiliazioni con società minori vicine territorialmente, per far giocare i ragazzini in b1 o in LegaDue per un paio d’anni e poi tornare a casa pronti per entrare in rotazione nella massima serie.

    A quest’ora

    October 5, 2008

    Sarei dovuto essere a Roma ad assistere alla prima di campionato. E vabbè.

    Avellino

    October 2, 2008

    La situazione in Irpinia non sembra delle migliori. Dan Dickau, il play con esperienze Nba acquistato quest’estate e con lo stipendiuccio superiore al milione, è stato tagliato. Si è parlato di problemi alla schiena che gli impedissero di giocare con frequenza. Ma Dickau ha firmato nella notte con i Golden State Warriors, tanto male non dovrebbe stare. Avellino, invece, ha ripiegato su un giocatore decisamente più economico, Travis Best.

    Da osservatore esterno, l’impressione è che Avellino stia percorrendo la stessa parabola negativa che abbiamo percorso noi. Nello stesso anno vittoria della Final Eight e qualificazione all’Eurolega, stessi problemi di palazzo dello sport da ampliare, stessa volontà dei due presidenti di anticipare i soldi per i lavori, steso atteggiamento del Comune di fronte alla necessità di sborsare questi soldi anticipati. Ercolino è già sbottato in paio di occasioni, ha minacciato di affidare la società al Comune. In bocca al lupo, ma l’impressione è che anche loro - come noi - abbiano fatto il passo più lungo della gamba.

    Cambiando argomento e facendo il solito spottino, domani alle 18 su Rbg parleremo del basket di mamma Africa.

    Podcast

    October 1, 2008

    Per chi volesse sentire qualche vecchia puntata, hanno messo su i podcast. Basta andare alla pagina del programma, cliccare sulla puntata che interessa (ovviamente già andata in onda) e poi su CLICCA PER ASCOLTARE LA PUNTATA IN PODCAST.

    Del più e del meno

    September 29, 2008

    Mentre segnalo come al solito che il martedì saremo in onda, come sempre alle 18 su Rbg, discutendo di risse Nba storiche, ritengo opportuno riflettere un po’ sulla situazione del movimento in Italia a pochi giorni dal via, con ricorsi ancora pendenti, un calendario che ancora non esiste, e cose amene di questo tipo. Non ci vuole certamente un genio per capire che la situazione è grigia tendente al nero. Una nazionale in difficoltà, risorse limitate, nuove frontiere del gioco con tanti denari. Intanto noi ci troviamo in preda a una marea. Chi deve vigilare non vigila, e le pezze per rimediare alle furbate di qualcuno vengono messe in ritardo abnorme. Non si riesce a investire sui vivai, e intanto ci si scervella su quale formula sia la migliore (o la meno peggio?): 4+2, 3+3, 2+4. Non credo che gli spettatori (a proposito, unica notizia buona, quelli aumentano) vadano a vedere una partita per seguire un italiano o un americano o un croato. Vanno per vedere basket, del bel basket, perché alla fine parliamo del gioco più bello del mondo, e allora chissenefrega del passaporto. Resto dell’idea che la Lega debba, in maniera indolore, staccarsi da una Fip purtroppo allo sbando, e dare vita a un proprio campionato. Di cose da fare ce ne sarebbero parecchie, ma è il problema è sempre quello. Chi può interessarsi al prodotto basket in un paese che comunque è decisamente calciofilo? Fare una Lega chiusa comporterebbe imprenditori appassionati, che decidano di dare vita a realtà solide. Ma il basket è - per fortuna, più che purtroppo - uno sport che attecchisce molto in città sicuramente non enormi, come Biella o Montegranaro ed altre. Quindi l’ipotesi di dare vita a una Lega che abbia, ad esempio, vincoli di strutture (palazzetti non meno capienti di tot) in Italia non può funzionare. Si potrebbe "costringere" le società, o le franchigie che dir si voglia, ad avere obbligatoriamente una squadra di under 23 da schierare, prima di una partita di campionato, contro la under 23 dell’avversaria, per dare vita a un campionato giovanile. 

    Sono solo cazzate che mi sono venute in mente mentre scrivevo queste due righe, sono sicuro che qualcuno ben più dentro al sistema di me possa fare decisamente di meglio. La mia speranza, però, è che a decidere del futuro del basket italiano possano essere persone che il basket lo hanno vissuto e giocato. Non freddi manager o pseudoesperti di marketing. 

    Born To Be Wild

    September 25, 2008

    Domani alle 18 su Rbg parleremo di un idolo assoluto: Dennis Rodman.

    Spero poi di poter tornare ad aggiornare il blog con maggiore regolarità, che ultimamente ho avuto un po’ da fare. 

    Italia sì, Italia no

    September 23, 2008

    Oggi alle 18 Uno spicchio tira l’altro si occuperà del particolare periodo della nazionale italiana. Sintonizzatevi su Rbg e se volete sentire della buona musica accendete i vostri lettori multimediali alle 17 per ascoltare Five O’ Clock. Per commenti e altro, e per rispondere al sondaggione di questa puntata: spicchio.rbg@hotmail.it

    The End

    September 21, 2008

    Dunque, non so cosa verrà fuori da questo post ma facciamo un tentativo. Innanzitutto, bisogna ricordarsi che - per quanto bello - è pur sempre un gioco. Quindi parliamo di quello che magari per noi tifosi è un dramma, ma tenendo ben in considerazione che i drammi sono ben altri. Diverso aspetto, invece, è quello che coinvolge chi lavorava in società e che si ritrova in mutande. Ecco, lì è giusto parlare di dramma, e Bartocci&Costa, così come tutti quelli che lavorano in società, dal medico al magazziniere, sono le prime vittime di questa situazione.

    Una situazione che, francamente, non era inaspettata. Oddio, visto il -15 pensavo di essermela scampata. E invece non è stato così. Almeno noi abbiamo avuto il tempo di prepararci, al contrario di Capo d’Orlando che, a mio avviso, paga la volontà della Fip di ridurre il campionato a 16 squadre e paga la nostra situazione. La loro violazione è decisamente meno grave della nostra, anche se c’è ed anche se Sindoni non mi sembra affatto uno stinco di santo.

    Metto subito le cose in chiaro dicendo che accetto, così come tutti i tifosi napoletani (basta leggere su Basketime), le decisioni della Fip. Insomma, la situazione era diventata intollerabile, in passato si era chiuso più di un occhio (e non solo per noi…), con la falsificazione del documento si è andati oltre. Purtroppo è andata così, e almeno non dovremo vedere più scene come quella dello sciopero nella ultima Napoli-Scafati. Le cause sono tante: il gruppo Maione vive un momento pessimo e si è fatto, più di una volta, il passo più lungo della gamba. Ho sempre sostenuto che la vittoria della Coppa Italia fosse arrivata, paradossalmente, troppo presto, che la società non fosse pronta, che le basi non fossero solide, che i risultati sempre in crescendo ci rendessero poco avvezzi a soffrire. La qualificazione all’Eurolega ha fatto il resto. Maione ha anticipato i soldi per il rifacimento del PalaBarbuto, e là è stato il primo patatrac. Il Comune è ancora debitore, non so se di tutta la cifra o solo di una parte. Parliamo comunque di parecchi soldi. Intanto, iniziavano i lavori per il Mario Argento, ma finivano prima di subito. Lo storico palazzo dello sport è ancora lì, con le tribune al vento, a dimostrare l’ennessimo fallimento di una città. Il secondo guaio è stato quella Napoli-Treviso di fine gennaio. Bastava una vittoria per andare alle Top16 di Eurolega, pochi giorni prima eravamo andati a Treviso lasciando loro una facile vittoria che gli permetteva l’accesso alle Final Eight. Non si sa se ci fu accordo o meno, se qualcuno lo violò. Fatto sta che perdemmo una partita ridicola, niente Top16, niente soldi. E poi gli scioperi degli ultimi anni, gli stipendi non pagati e via dicendo. In tutto questo Maione continuava a illudere i tifosi meno attenti, parlava di assegno in bianco per Greer… Il comunicato di ieri è l’ennesimo esempio di un personaggio che tanto ha dato al basket italiano ma che non è stato in grado di porsi dei limiti, non ha voluto aiuto quando la squadra aveva toccato l’apice, ha voluto cercare comunque di guadagnare qualcosa nonostante gli acquirenti interessati scappassero dopo la visione dei libri contabili.

    E ora? E ora non si sa che succederà. E la questione è triste, perché mi mancherà non solo per l’aspetto del gioco, in un campionato che mai come quest’anno sembra interessante. Ma mi mancherà perché adoravo l’ambiente al palazzetto, gli amici con cui guardare la partita e commentare, persone con cui rimanere a lungo nel palazzo anche dopo la fine della partita. E all’improvviso tutto questo ci viene scippato via. Firmerei per una B1, ma la sensazione è che qui si rischi di rimanere per parecchio tempo senza una squadra.

    A margine, due parole su Fip e Lega. Sarebbe anche il momento che i signori in questione si accomodassero alla porta. Scandaloso che gli organi di vigilanza non vigilino, e che al 20 settembre ancora non si sappia chi (e contro chi) scenderà in campo il 5 ottobre. Direi che quest’anno si è abbondantemente oltrepassato il ridicolo. A contribuire a quest’oltrepassamento, la decisione (passato al momento un po’ sottosilenzio, coperta dalla notizia delle esclusioni) di ridurre in maniera graduale gli stranieri che parteciperanno al campionato italiano, destinato a scendere di livello proprio ora che si stava rivedendo la luce. Francamente, non lo ritengo il modo migliore per stimolare la crescita di un movimento. Poi, se a loro piace un campionato imbottito di Zacchetti, Infante e Cotani (con tutto il rispetto, però…), se lo tengano. Se poi un giovane italiano in virtù di queste regole si sente legittimato a sparare cifre blu per il contratto, di gran lunga superiori al prezzo medio di un buon americano, non venissero a lamentarsi della spaccatura del campionato e se vincono solo quelle 2 squadre. 

    Piango

    September 20, 2008

    Non doveva finire così. Aggiungerò qualcosa a mente fredda. Forse.

    New York, New York

    September 19, 2008

    Oggi alle 18 su Rbg puntata di Uno spicchio tira l’altro dedicata al rapporto tra la città di New York e il basket. Secondo me è venuta abbastanza bene, se avete cinque minuti ascoltatela e fatemi sapere che ne pensate. Se non fanno casino, replica alle 22.

    Intanto annuncio che le puntate del 30 settembre e del 3 ottobre probabilmente saranno sul campionato italiano. Se avete qualche domanda o qualche cazzata per movimentare un po’ la trasmissione fatemi sapere! Per qualsiasi cosa spicchio.rbg@hotmail.it

     

    -15

    September 17, 2008

    A Napoli fa freddo. Molto freddo. Quindici punti di penalizzazione, in attesa del Consiglio Federale che potrebbe comunque darci un bel calcio in culo. Allora, vediamo un po’ che posso dire, cercando di essere il più obiettivo possibile. Mettiamo subito le cose in chiaro: innanzitutto c’è tanta vergogna. Non dovrei essere io a vergognarmi, perché il pezzotto non l’ho di certo fatto io. Ma mi vergogno perché la mia squadra ha imbrogliato, perché la squadra della mia città ha imbrogliato. Seconda cosa: la pena. Dunque, si è parlato molto di radiazione, ho letto molti interventi da Varese (che guardacaso doveva salire nel caso fossimo stati radiati) che se la prendono con l’ingiustizia e cose di questo tipo. Mi dispiace per loro, però sono costretto a far notare che il regolamento della Fip non prevede la radiazione per fatti di questo tipo. La stampa ne ha parlato spesso e probabilmente li ha influenzati, ma bastava leggere il regolamento. I 15 punti sono giusti, a mio avviso. Poteva essere leggermente più pesante, ma io credo sia una sentenza abbastanza giusta, perlomeno a norma di legge. Poi si può dire che era più giusta la radiazione, che era più giusta la retrocessione in LegaDue (che forse ci avrebbe fatto comodo). Ma la legge prevedeva la penalizzazione, e penalizzazione doveva essere.

    E mo’? Mo’ sono cazzi, ovviamente. La penalizzazione vuol dire che non avremo sponsor. Niente sponsor, niente soldi. Niente soldi, niente stipendi. Insomma, la salvezza, anche in caso di riduzione a 10/12 punti, è praticamente impossibile. Per quello dico che una retrocessione in LegaDue ci avrebbe paradossalmente fatto comodo, perché probabilmente ci avrebbe fatto guadagnare un anno. Peccato perché sta squadra secondo me poteva sorprendere. Attendiamo altri sviluppi.

    Ready? Go!

    September 16, 2008

    Parte oggi alle 18 un progetto che mi vede protagonista assieme al caro amico robbiatese Marcello. Lui è nordico e collabora con RBG, la radio dell’Università di Bergamo, conducendo la splendida trasmissione Five o’clock, su tutto ciò che è anglosassone. Il martedì e il venerdì, proprio appena finito Five o’clock, andranno in onda cinque minuti dedicati al basket, dall’improbabile nome di Uno spicchio tira l’altro. Il link vi rimanda alla scheda del programma, parleremo del mondo di basket, di storie e di personaggi. La prima puntata è un po’ improbabile perché alla fine ci presentiamo, ma vi posso assicurare che la seconda, su New York, è molto carina. Quindi, se avete cinque minuti di tempo libero, il martedì e il venerdì alle 18 (e forse anche in replica alle 22), andate sul sito di RBG, cliccate su play e ascoltate i nostri deliri. Poi castigateci via mail a spicchio.rbg@hotmail.it

    Per i ggiovani c’è anche il gruppo su Facebook

    Missed

    September 12, 2008

    Se qualcuno avesse notizie dell’avvocato Mario Maione ci facesse sapere qualcosa. Il signore è letteralmente scomparso dalla scena dell’informazione napoletana da qualche mese, lasciando la patata bollente nelle mani del povero Ario Costa e compagnia cantante. Non me ne abbiate a male se non seguo passo per passo quanto sta accadendo alla società e alla squadra. Sarebbero parole inutili. Tra l’altro, l’entità della faccenda la sappiamo solo da un paio di giorni, dall’udienza in procura che ha visto il nostro avvocato difensore non presentarsi (…), lasciando al proprio sostituto il compito. Singolare la motivazione: doveva partecipare al ricorso del Napoli calcio contro le curve chiuse. Capisco che riaprire le curve per Napoli-Reggina sia più importante di un’eventuale radiazione. Comunque, a quanto pare la frittata è più che grossa. Se pezzotto è stato, meritiamo di essere puniti severamente, ahinoi. Ora come ora firmerei per una retrocessione di ufficio in LegaDue o anche in B1, con la speranza che di conseguenza Maione cali il prezzo per la cessione della società e che qualche imprenditore sia interessato all’acquisto. Sempre se non capita di nuovo che fuggono una volta data un’occhiata ai libri contabili. Ci sarebbero tantissime considerazioni da fare, tante cose da dire, tanta amarezza da manifestare. Ma ne parleremo nelle prossime settimane, temo. Intanto, ho trovato questa foto curiosa, che sembra incarnare il canto del cigno. Vista la situazione, e vista anche la squalifica inflitta a Jumaine Jones per aver firmato un doppio contratto, l’immagine porta con sè un terribile carico di amara ironia.

     

    Coming soon

    September 9, 2008

    Presto, molto presto, sui vostri Windows Media Player (o altro lettore)… 

    C’era una volta…

    September 7, 2008

    … una Nazionale, e soprattutto un gruppo. Una Nazionale capace, dopo aver perso le prime due partite nell’Europeo svedese, di battere la Bosnia in una gara ridicola e da quel momento svoltare fino al bronzo. E l’anno dopo il clamoroso argento olimpico. E gli stessi Mondiali giapponesi, con prestazioni convincenti e vittoriose fino alla partita con la Lituania, persa nel risultato ma vinta nella gara a chi sciupava di più. Il movimento non ha saputo trarre frutti da questi successi, e dall’arrivo, anno dopo anno, di tre italiani in Nba. Il trasferimento del basket italiano dalla Rai a Sky ha generato un innalzamento della qualità del servizio, ma ha totalmente azzerato la presenza dello sport nel servizio pubblico. Non che mezza partita a settimana fosse molto, ma sempre meglio di niente. La stessa Nazionale, fiore all’occhiello degli anni passati, che aveva conquistato pubblico anche non appassionato, è stata mandata sul satellite. Non si è pensato a fortificare il movimento, a promuoverlo, grazie appunto ai 3 italiani d’America. Ragazzi che, comunque, in campo internazionale devono ancora dimostrare tutto. E che appunto per questo preferiscono evitare l’appuntamento agostano con la maglia azzurra (Gallinari a parte, ma sono due anni che passa l’estate rotto). Detto questo, vanno rimarcate un altro paio di cose. La prima è che Recalcati, non lo si scopre certo oggi, ha fatto il suo tempo. E’ stato bravissimo a trarre il massimo da un gruppo di talento medio/alto, ma non altissimo. Un gruppo che aveva voglia di sbattersi e lottare. Ma già agli scorsi Europei si era visto che la situazione gli era sfuggita di mano. Era il momento di iniziare un nuovo ciclo, nel quale bisognava integrare alcuni veterani con il gruppo dei giovani. Non ci riuscì. L’Italia giocò male ma, soprattutto, senza la voglia di gettare il sangue che aveva contraddistinto le edizioni precedenti. A quel punto, probabilmente, avrebbe dovuto passare la mano, ma visto che la Fip non diceva nulla, è rimasto al suo posto. Ed eccoci ad oggi. La qualificazione è ormai una chimera, si dovrebbero vincere le ultime 3 partite. Contro "corazzate" del calibro di Ungheria, Bulgaria e Finlandia. Le prime due già ci hanno battuto. Un risultato intermedio potrebbe portarci al torneo di "riparazione", che assegna l’ultimo pass europeo. L’ultimo posto ci condannerebbe al clamoroso torneo per evitare di retrocedere in Division B. Uno smacco. Il problema è anche il buco generazionale. La nidiata post-Mordente e pre-Hackett/Datome non ha prodotto giocatori da Nazionale. Forse Mancinelli, che però gioca pochissimo. Bisogna tener conto anche di questo aspetto. Siamo in una sorta di limbo, attendendo la crescita dei due di cui sopra, di Poeta (il migliore in questi giorni, e infatti contro i bulgari ha giocato 4′…), di Crosariol (se mai ci sarà). Gente che comunque non potrà mai prendere in mano la situazione o essere la prima opzione. Per quello c’è bisogno dei tre Nba. Sempre se si degnano.

    All’orizzonte

    September 2, 2008

    Mi tengo sull’enigmatico.

    Roster completo

    August 31, 2008

    Con l’arrivo di Dickens (notare le braccina) e Draper, il mercato è concluso. In generale direi che la squadra non è malaccio, rispetto a quanto potessi immaginare, almeno per quanto riguarda il quintetto. La panchina invece mi spaventa parecchio. Vediamo in breve il roster, consci che ci attende un anno di tribolazioni, che firmerei per una salvezza all’ultima giornata. E sperando soprattutto che Maione li paghi, sti ragazzi.

    In regia, dunque, c’è Dontaye Draper. Non lo conosco, ha fatto buone cose in un college non certo celebre, poi è finito in Australia dove è stato il sesto uomo dell’anno. Da noi avrà molte più responsabilità. Piccolino, sembra la nostra versione di Morris Finley, magari più rimbalzista. Lui dice di essere un buon difensore, lo speriamo tutti. Ad affiancarlo nel reparto guardie sarà Nikagbatse: non sono un suo grande fan, ma ha voglia di riscatto, è atletico, difende duro e può mettere qualche piazzato. A cambiare i due sarà Mike Nardi, reduce da un’annata in chiaroscuro a Montecatini. A Villanova il ragazzo mi piacque parecchio, ma ho letto che nello scorso anno è stato un po’ arruffone. Comunque è adatto al gioco rapido che sembra utilizzeremo, e tra l’altro completa un reparto pieno di giocatori in grado di farsi valere anche a rimbalzo.

    Il nostro 3 è un mio pallino, Gary Forbes. Impressionante primo passo, gran realizzatore. La speranza è che capisca subito il gioco europeo e che continui a buttarsi dentro, a prendere rimbalzi e a migliorare da fuori. L’altra ala sarà appunto Kaniel Dickens, che invece è un pallino della mia ragazza (eggià!). Mano morbida, buona propensione a rimbalzo, testa un po’ disabilitata. Ma può essere una bestia e potrebbe anche fare il 5 in un quintetto rapidissimo. A cambiare Forbes (e forse in alcuni momenti anche Dickens) sarà Sotirios Gioulekas, greco di buona esperienza proveniente dalla LegaDue con una discreta mano ma con scarsa propensione a rimbalzo. Cambio del 4 sarà Thomas Viglianco, italoamericano che sembra dotata di un buon tiro da fuori (ma carente negli altri aspetti del gioco, a quanto pare).

    Infine, i pivot. Eddy Fobbs viene dalla Turchia, lo descrivono come un giocatore attento ai rimbalzi. Dalle cifre è un ottimo stoppatore. Toccherà a Draper recapitargli palloni comodi da schiacciare nel canestro. Max Monti (sob…) completa il roster.

    Bocce, anzi palle, ferme

    August 8, 2008

    Basketblog va in vacanza (meritata) per una ventina di giorni. Come annunciato, niente copertura olimpica. Anzi, se qualcuno poi me le racconta mi fa una cortesia. A sentirci a settembre, e grazie dell’attenzione dimostrata in questi primi mesi di vita.

    Questo è buono!

    August 7, 2008

    Leviamoci il dente. Non è un gran tiratore da 3, o perlomeno è un tiratore da fuori discontinuo. Ma è uno slasher fenomenale, batte l’uomo con facilità, andrà in lunetta sei/sette volte a partita e darà una grande mano a rimbalzo. Ama andare a sinistra e concludere con qualche cambio di direzione prima di arrivare al ferro, non tralasciando l’arresto e tiro o lo scarico. Gran bella presa. Ne avevo già parlato qui. video 1 e 2.

    Olimpiadi (sob)

    August 5, 2008

    Quest’anno difficilmente vedrò le Olimpiadi. Domenica parto per una settimana in Abruzzo. Dubito che mamma Rai faccia vedere tanto basket, e non potendo sfruttare la potenza dello streaming mi dovrò arrangiare. Al mio ritorno mi dirigerò verso la Corsica, e ciao ciao Olimpiadi. Peccato (oddio, per fortuna… vado in vacanza) perché il torneo olimpico di quest’anno rischia di essere davvero interessante già dai gironi, visto che 3 squadroni (Usa, Spagna e Grecia) sono finiti nello stesso girone e anche gli ottavi vedranno subito scontri interessantissimi. Ma vediamo un po’ nel dettaglio.

    GIRONE A: Argentina, Australia, Croazia, Iran, Lituania, Russia. Dunque, iniziamo dai campioni, che probabilmente non sono più quelli del 2004 ma restano una squadra ostica da battere in gara singola. Tutto dipende dal El Contusiòn, al secolo Manu Ginobili. Se il signorino sta bene con questa caviglia che gli crea problemi da un po’, allora non ci sono problemi e l’obiettivo è il podio. Se invece la caviglia brucia, il roster manca della profondità (soprattutto nel settore lunghi) delle ultime edizioni della Selecciòn. E allora si potrebbe anche non arrivare primi nel girone e beccare la terza dell’altro gironcino. Sarebbe da evitare. La Russia è campione europeo in carica dopo una splendida finale, è una squadra tosta ma per competere con l’Argentina o gli Stati Uniti (giusto per dirne due tra le favorite) avrebbe bisogno di una bocca da fuoco più costante di JR Holden, russo "per meriti sportivi". La Lituania è la vecchia volpe di queste competizioni: livello altissimo e probabilmente ultima chiamata per il gruppo storico (Jasikevicius, Kaukenas, Siskauskas). Se sono in giornata possono battere chiunque, ma difensivamente restano sempre anni dietro ad altre grandi realtà. Croazia e Australia dovrebbero giocarsi l’ultimo posto a disposizione per il passaggio del turno: vedo favoriti gli europei e la loro linea verde, ma rischiano di soffrire nel confronto diretto le due torri Andersen e Bogut. Ultimo l’Iran del quale però ho letto belle cose. Faranno esperienza.

    GIRONE B: Angola, Cina, Germania, Grecia, Spagna, Usa. Gli States non possono permettersi più figuracce, dopo i passi falsi ad Atene e ai mondiali, dove subirono una lezione di gioco dalla Grecia. Temo sia l’anno buono per loro, Bryant  (al quale perdoneranno sicuramente le molteplici infrazioni di passi) e Redd sono giocatori perfetti per il basket Fiba, e Carmelo Anthony con la sua atipicità può essere molto fastidioso, avendo tranquillamente la stazza per fare il 4, ma essendo molto più rapido e abile nel mettere palla a terra. Nello stesso girone, la Spagna è sicuramente la concorrente più accreditata, con il roster più completo del torneo per talento e mix tra esperienza e gioventù. Faccio affidamento su di loro per non far vincere gli yankees. Secondo me però hanno più chances di batterli nel girone, sempre se scoprono le loro carte, che in un’eventuale gara secca. La Grecia è un osso duro, con la sua difesa terribile e l’intelligenza di Diamantidis e Papaloukas. Guai a sottovalutarli. L’ultimo posto se lo giocano Cina e Germania, e se sulla carta non ci dovrebbe essere paragone, nonostante i tedeschi non siano una squadra di fenomeni (con un’eccezione e mezza), non so quanto l’organizzazione sarebbe felice di una repentina eliminazione di Yao e soci. A buon intenditor… Chiude la solita Angola, veterana dell’ultimo posto nella competizione.

    Qui trovate i roster, se vi interessano. Buone Olimpiadi a tutti!

    Eddy

    August 2, 2008

    Il primo visto americano se ne va con Eddy Fobbs. Due metri e undici, discreti risultati in un college di infima categoria, ha vagato un po’ per il mondo prima di approdare in Turchia. Nell’ultimo anno 12+8, e se confermasse queste cifre da noi sarebbe un ottimo risultato. Ora bisogna assolutamente trovare un playmaker in grado di dargli quelle 3/4 palle da schiacciare nel canestro. Due sono i nomi che ho in mente. Uno, a quanto pare preso in considerazione dalla stessa società è già sfumato, e giocherà presto l’Eurolega. L’altro lo trovate in un vecchio elenco che ho scritto per questo blog… Fobbs non lo conosco, a quanto pare è un discreto rimbalzista e al college si è segnalato come ottimo stoppatore. Per il budget che ci ritroviamo, non mi aspettavo molto di meglio. Speriamo bene, e ora mancano 3 americani. Saranno decisivi.

    Scommesse

    July 30, 2008

    Panchina completata, all-white. Tre scommesse e un vecchietto, che si aggiungono a Nikagbatse. Ora viene il difficile, scovare i quattro americani che ci permetterebbero di salvarci. Mike Nardi lo conosco dai tempi di Villanova, mi è sempre piaciuto parecchio. Non ho visto sue partite a Montecatini, ho letto di una sua involuzione come creatore di gioco. Insomma, un po’ confusionario, meglio come SG. Farà il cambio dei due piccoli. Gioulekas ha giocato una buona stagione a Veroli: tira con buone percentuali, ma per l’altezza (2.02) dovrebbe farsi sentire di più a rimbalzo. Thomas Viglianco ha fatto vedere buone cose in Danimarca. Lo paragonano a Croshere, quindi è uno che si piazza spesso dietro l’arco (high di 38 punti con 8/10 da 3). Il vecchietto, invece, è Max Monti, che immagino sarà incaricato di fare qualche fallo qua e là. Insomma, se li prendiamo singolarmente sono anche giocatori interessanti, che possono far parte di una rotazione in una squadra di serie A. Se però li metti tutti insieme la faccenda diventa decisamente più ostica.

    Ricky

    July 28, 2008

    Se mi chiedete per chi tifo in Spagna, la risposta è semplice: Joventut Badalona. La motivazione è ancora più semplice, e la vedete nella foto qua sopra. Adoro Ricky Rubio, sono un paio d’anni che seguo la crescita di questo bambino. Non l’ho scoperto certo io, però mi fa piacere vedere i suoi progressi. Non so se sarà la prima scelta al prossimo draft. Credo di no, spero di no. Credo che raggiungerà quell’altro fenomeno di Rudy (Fernandez) in Nba. Ma intanto godiamocelo, con quella sua andatura rapida, quella sensazione che stia sempre per perdere la palla. In questo momento il giovincello si sta preparando con la sua (fortissima, date un’occhiata al roster) nazionale per le Olimpiadi. La Spagna sta ammazzando tutti in amichevole: Lituania, Argentina due volte, Russia. Con scarti notevolissimi. E allora ecco un paio di gioiellini di Ricky, con la Lituania e con la Russia.

    Inversione di tendenza

    July 22, 2008

     

    E così il signorotto qui sopra potremmo trovarcelo presto in Europa. L’Olympiakos ha offerto 20 milioni di dollari in 3 anni a , promettente ala degli Atlanta Hawks. Nonostante una meccanica di tiro molto brutta a vedersi, Childress è un giocatore utile e che sa segnare in diversi modi, oltre a essere dotato di un gran bell’atletismo. Non so in Europa che ruolo possa ritagliarsi e se il suo gioco, esaltato dai ritmi rapidi, possa risultare effettivo anche di qua. Ma il caso di Childress è interessante perché quest’estate sta solidificando con forza sempre maggiore l’inversione di tendenza (e di flussi "migratori") in atto nel basket mondiale, con giocatori americani anche di prima fascia diretti verso il nostro continente. E non solo americani, se vogliamo considerare i "cavalli di ritorno". Childress, Delfino, forse Garbajosa, molto probabilmente Nachbar, Jennings, Brezec, Navarro. L’anno scorso abbiamo avuto Jasikevicius, Greer, Jumaine Jones. Tutti giocatori che, negli ultimi due anni, hanno preferito l’Europa alla Nba. Come spiegare quest’inversione di tendenza? A mio avviso ci sono vari aspetti da prendere in considerazione:

    1) Money, get away. Get a job with good pay and you’re okay. Le cifre sono esplose. Squadre greche e russe, e in minima parte le spagnole, anche se non possono competere per budget con i colossi americani, legati a quella santa cosa che è il salary cap, possono comunque rubare loro un giocatore di una certa importanza. E’ il caso di Childress che va in Grecia, è il caso di Delfino (9 milioni in 3 anni), è il caso di Navarro, sarà il caso di Nachbar. Merito anche di tasse più vantaggiose.

    2) Livello di gioco. Anche in questo caso, ancora non siamo ai livelli globali della Nba, ma l’Eurolega inizia a diventare un fenomeno di grande attrattività. Inoltre, si gioca di meno e ci si allena di più, sotto la guida di veri e propri santoni della panchina. Questo può contribuire alla crescita dei giocatori più giovani, come Jennings, di cui abbiamo già parlato, e Childress, per l’appunto.

    3) Ruolo. Navarro a Memphis era uno dei tanti, a Barcellona è considerato alla stregua di un dio. Jasikevicius, uno dei migliori play della storia nel pick and roll, in America veniva utilizzato come guardia tiratrice. Delfino e Garbajosa vedevano preferirsi giocatori meno talentuosi e meno intelligenti, solo perché più atletici. Brezec era un nono/decimo uomo, a Roma sarà in quintetto.

    Per passare il tempo d’estate…

    July 16, 2008

    Ok, forse non è il momento migliore per iniziare a curare la vostra dinastia su Basketsim, ma la mia ragazza (che per la palla a spicchi è più malata di me, figuratevi) mi ha contagiato con questo giochillo online, e allora ho deciso di iscrivermi e di iniziare un campionato rilevando una squadra a metà stagione, in modo da farmi le ossa. Mi trovate nella Lega 5.26, la squadra si chiama Dublin Drunkers. Se qualcuno è iscritto mi faccia un fischio. Il gioco mi sembra carino, certo la mancanza delle sostituzioni nella simulazione delle partite si fa sentire (cambi possibili solo in seguito a espulsione per falli). Di solito non sono un granchè, vediamo a sto giro come va.

    E’ che il desiderio di basket e tanto, ma allo stesso tempo il panorama attualmente è pochino. Le Summer League alla lunga stancano, e molte partite sono senza telecronaca, il che non agevola chi vuole identificare i giocatori in campo, visto che le riprese sono da molto lontano. Il preolimpico è ancora nella fase iniziale, con sfide dalla disparità improponibile… e insomma ci si accontenta.

    Intanto però arrivano buone notizie: sembra che ci siamo iscritti al campionato ed è arrivato anche il primo acquisto. Nikagbatse non è m’è mai piaciuto ma in tempi di vacche magre sempre meglio di un dito nell’occhio. Discreto difensore, comunitario, atletico, può mettere qualche piazzato. E’ già idolo a causa della sua recente squalifica per Thc, ma bisognerà affiancarlo a dei realizzatori.

    Infine, ecco il momento della ruffianaggine. Oltre a ringraziare il solito lofa per la frequenza nei commenti, vorrei ringraziare alcuni blogger per le belle parole che ho letto dei confronti di questo umile posticino. In ordine casuale, 24 secondi , fingerRoll da Udine, che negli ultimi anni ha avuto la fortuna di vedere Jerone Allen da Philadelphia, e Delonte Arenas , con il quale mi sembra di condividere alcuni pupilli (Cerella, Fantoni, ma soprattutto coach Capobianco) e al quale dico che Gilberto mi piace assai ma non sarebbe il primo giocatore a cui offrirei il massimo salariale!

    edit: BREAKING NEWS - Brandon Jennings a Roma. Qui il post su di lui. Non capisco se Roma davvero intende dare le chiavi della squadra a un diciottenne, che per quanto talentuoso, è senza alcuna esperienza. Vedremo come andrà. Sembra sia un pluriennale, il rischio è quello di perderlo appena accumulata la giusta esperienza. Ma il rientro economico (e pubblicitario) potrebbe essere ottimo. E inoltre il ragazzo potrebbe anche essere più pronto di quanto si pensi. In tal caso sarebbe davvero un colpaccio.

    Invidia

    July 11, 2008

    E anche Jumaine Jones a Milano. L’Olimpia targata Armani ci ha letteralmente saccheggiato, senza che tra l’altro ci andasse in tasca qualcosa, minibuyout di Rocca a parte. Se per Bucchi il dispiacere c’è ma non è esagerato, per quanto riguarda Mason Rocca sarà da strapparsi il cuore solo il vederlo con una maglia diversa da quella azzurra. Jumaine Jones invece rappresenta, per quanto mi riguarda, il miglior giocatore che io abbia mai visto a Napoli. Molto di più di Lynn Greer. E’ un 3 che però nel gioco di Bucchi farà quasi sicuramente il 4, perché lui ama i 4 tiratori. Anche troppo. Mano educatissima da fuori e dai 4/5 metri, eccezionale giro e tiro, difensore abbastanza arcigno fin quando non incontra giocatori rapidi (subì parecchio Radulovic, per questo credo che in Europa non possa fare il 3 con continuità), rimbalzista di primissimo livello, ha il tempismo per la stoppata… E’ un americano dalla mentalità parecchio europea, dedito al lavoro, non si monta la testa, fa anche le piccole cose che servono. E poi è idolo: quando Monroe si presentò con quattro ungheresi al palazzetto e lo vedemmo uscire dal parcheggio con una sola ragazza, le altre tre erano nell’auto con lui. Sciupafemmine di primissimo livello, è sposato con Donna (di nome e di fatto), ma appena la signora torna negli States inizia il giro dei suoi donnoni.

    Un fenomeno in campo e fuori, insomma, e a sto punto Milano fa davvero paura. Invidia, quindi. Se io mi chiedo se a questo punto Armani non faceva prima a rilevare la società napoletana, l’amico Francesco ha giustamente sottolineato come questo acquisto sia l’ennesima conferma di come quella appena passata sia la seconda stagione di fila buttata alle ortiche per motivi extra-cestistici…

    La storia di Brandon Jennings

    July 9, 2008

     

    Brandon Jennings è considerato, forse più di Ricky Rubio (almeno in America), il miglior play del draft 2009. E’ rapido, ha visione di gioco, fortissimo in campo aperto. E’ stato reclutato da Arizona e da coach Lute Olson, ma sembra che le cose potrebbero andare diversamente. Il programma originario era quella di fare il cosiddetto "one and done", cioè un anno di college per poi entrare nel dorato mondo Nba, che apre le sue porte solo a chi ha compiuto i 19 anni. Ma Jennings non vuole fare il college. Le chances di passare il test di ingresso sono poche, ma nel mondo del college basket qualcuno che ti aiuta quando sei in difficoltà di rendimento lo trovi sempre, se sai buttare quella palla a spicchi nel cesto. Così, ha annunciato di voler giocare in Europa da professionista, con la potenzialità di creare un vero e proprio trend di giocatori disposti a saltare il college, venire dalle nostre parti per un annetto e fare il grande salto.

    La questione è ostica: sembra che il ragazzo abbia avuto offerte da diverse squadre europee, alcune delle quali italiane (Avellino?), per circa 300.000 dollarozzi. La mossa di Jennings, se funzionasse, potrebbe portare all’annientamento del college basket, almeno fin quando sopravviverà la vicenda dello "one and done". E non è detto che porti i suoi frutti. Quello che Jennings forse ignora è che il basket europeo, oltre ad avere caratteristiche di gioco (per fortuna) parecchio diverse da quello Nba (ma non tanto da quello Ncaa, a onor del vero), porta con sè una pressione che in America, specie al college, non si verifica. Insomma, al college se toppi qualche partita non succede molto, ti ha scelto il coach in un programma di reclutamento che ti prevedeva e che aveva fiducia in te. Al massimo ti fai un po’ di panchina. In Europa le cose cambiano, servono i risultati, per vincere qualcosa o - peggio ancora - per non retrocedere. E se giochi male ti tagliano. E là sono cazzi.

    Posto che, per quanto talentuoso, io qualche remora ad offrire 300 cucuzze a un ragazzino di 18 anni le avrei eccome, gli scenari plausibili diventano vari. Quello positivo è che Jennings non soffra l’impatto europeo, che la squadra che lo ha ingaggiato possa godere delle sue buone prestazioni e che a fine giugno il play venga scelto parecchio in alto al draft. Quello negativo è che invece il ragazzo giochi male, faccia una stagione nella media o venga tagliato, vedendo crollare le sue quotazioni al draft e rovinandosi la carriera. E occhio che gli scout americani non stanno più seguendo la tendenza "europeista" degli anni precedenti.

    Divoscion, il sorteggio

    July 8, 2008

    E’ andata così così, anche se è prestino per parlarne. Iniziamo da Siena, che rischia di non qualificarsi come prima: il Pana quest’anno è una gran brutta bestia, con il rinforzo Pekovic sotto le plance, e anche il Barcellona sta mettendo su una bella squadra, con il ritorno di Navarro e l’arrivo di Andersen. Lo Zalgiris si candida a essere la prima delle "non aliene".

    Roma può arrivare tranquillamente al secondo posto nel suo girone, se costruirà una squadra di buona fattura. Il Tau dovrebbe essere sicuramente primo, la Lottomatica può mettersi davanti sia al Fenerbahce di Tanjevic che a Lubiana e a Badalona. La Joventut ha già perso Fernandez, volato a Portland, ha cambiato allenatore e rischia di perdere anche Mallet.

    Milano non ha un girone facile, ma può farcela. Cska e Real dovrebbero occupare le prime due posizioni, per la terza bisogna vedere da come si muoverà l’Armani Jeans. Se mette a segno almeno due colpi di primissima fattura, può anche arrivare seconda, sennò oscillerà tra la terza e la quarta piazza. Il Partizan, perso Pekovic, potrebbe essere l’eliminata eccellente.

    Avellino potrebbe anche competere per il quarto posto con il Cibona, ma finora i segnali non mi sembrano esaltanti. Di certo al PalaDelMauro vedranno squadre interessanti, Maccabi e Olympiakos su tutte ovviamente. Malaga è forte, ma potrebbero fare qualche sgambetto eccellente.

    Silenzio stampa?

    July 7, 2008

    Non lo è ma poco ci manca. Almeno fin quando non avrò la certezza dell’iscrizione per Napoli parlare della squadra mi sembra inutile. La prima bocciatura è arrivata ma non mi allarmo perché generalmente ci succede un anno sì e uno no. Però le ombre continuano a calare minacciose, finora il roster è composto dal solo Nardi, che nelle intenzioni della dirigenza dovrebbe essere il cambio nel ruolo 1/2. La mia idea è quella di abbandonare totalmente le mie idee cestistiche basate sui giocatori intelligenti e pieni di fondamentali, e fare una squadra basata su 4 americani giovani e talentuosi che possano portarci in salvo. Vedremo come andrà, i primi nomi che sono venuti fuori sembrano interessanti ma parlare del nulla è dannoso.

    Chi si sta muovendo bene mi sembra sia Milano, anche se le squadre di Bucchi necessitano da sempre di un play realizzatore e di un 4 esterno, e questi spazi vanno ancora coperti. Però i giocatori presi (Mordente, Vitali, Rocca, Thomas) sono gente tosta, e sono curioso di vedere se si butteranno anche su Melli. Ancora troppo presto per esprimersi sulle altre, Siena compresa, con il tira e molla per McIntyre che a mio avviso mi sembra eccessivo per un giocatore che è sì fortissimo ma che comunque prima di Siena non aveva dimostrato più di tanto e che viene agevolato comunque dal sistema. Non voglio dire che T-Mac sia scarso, tutt’altro, ma credo comunque che di giocatori come lui se ne trovino.

    In Nba mancano pochi giorni all’inizio delle Summer League, e intanto mi sembra abbiano perso tutti la bussola, offrendo massimi salariali a giocatori che non ti faranno mai vincere titoli, come Brand, Davis e temo anche Arenas.

    Draft 2008

    June 27, 2008

    La prima cosa da dire è come sono andati i mock. Mi bullo un pochino:

    Draftexpress 8/14
    Basketblog 6/14 emoticon
    Espn 6/14
    Buffa 5/14
    nbadraft 5/14
    nba.com 5/14

    Dunque, analizzando la faccenda, direi che è un draft piuttosto strano. Fino alle prime 10 scelte è andato su binari prevedibili, poi è successo di tutto, a parte Lee che alla 22 aveva strappato una promessa dai Magic. La fascia tra la fine del primo giro e l’inizio del secondo è piena di giocatori interessanti, che possono tranquillamente rivestire un ruolo importante. Chalmers a Miami, ad esempio, rischia seriamente di essere il play titolare. Douglas-Roberts un ottimo cambio degli esterni, e così via.

    1) Rose a Chicago. E qui poco da dire, scelta che ci sta, qualcuno prepari le valigie.
    2) Beasley a Miami. Per rimanerci, questa è la novità. Si saluta Marion per un 5?
    3) Mayo a Minnie. Scelta comprensibile, dovrebbe andare a Memphis, dove dubito effettuerà un passaggio nell’intera stagione.
    4) Westbrook a Seattle. Per carità, avevano bisogno di un play, ma RW alla 4 è veramente pompatina. In USA piace parecchio, a me sembra stupido.
    5) Lopez a Memphis. E poi a Minnesota, dove con Al Jefferson farà una coppia di lunghi ben assortita.
    6) Gallinari a NY. Per me è una bella situazione, non si curasse dei fischi e pensasse a giocare.
    7) Gordon ai Clippers. Prevedibile, giocatore interessante.
    8) Alexander ai Bucks. Milwaukee ha fatto il colpaccio prendendo Jefferson per niente. A sto punto il mio pupillo vedrà il campo più da 4 che da 3, mi sa.
    9) Augustin ai Bobcats. E te pareva che Jordan faceva una cosa buona. DJ è valido, ma è basso basso.
    10) Brook Lopez ai Nets. Lacrimoni versati, voleva Charlotte. Ma a NJ avrà parecchio spazio.
    11) Jarred Bayless ai Pacers. E poi ai Blazers. Bel colpo di Portland, se Bayless capisce che il leader è Roy mettono su un bel repartino.
    12) Jason Thompson ai Kings. Lo ignoro.
    13) Brandon Rush a Portland. E poi a Indiana. Era una presa discreta per i Blazers, sarà buona per i Pacers, può difendere e coesistere con Tj "gioco a cazzo" Ford.
    14) Anthony Randolph ai Warriors. L’atletismo c’è, sapesse giocare a basket sarebbe meglio, ma sono dettagli.

    su qualche altra pick
    17) Hibbert ai Pacers. E qua è interessante, il ragazzo potrebbe essere una bella steal.
    20) Ajinca a Charlotte. Ma Brown sarà contento di sto draft? Un nanerottolo e un gigante con due braccia chilometriche, entrambi parecchio grezzi.
    23) Koufos ai Jazz, altra bella scelta al draft per Utah. Il ragazzo crescerà sotto le cure di Sloan.
    24) Ibaka ai Sonics. Mah.
    25) Batum ai Rockets e poi a Portland. Pritchard, genio del male, rischia di aver colmato il buco nella posizione 3 e aggiunge tanto atletismo.
    27) Arthur ai Blazers e poi a Memphis. Mi sa che il ragazzo avrà parecchi minuti, è l’unica vera bestia tra i lunghi Grizzlies.
    28 ) Greene ai Grizzlies. Altra sceltina buona, se Mayo gli passa la palla. Era la scelta dei Lakers, gli poteva servire.

    Tonight Is The Night

    June 26, 2008

    Volevo aggiornare il mock ma le variabili sono così tante che m’è venuto il mal di testa. Il nodo dovrebbe essere Seattle con la 4: se prenderà uno tra Bayless e Westbrook tanto quanto il draft potrebbe porsi su binari prevedibili; se invece dovesse buttarsi su Lopez (e i Grizzlies su Love) i lunghi di alta fascia finirebbero e sarebbe il casino totale. Visto che le previsioni sono saltate, a questo punto andiamo avanti con le speranze. E’ un draft strano, perché a parte 3/4 giocatori (e ci metto il Gallo), sono tutti elementi che andrebbero scelti 10 scelte dopo quella effettiva. Buoni giocatori, ma pochi fenomeni. Insomma, le speranze. Per quanto riguarda Gallinari, non mi interessa la scelta. Basta che vada in una realtà che creda in lui e che abbia un progetto. Le migliori mi sembrano i Knicks, i Nets e direi anche i Blazers, ma dubito arrivi alla 13. Poi ci sono i miei pupilli: Joe Alexander dovrebbe andare ai Bucks con la 8, Chris Douglas-Roberts è a fine primo giro, una posizione ideale per lui, che potrà contribuire da subito in una realtà vincente. Ovviamente non cito Rose che ormai è destinato a Chicago. In bocca al lupo al Gallo e vediamo come va!

    Mock draft 3.0 (e basta!)

    June 23, 2008

    A pochi giorni dal draft, ecco il mio ultimo mock. Spero di azzeccarne almeno una!

    1) CHICAGO BULLS: Derrick Rose. Ormai pare definitivo, e vorrei anche vedere. Nativo proprio della Wind City, prototipo della point guard del 2000, è l’unico giocatore del draft sul quale metterei la mano sul fuoco.
    2) MIAMI HEAT: Michael Beasley. Testa pazza, talento a grappoli, però Miami potrebbe darlo via per Mayo, che tanto piace a Wade (e a sorpresa anche a Riley).
    3) MINNESOTA TIMBERWOLVES: OJ Mayo. Eccallà. Le cose sono due: o si scende per prendere Lo-Lo (Love o Lopez), o si prende Mayo. A quel punto le soluzioni sono ancora due: lo si scambia con Miami per Beasley che con Jefferson formerebbe una frontline leggera ma di talento offensivo da stroppicciarsi gli occhi, o lo si tiene e gli si affidano le sorti della franchigia (assieme a Big Al ovviamente).
    4) SEATTLE SONICS: Jarred Bayless. Servirebbe un lungo, ma probabilmente alla fine i Sonics metteranno un altro cavallo nel motore. Non sarà mai un fenomeno ma può avere un discreto impatto realizzativo sin dalla prima stagione. Poi bisogna vedere se progredirà, soprattutto come comprensione del gioco.
    5) MEMPHIS GRIZZLIES: Kevin Love. scelta complicata a dir poco, l’ideale sarebbe cercare di muoversi da questa specie di limbo in cui rischi di sprecare una scelta altina per un giocatore che non sposta. Love è un giocatore tecnicamente delizioso, ma a livello Nba rischia di non avere impatto, a causa del fisico adiposo e dell’atletismo scarso. L’arrivo di Marc Gasol rilancia l’ipotesi Gordon, ma sono troppo pigro per cambiare tutto il mock.
    6) NEW YORK KNICKS: Russell Westbrook. Non mi fa impazzire, già l’ho scritto, però con Jamal Crawford può coesistere.
    7) LOS ANGELES CLIPPERS: Eric Gordon. Potrebbero buttarsi su un play (Westbrook se non lo prendono prima o Augustin), ma potrebbero arrivarci anche tramite trade (Maggette ruba spazio a Thornton). In tal caso, Gordon è un gran bel realizzatore.
    8 ) MILWAUKEE BUCKS: Joe Alexander. Bucks che non vogliono correre il rischio di un nuovo caso-Yi e allora si buttano su un giocatore perfetto per Skiles. E’ un mio pupillo, sa segnare, è un atleta super, ha la mentalità vincente e grande etica del lavoro.
    9) CHARLOTTE BOBCATS: Brook Lopez. Workout e prove atletiche lo hanno fatto scivolare parecchio. Resta un lungo dai buoni fondamentali e dal discreto senso per la stoppata. In coppia con Okafor (se rimane) può fare bene.
    10) NEW JERSEY NETS. Danilo Gallinari. Giocatore già pronto, l’ideale da affiancare a un play come Harris e a un pacchetto lunghi in crescita (Boone, Sean Williams). Il leader è Carter e quindi non faranno grandi cose, ma vien fuori una discreta squadra da corsa.
    11) INDIANA PACERS: Dj Augustin. Play tascabile, magari non l’ideale da accoppiare a Dunleavy ma che può avere un buon impatto.
    12) SACRAMENTO KINGS: Darrell Arthur. O perlomeno, io prenderei lui, giocatore di fisico, una bella bestiolina da affiancare a Hawes. Le voci lo danno in calo ma i Kings potrebbero buttarsi su un giocatore più di prospettiva, in particolare Randolph, che però a mio avviso ha il difetto di non saper giocare a basket.
    13) PORTLAND TRAIL BLAZERS: Alexis Ajinca. Toh, mettiamoci una sorpresa e i Blazers ti vanno a prendere un altro settepiedi! Sembra che il francese sia più pronto di quanto si pensi e allora può essere un giocatorino interessante da far crescere con relativa calma.
    14) GOLDEN STATE WARRIORS: Donte Greene. Mi sembra un buon giocatore per Nelson, innamorato del suo tiro da fuori, andrebbe a coprire qualche buco che rischia di crearsi nel roster dei Warriors.

    Prossimamente in Europa?

    June 21, 2008

    Ecco un elenco di giocatori in uscita dal college che potrebbero fare gola ai gm europei e che mi piacciono particolarmente!

    JASON RICHARDS, insieme a Curry il fautore della favola Davidson al torneo NCAA. Miglior assistman del basket universitario, sa anche segnare da fuori. Giocatore di fosforo. SEAN SINGLETARY, piccolo play dal gran tiro in uscita da Virginia. MIKE TAYLOR, altro giocatore del sottobosco. In America lo passano, in Europa può venire su bene come giocatore da quintetto. BRIAN ROBERTS, gemma nascosta del basket NCAA, ma le ultime prestazioni hanno fatto girare più di una testa. Crivella la retina che è un piacere. MARK TYNDALE, bel realizzatore, va anche a rimbalzo. Viene dallo stesso college di Greer. LESTER HUDSON, vabbè, questo va al secondo giro sicuramente, inutile metterlo. guardate le cifre. sì, sono esatte. JR GIDDENS, 2/3 magari non affidabilissimo come temperamento ma in grado di mettere su bei numeri. GARY FORBES, ecco il 3 che vi serve. Gran talento offensivo, zompa parecchio. JAMES GIST, 4 in uscita da Maryland, con un’apertura alare clamorosa. DAVON JEFFERSON, compagno di squadra di Mayo e Hackett a USC. Si è dichiarato al draft, ha scelto un agente, ha fatto dei provini di merda e ora è fottuto. Ma il talento c’è. PAT CALATHES, questo per me è fatto per l’Europa. Un bel 4 biancone con una mano morbida morbida visto che nasce come 3. Sta mettendo su muscoli e chili, ha l’atletismo. Vitor approved. JOSH DUNCAN, altro pupillo, è un giocatore intelligente e dotato della piacevole caratteristica di elevare il proprio rendimento quando conta. In Europa può essere un gran bel 4. DERRICK CARACTER, la nemesi di Padgett (vd. sotto). Scemo, ma scemo sul serio, ha deciso di dichiararsi al draft nonostante nessuno se lo filasse. Ora probabilmente non sarà scelto ma non tornerà al college perché Pitino e i suoi compagni ne hanno abbastanza di lui, visto che ha comunicato la decisione a stagione ampiamente in corso. Ma in Europa con quel corpo può far bene. CHARLES RHODES, 4/5 di Mississipi State. Questo è una bestia. SASHA KAUN, cambio dei lunghi nella Kansas campione NCAA. OTHELLO HUNTER, era il cambio di Oden due anni fa. Quest’anno ha avuto più spazio, altra bestia, ma potrebbe essere scelto al secondo giro. DAVID PADGETT, l’intelligenza. Passatore clamoroso dal post, gran difensore, ha giocato a Lousville con Pitino e questo la dice lunga. Con una squadra di realizzatori lui può fare quello dotato di cervello.

    The Truth? Celtics superiori

    June 18, 2008

    E così finisce con la vittoria dei Celtics e l’esperimento del Big Three si rivela un successone. Non pensavo potessero vincere già dal primo anno, ma gli innesti nel corso d’opera (PJ Brown su tutti) e la rapida crescita dei vari Rondo, Powe e Perkins, avvantaggiati anche dal giocare con quei tre, hanno accelerato il processo. Boston vince perché aveva una fame senza precedenti: squadra a digiuno da anni, composta da giocatori alla disperata ricerca del loro primo anello. L’intervista post-gara di Garnett spiega bene quanto fosse desiderato questo titolo. Boston vince perché ha la miglior difesa, che si sa, fa vincere i titoli. Bryant contenuto, Gasol e Odom idem. I Lakers possono essere felici guardando al futuro. Non sono perfetti, a partire dal loro leader, dovranno vedere come reinserire Bynum con Odom che da 4 al fianco di Gasol ha giocato il miglior basket della sua carriera. Ma con un 3 di medio livello (può esserlo Ariza) e un paio di veterani da tenere in caldo per i playoff, l’anno prossimo possono dire la loro. Spurs permettendo, visto che sarà un anno pari! :D

    Perdiamo un altro pezzo…

    June 16, 2008

    E così lascia Napoli anche un altro dei pezzi della grande annata della Carpisa. Il prossimo sarà Mason Rocca, l’ultimo reduce di quella squadra che incantò mezza Italia, portandoci alla Coppa e a una semifinale playoff di grande intensità. Bucchi lascia Napoli e sembra destinato alla nuova Milano, dove può trovare un ambiente adatto con un presidente come Armani e un gm come Zanca. Un ambiente adatto perché può finalmente allenare in tranquillità, senza scioperi e malcontenti vari, e con un budget di alto livello.

    Non ho mai amato molto Bucchi. Ritengo che il suo gioco sia "povero" e basato sull’inventiva di singoli eccellenti. Predilige i play "non-play", in grado di segnare tanto, come Jenkins e Greer. Non ho visto giocatori progredire con lui in questi anni (Rocca è un’eccezione, ma il merito è soprattutto del pivot e della sua mentalità), ritarda i timeout, si fossilizza sulle rotazioni. A Roma non lo amano, e non ha vinto con una squadra fortissima. A Napoli se ne va (giustamente) da eroe, con in saccoccia una promozione, una Coppa Italia, una qualificazione all’Eurolega e una alle Top16 sfuggita all’ultimo tiro in quel pastrocchio che fu Napoli-Treviso. Ma forse quest’anno abbiamo assistito alla sua migliore stagione, perché riuscire a salvare una squadra ridotta in queste condizioni, e portarla al ridosso dei playoff (e se gli stipendi fossero arrivati, forse anche più su), è stato un vero e proprio miracolo.

    Di conseguenza, per quanto possa non condividere certi aspetti del suo modo di allenare, ringrazio e mi levo il cappello. In bocca al lupo. 

    Game 4

    June 13, 2008

    Probabilmente abbiamo avuto la dimostrazione del celebre detto "l’attacco stacca i biglietti, la difesa fa vincere le partite". La dimostrazione è arrivata con il layup decisivo di Ray Allen, che ha battuto Vujacic e ha trovato una voragine a centroarea. Due facili e partita in cassaforte per i Celtics. Abbiamo assistito alla più grande rimonta avvenuta nella storia delle finali, ed è incredibile che un coach scafato come Jackson e un giocatore pieno di cattiveria agonistica come Bryant abbiano permesso a Boston di rientrare (in trasferta!) dal -24. E invece è successo, i Lakers hanno continuato a non trovare le contromisure per il quintetto piccolo dei Celtics, e Boston nel momento decisivo ha visto i suoi giocatori tirare fuori il meglio: Garnett, in questa serie tendente ad accontentarsi troppo del jumper, si è avvicinato a canestro, Allen e Pierce hanno messo canestri importanti e The Truth ha tirato fuori una gran difesa contro Bryant, House ha messo quei tiri che nel primo tempo aveva sbagliato, Posey è stato decisivo con alcuni canestri di puri coglioni.

    Eppure i Lakers avevano giocato un primo tempo sontuoso, di squadra, con Bryant che decideva di tirare poco (maluccio) e di far segnare (tanto) i compagni. Radmanovic trovava canestri da fuori, Gasol pronto sugli scarichi, persino Ariza offriva il suo contributo in attacco, oltre al solito lavorone difensivo. Odom, poi, faceva ammattire nientemeno che Garnett. Ma nel terzo quarto qualcosa s’è rotto. 

    White Men CAN Jump

    June 12, 2008

    E’ uno dei miei pupilli per il prossimo draft, si chiama Joe Alexander e ha guidato West Virginia al Torneo Ncaa fino all’eliminazione con Xavier, chiusa con un 18+10. Ala piccola, dalle doti atletiche impressionanti (vedrete più giù) evidenziate ulteriormente nei workout, ha un favoloso gioco dai 4/5 metri, da dove trova spesso il canestro. Ha visione del gioco, va a rimbalzo, regge i contatti. Ma soprattutto è un modello positivo, si fa continuamente un mazzo tanto per migliorarsi e non fugge le responsabilità. Certo, c’è qualche difetto in ottica Nba: poca mobilità laterale che lo porta a perdere mezzo passo contro i piccoli più rapidi, tiro dalla lunga distanza che va ma spesso non viene. Però può diventare un bel giocatore di complemento, assolutamente da quintetto, specie se arriva in una squadra già con elementi positivi (chi ha detto Portland?). Un Gallinari con minor talento offensivo (comunque buono) ma più atletico. E per spiegare il titolo, ecco una foto…

     

    Gara 1

    June 7, 2008

    Che difesa i Celtics nell’ultimo quarto! Dunque su Bryant single coverage, con alternanza tra Allen, Pierce (quando era in campo, tra problemi di falli e infortunio) e Posey. Boston è riuscito non farlo entrare più di tanto, anche se mi sembra che lo stesso bisteccone abbia preferito affidarsi essenzialmente al jumper. Bryant s’è preso (quasi sempre) buoni tiri ma non sono entrati (2/8 nel primo quarto). Bella prova di Fisher, con alcuni bei canestri, anche se ha sofferto contro le scorribande di un Rondo positivo anche se un po’ impreciso. Gasol è finito spesso contro Garnett (immarcabile per buona parte del match), e la differenza è veramente palese. Meglio in attacco, ma come sempre è più efficace se lo si serve in movimento, vista anche la stazza di Perkins. Credo che Jackson debba trovare il modo di proteggerlo di più perché l’accoppiamento è veramente proibitivo.
    Allen sembra un altro giocatore rispetto all’inizio dei playoffs, non solo tira meglio, ma è pronto in difesa e anche più reattivo in tutto quello che fa. Chi continua a piacermi davvero parecchio è Leon Powe, sto ragazzo continua a fare un sacco di cose utilissime e prendere rimbalzi importanti. E devo dire che s’è visto anche un Cassell diverso, con addirittura uno sfondamento subito da Bryant e delle gran giocate.
    Gara-2 per i Lakers sarà fondamentale, non possono permettersi di andare allo Staples sullo 0-2. Credo possano vincere, dipende dalle condizioni fisiche di Pierce (che i Lakers non sanno come marcare) e Perkins.

    15 anni fa…

    Probabilmente il miglior giocatore europeo di sempre. Di sicuro il primo a registrare un impatto così decisivo in Nba. Lo tributerò rivedendo la finale di coppa Real Madrid-Caserta, dove scrisse 63. In realtà l’anniversario era ieri ma non c’ero :D

    Mock draft 2.0

    June 4, 2008

    Aggiornamento del mock, dopo il predraft di Orlando, le prove fisiche. Ieri sono iniziati i workout. Qui la prima versione.

    1) CHICAGO: Derrick Rose. E’ quello che più ha impressionato, oltre a quello che ha fatto nel torneo Ncaa, per i primi provini e per l’umiltà dimostrata in questi giorni e durante le interviste. L’idea che sarà lui il numero 1 si consolida.
    2) MIAMI: Michael Beasley. Attenzione perché le misurazioni gli hanno tolto parecchi centimetri. Di conseguenza, potrà giocare PF ma l’incertezza sul ruolo aumenta. Teoricamente è un 3 ma la difesa è rivedibile, figuriamoci in quella posizione. La testa inoltre non sembra appostissimo. Però il talento gronda, ma le possibilità di una cessione della scelta sono altine. Con Riley non si scherza.
    3) MINNESOTA: OJ Mayo. La sorpresa, per chi ha visto le partite di USC, è che è un attaccante sopravvalutato e un difensore sottovalutato. Potrebbero venire fuori cose interessanti da lui e Jefferson. Sennò Lopez con Mayo alla 5.
    4) SEATTLE: Jarred Bayless. L’alternativa è sempre Lopez, di cui scriverò dopo, ma come già detto i Sonics dovrebbero andare su sto ragazzo che però alle misurazioni ha dimostrato di avere braccia molto corte.
    5) MEMPHIS: Brook Lopez. Oddio, teoricamente vicino a Darko io ci vedrei un ragazzone più cattivo. Possibile cedano la scelta, comunque l’ex Stanford ha mostrato finora buoni movimenti ma evidenti difficoltà sul piano atletico.
    6) NEW YORK: Russell Westbrook. Stanno spingendo parecchio per il play di UCLA. Può però rendere bene con Crawford.
    7) LA CLIPPERS: Eric Gordon. Sì in quel ruolo hanno già Mobley, ma ormai ha una certa età. Se scambiano Maggette per un buon play (quindi non TJ Ford) si trovano con una discreta squadra.
    8 ) MILWAUKEE: Danilo Gallinari. Non mi sta piacendo come si sta comportando Gallinari finora: ancora non si sa che provini terrà, sembra voglia farne pochi quando a mio avviso gli converrebbe farsi vedere un po’ da tutti. Colpa delle sirene di Armani? Ai Bucks comunque c’è un buco come 3, ed eccolo qui. Comunque in questa fase le quotazioni degli europei scendono spesso, vediamo con i primi provini.
    9) CHARLOTTE: Kevin Love. Come previsto ha un po’ di ciccia addosso, ma i fondamentali sono quelli che sono.
    10) NEW JERSEY: Anthony Randolph. Offensivamente è tutto da sgrezzare, ma è un giocatore selvaggio, in una squadra da corsa con Harris, Carter ed eventualmente Jefferson ci sta tutto.
    11) INDIANA: DJ Augustin. E’ ancora più piccolo di quanto si pensasse, ma i Pacers hanno bisogno di un play.
    12) SACRAMENTO: Donte Greene. Nonostante il drammatico risultato alla panca, nel camp di Orlando ha fatto vedere gran belle cose. Oppure Arthur con Greene alla 14.
    13) PORTLAND: Joe Alexander. Il ragazzo piace sempre di più, le prove atletiche sono andate da favola. Con McMillan potrebbe trovarsi benissimo, perché ha talento, coglioni ed un’immensa etica lavorativa.
    14) GOLDEN STATE: Darrell Arthur. Per i motivi già detti.

    Voglia di vincere

    June 3, 2008

    La foto sopra (non proprio piacevole a vedersi, lo ammetto) rappresenta il motivo per cui non indico i Lakers come favoriti indiscussi. In realtà ad oggi ritengo L.A. mentalmente più forte di Boston, grazie a playoff condotti con autorità contro una squadra ostica come i Jazz e a quelle vecchie volpi degli Spurs. E se Bryant è riuscito a tirare con ottime percentuali in una serie in cui era marcato da uno dei migliori difensori del campionato (e anche da uno dei più sporchi), che lo ha costretto a fossilizzarsi sul jumper affidabile invece che penetrare, vuol dire che il 24 di fame ne ha ancora di più di quanto si pensasse. Ed è proprio il jumper di Bryant la questione principale. I Celtics non potranno difendere su di lui come hanno fatto su LeBron James, tenendolo lontano dal canestro con raddoppi forti e costringendolo al tiro da fuori o allo scarico. Bryant ha percentuali da lontano di gran lunga migliori di James, il suo jumper è il più letale della lega, e ha compagni che sanno sfruttare i suoi scarichi (Fisher, Vujacic, Radmanovic da fuori). A questo punto è probabile che su Bryant vedremo molto single coverage, da parte di Pierce e di Posey, che però non vedrà molto il campo se Allen continuerà quanto fatto nelle ultime due gare. Il duello più interessante, però, potrebbe essere quello che vede Odom e Garnett. E la chiave sembra essere Lamar, che dovrà tenere a bada quella specie di Hulk che vedete nella foto, affamato d’anelli ancora più di Bryant (se possibile), evitando di fare da play aggiuntivo (se non principale) come a suo solito. Contemporaneamente dovrà impegnarlo nella propria metà campo, con il suo gioco dentro-fuori, perché Garnett è il miglior difensore dei Celtics anche in aiuto, e tenerlo lontano dal canestro vorrebbe dire creare spazio per Bryant. Vedremo.

    Eiaculazione Stern

    May 31, 2008

    E’ la finale che tutti volevano, bene o male. Altri livelli, secondo me, rispetto a quelle due magliette che vedete nella foto, ma è ovvio che sia così perché in quel caso parliamo di due dei più grandi mai esistiti. Io vedo i Lakers mentalmente più pronti, sono una squadra tosta. La chiave potrebbe essere il duello Odom-Garnett. Sono curioso di vedere cosa Thibodeau preparerà per Bryant, che rispetto a LeBron James ha compagni migliori e un jumper decisamente più affidabile. Ah, se può interessare, basketblog (che è cresciuto con Magic) questa volta tiferà per i Celtics. a) per la passione accumulata verso tutto ciò che ha anche lontanamente a che fare con l’Irlanda. b) perché non potrei sopportare tutti i kobisti che conosco!

    Tempo di finali anche in Italia: Siena-Roma potrebbe essere più equilibrata di quanto faccia pensare quanto mostrato dalle due squadre finora. Il limite della Lottomatica essenzialmente è mentale (e Repesa non mi ha mai fatto impazzire), oltre alla mancanza di un vero pivot. In LegaDue, Caserta parte favorita contro la Jesi dell’amatissimo Capobianco, che però ha già vinto due serie senza fattore campo, l’ultima contro Reggio Emilia, dove inizia a brillare la stella di Nicolò Melli. Qui un video di gara2 (9+5), qui di gara4 (16+15). 

    Tciù is megl che uàn

    May 27, 2008

    Se è vero, come si dice in giro, che Ksistof è il meno forte dei due Lavrinovic e che Darjus sbarcherà a Siena, non vedo come si possa pensare di impenserire la Montepaschi dei prossimi anni.

    Mock Draft 1.0

    May 24, 2008

    Stavo iniziando a pensare un po’ al mio mock draft. Ecco una prima versione, molto provvisoria. Bisognerà poi vedere i workout. Ma tanto il draft non è una scienza esatta e già so che ne beccherò un paio al massimo!

    1) CHICAGO: Derrick Rose. Mi sembra al momento l’unico vero fenomeno di questo draft, pieno di buoni giocatori. Point guard di quelle moderne, visione di gioco superba, può giocare sia a metà campo che a ritmi sostenuti (che comunque preferisce), ama buttarsi dentro, il tiro non è male e anche difensivamente non è malvagio. Confermo Hinrich e Deng, cerco di scambiare Gordon per un lungo.
    2) MIAMI: Michael Beasley. Se decidono di puntare su Marion possono cedere la scelta, altrimenti il ragazzo diventa il tassello ideale per ricostruire con Wade, magari in un quintetto piccolo che lo veda PF.
    3) MINNESOTA: Brook Lopez. Jefferson ha bisogno di una mano là sotto e Lopez ha movimenti in post, un semigancio affidabilissimo e gran senso della stoppata. Più di qualche dubbio in difesa, non sarà mai un all star ma è un bel giocatore.
    4) SEATTLE: Jarred Bayless. Di sicuro non è un play tradizionale. Combo-guard alla Monta Ellis, in un quintetto rapido come quello dei Sonics potrebbe dare da subito il suo contributo. Tende a eclissarsi un po’ quando la palla scotta, ma il leader a Seattle già c’è e quindi non è un problema. Se invece alla 4 arriva Lopez possibile che vadano con loro, dopo aver preso per anni dei centri bacchettoni e inutili.
    5) MEMPHIS: OJ Mayo. Nel caso Marc Gasol non venisse quest’anno, servirebbe un lungo, ma a meno che Jordan non si riveli già pronto è difficile che alla 5 possano trovare qualcosa di utile. Possono prendere comunque un giocatore un po’ sbruffone ma che non sembra capriccioso come si diceva fino a un anno fa. Il ragazzo comunque ha talento e avrebbe con Gay le chiavi della squadra da subito. Altrimenti possono cedere la scelta e scendere un po’.
    6) NEW YORK: Danilo Gallinari. Perché sì. A meno che i Knicks non cerchino di salire alla 2 se Chicago va su Beasley o si gettino su Mayo, non vedo motivi per non prendere Gallinari. E’ intelligente, può giocare 4 ruoli, e D’Antoni lo sa bene.
    7) LA CLIPPERS: Russell Westbrook. A meno che cedano Brand e si buttino su Anthony Randolph, serve un play. Westbrook a me non fa impazzire, lo trovo un po’ scemo, ma dall’altra parte dell’oceano è considerato un giocatore concreto e un gran bel difensore. Ai Clippers un play serve…
    8 ) MILWAUKEE: Eric Gordon. L’avventura di Redd sembra essere agli sgoccioli, ecco il suo sostituto.
    9) CHARLOTTE: Kevin Love. Anche qua qualche dubbio, in Europa dominerebbe perché fa giocate intelligenti e ha una gran bella mano. Rischia di pagare tantissimo in atletismo e di essere troppo lento per giocare 4. Ma gioca nel "right way", e a Brown questo piace,
    10) NEW JERSEY: Anthony Randolph. Mah, qua serve un po’ di tutto, specie se Diop saluta la compagnia, e in tal caso si può andare con Jordan. A meno di stravolgimenti di mercato, Randolph potrebbe rappresentare il lungo rapido per giocare con Harris e Carter (Jefferson mi sa che parte).
    11) INDIANA: DJ Augustin. Se Westbrook viene chiamato prima. Augustin potrebbe essere il nuovo Tinsley, con meno palle recuperate ma tanta rapidità e più punti. Inoltre è un giocatore diverso da Diener, che lo cambierebbe. Certo, con Dunleavy big guard si creerebbero problemi difensivi non da poco: uno piccolo piccolo, uno grossicello.
    12) SACRAMENTO: Donte Greene. Servirebbe un play ma a questo punto del draft sarebbero andati. Come pivot hanno già Hawes, preso solo un anno fa, e allora visto che Artest è sul piede di partenza potrebbero gettarsi su questo interessante tweener.
    13) PORTLAND: Joe Alexander. Sempre detto che Gallinari ai Blazers starebbe benissimo. Alexander è la versione USA, con grande etica del lavoro e leadership. Servirebbe un play ma a quello si può arrivare via mercato.
    14) GOLDEN STATE: Darrell Arthur. La PF ideale nel sistema Warriors, grande atleta e ottimo realizzatore. Con Biedrins potrebbe formare una signora coppia di lunghi.

    Palle di toro

    May 21, 2008

    La lottery premia a sorpresa i Bulls e scompiglia un po’ le carte in tavola ad analisti e appassionati. Essì, perché Chicago ha in scadenza sia i contratti di Gordon che di Deng, e quindi bisogna prima fare un po’ di scelte e poi decidere se buttarsi su Rose (mettendo anche Hinrich sull’uscio?) o su Beasley. Gli scenari sono molteplici, Chicago potrebbe puntare sull’ex Kansas State, rinunciando così a Deng e acquisendo un tweener con una discreta presenza in post. Io prenderei Rose, che - attenzione - è proprio della Wind City, è un gran talento e ha già la stoffa del leader. A quel punto confermerei Deng, che a me piace parecchio, e farei piazza pulita, cedendo sia Gordon che Hinrich, cercando di arrivare a un lungo di presenza e a una discreta guardia tiratrice, cosa che Hughes non è.

    Anche a Miami la situazione è incasinata: tutto dipende da cosa farà Marion, che ha ancora un anno di contratto ma con opzione per uscire già quest’anno. In teoria non gli converrebbe uscire, perché un’altra squadra che gli snocciola 17mln l’anno non la trova. Ma lui ha detto di voler rinegoziare e tagliarsi lo stipendio per poter rinforzare la squadra. Sfiga, Beasley gioca nel suo stesso ruolo, e se i Bulls vanno con Rose potrebbero non esserci buoni propositi che tengano. Se invece a Chicago si va con Rose… altro scenario interessantissimo, perché a mio avviso l’ex Memphis si pesta un po’ i piedi con Wade, pur essendo un miglior tiratore. Possibile allora che Miami cerchi di cedere la scelta, e - soprattutto se il giocatore in questione è Rose - ci sarà gente disposta a vendere le figlie per la 2. Una di questi è New York (in cambio di Curry?), che altrimenti va alla 6, dove potrebbe benissimo essere preso Gallinari. Andrebbe benissimo a lui, andrebbe benissimo ai Knicks.

    Alla 3 inizia il vero e proprio draft. Minnesota avrebbe bisogno di un lungo, l’ideale sarebbe Kevin Love che ha buon tiro dai 5 metri e si accoppierebbe benissimo con Jefferson. Ma per Love è troppo presto e quindi si seguirà la pista Brook Lopez. Altrimenti si cambia scenario e ci si butta su Bayliss, play-guardia. Seattle prenderebbe quello che viene lasciato dai Twolves, essendo in una situazione simile.

    Alla cinque i Grizzlies, e a quel punto se le cose sono andate così l’opzione principale sarebbe Mayo. Sono solo ipotesi post-lottery, vedremo i workout come andranno. C’è ancora più di un mese, ne riparleremo. 

    The Heart Of The Garden

    May 19, 2008

    - Nella sua bruttezza, Boston-Cleveland è stata bella come solo una gara-7 può essere. Abbiamo visto un duello fantastico, con Pierce che probabilmente ha giocato la migliore prestazione vista finora in questi playoff (se la batte con quella di Duncan in gara-1 contro i Suns). A The Truth entrava di tutto, ma la cosa migliore è che raramente si trattava di forzature, ma erano tiri presi negli schemi. Pierce si è caricato sulle spalle la squadra, con il peggiore Allen di sempre e un Garnett tenuto abbastanza bene da Ben Wallace. E’ stato allora PJ Brown a segnare canestri importantissimi. Dall’altra parte James ha iniziato male, non mettendo in ritmo i compagni e forzando. Poi si è ripreso ma nel finale ha commesso forzature gravi. Resta che senza un supporting cast adeguato non potrà mai fare molto. James è il miglior giocatore della Lega quando si tratta di attaccare il canestro, in gara-7 ha messo parecchi jumper, ma la serie ha dimostrato che bisogna negargli la penetrazione perché l’affidabilità non è ancora da grandissimo. Intanto, i Pistons possono approfittare della stanchezza di Boston già in gara-1.

    - Milano ha fatto un bel miracolo. Non avrei mai immaginato di poterlo dire, ma Caja ha realizzato un’impresa, portando in Eurolega una squadra che arrancava paurosamente. Una volta tanto che azzecco qualche pronostico, me ne vanto: preso il 3-2 e anche il 3-1 di Roma. Ora semifinali interessanti, con Siena che affronta appunto Milano, e una serie appassionante tra Roma e Avellino. Occhio che la stagione magica degli irpini potrebbe non essere finita, visti i vuoti che spesso colpiscono Roma. In LegaDue mi sa che Caserta non avrà rivali, a meno che i miracoli di Capobianco non continuino…

    - Sono iniziati anche i playoff Acb, subito con un botto. Il Real Madrid, che in regular season aveva perso solo cinque partite, viene eliminato in due gare dall’Unicaja Malaga di Sergio Scariolo, che di gare in campionato ne aveva perse 17. Passa il Barcellona, alla bella le altre, compreso il Badalona dei miei Ricky&Rudy.

    Grazie di tutto!

    May 16, 2008

    Inutile sprecare fiumi di inchiostro. Il Poz lascia, pare. Noi possiamo far altro che sperare ci ripensi. Il mio rimpianto più grande di quest’anno è non averlo visto dal vivo, era infortunato quando Capo d’Orlando venne a giocare a Napoli. Grazie di tutto.

    Non amo Kobe Bryant

    May 12, 2008

    Mettiamo le cose in chiaro da subito. Non amo Kobe Bryant. Lo reputo il miglior realizzatore dell’Nba, può segnare in qualunque modo, è completissimo, il suo tiro è tanto efficace quanto elegante. Il titolo di Mvp vinto quest’anno lo trovo giusto. C’è a chi piace più Chris Paul (e io sono tra questi) ma non si può dire che non sia meritato. Rispetto agli anni precedenti, infatti, Bryant non solo ha ottenuto risultati migliori di squadra (importantissimi per il Most Valuable Player), ma ha migliorato il proprio gioco. L’uno è conseguenza dell’altro, e l’arrivo di Gasol e Fisher ha sicuramente contribuito a entrambe le cose, ma a me è sembrata anche una questione di atteggiamento. Come se avesse capito che, sì, fare 81 punti in una partita è bellissimo, ma alla fine quello che conta è andare avanti e fare strada nei playoff. Cosa che è possibile solo coinvolgendo i compagni, non importa quanto scarsi questi siano. Anche se, ovviamente, una cosa è avere Gasol e Fisher, un’altra Brown e Smush Parker. Quello che contesto a Bryant è l’incoscienza dei propri limiti. Li avevano Jordan e Magic, figuriamoci lui. E la partita di ieri ne è stata l’esempio. Il 24 ha avuto fortissimi dolori alla schiena per tutto il corso della partita, ciononostante per buona parte del match ha dato il suo contributo con canestri e assist. Poi, nell’ultimo quarto e soprattutto nel supplementare, ha preteso il palcoscenico, forzando l’inverosimile, specie da fuori e sbagliando tiri in quantità. Sembrava tornato quello di due anni fa. E se non metti in ritmo i compagni, non puoi aspettarti che questi segnino l’unico tiro che gli concedi. 33 tiri. Già sono tanti normalmente, figuriamoci in una giornata in cui: a) ti reggi a stento in piedi. b) i tuoi compagni la mettono: perchè Gasol ha segnato, e Fisher (3 triple di fila con 3 assist proprio di Bryant) e Odom hanno realizzato canestri fondamentali.

    E’ per partite come queste che Bryant non mi piacerà mai, per quanto forte possa essere. 

    Due parole anche su Spurs-Hornets, serie cambiata a San Antonio con l’ingresso in quintetto di Ginobili e soprattutto il ritorno alle marcature "originarie". Parker su Paul ma soprattutto Bowen su Stojakovic, che non ne sta imbroccando una. Paul i punti li segna, bisogna fermare i compagni, almeno in trasferta, dove il tiro da fuori tendenzialmente fatica ad entrare. Vedremo in gara-5, ora come ora mi sembra che gli Spurs siano più "pronti" 

    Si inizia anche di qua

    May 11, 2008

    1 - Al via i playoff più curiosi degli ultimi anni, con piccole come Avellino, Capo d’Orlando (che si affrontano al primo turno) e Montegranaro che possono dire la loro. Siena non dovrebbe avere grossi problemi, ma rischia il contraccolpo della rimonta del Maccabi, e la Fortitudo non è un buon cliente, specie al PalaDozza. Io andrei con il 3-1 per Siena (che se gioca come sa, comunque, non ne perde una) e Roma. Milano rischia di chiudere in 5. Impronosticabile la serie di Avellino, per me vincono gli irpini, del Poz parleremo più avanti.

    2 - Carlisle ai Mavs, e qua tocchiamo un tasto dolente, visto che Dallas è la mia squadra Nba. Il coach mi piace, è in gamba, nonostante un caratterino un po’ complicato. Ha fatto bene a Detroit, ha fatto benissimo a Indianapolis, con 61W il primo anno e un vero miracolo la stagione successiva, con un secondo turno raggiunto nonostante gli infortuni e le squalifiche per la rissa di Detroit. I miei dubbi sono legati essenzialmente alla coesistenza del suo gioco a metà campo con un play amante del campo aperto come Kidd. Vedremo, ci aspetta una lunga estate.

    3 - Detroit vince a Orlando e dovrebbe aver ipotecato il passaggio del turno. Non è detto sia finita ma per i Magic l’occasione era ghiotta: dopo un primo tempo perfetto, il crollo nel terzo quarto, quando si sono fatti rimontare 15 punti con un break di 18-2. La svolta è arrivata con l’ingresso di Hunter (due triple fondamentali) e quello mentale di Wallace, fino ad allora offensivamente dannoso, in parte a causa dei raddoppi non appena riceveva palla in post. Spettacolare la partita di Hamilton, uno dei giocatori più sottovalutati della Lega: non solo è efficace, ma è piacevolissimo da vedere per la pulizia dei suoi movimenti. I Pistons hanno lavorato alla grande su Howard (ha segnato dal campo solo nel primo quarto, poi basta), Orlando si è affidata a Turkoglu che nel finale ha messo 11 punti di fila. Ultima giocata dei Pistons con canestrone del +1 di Prince, autore di una gran bella partita. E dall’altra parte il turco ha sbagliato. Non capisco, però, come un allenatore abbastanza saggio come Van Gundy possa insistere nel tenere in campo Dooling nei finali di gara. E’ la terza volta in questi playoff che fa una cretinata negli ultimi secondi di gioco: oggi un bel fallo tecnico.

    Lockdown Defense

    May 10, 2008

    Tom Thibodeau

    Siamo sul 66-46 Celtics, Boston in controllo.  Garnett stoppa Pavlovic. Rimessa: LeBron James fino a quel momento ha solo 3 canestri segnati dal campo, ha la palla in mano, ma c’è un fischio a centroarea. Il gioco si ferma e LeBron fa uno di quei tiretti che si fanno tanto per… Garnett, quasi fosse l’azione decisiva di una gara-7, scatta come un felino e gliela va a bloccare prima che entri. Il messaggio è chiaro: non ti facciamo segnare neanche a gioco fermo. La difesa dei Celtics si sta dimostrando qualcosa di eccezionale, nell’intervallo della partita Mark Jackson e Jeff Van Gundy hanno evidenziato alcuni aspetti delle scelte difensive di Boston: tanti, tantissimi aiuti difensivi (5 in una stessa azione, da manuale) e LeBron il più possibile lontano dal canestro. I Celtics non vogliono farlo andare a canestro (e infatti il grafico evidenziava le tre realizzazioni, tutte da sotto), e fanno il possibile per farlo tirare in sospensione (nel primo tempo solo dalla parte sinistra dell’attacco!) o farlo scaricare, tramite un raddoppio forte sul pick and roll. Tanto Wallace e Varejao non segnano, Joe Smith e Ilgauskas il tiro in sospensione ce l’hanno ma quanti punti potranno fare? Finora è andato tutto bene, e se Boston arriverà in fondo dovranno fare una statua al signore nella foto. Tom Thibodeau è colui che ha portato i Celtics a questo livello, insegnando loro a difendere alla morte su ogni singolo possesso. Nella sua carriera come assistant coach, ha fatto arrivare la sua squadra nella Top10 difensiva della Lega 11 volte su 14. Gli ultimi veri Knicks (che ultimamente bussano alla sua porta) si sono visti con lui e Jeff Van Gundy. Per arrivare al bottino grosso, però, Boston dovrà radicalmente cambiare atteggiamento in trasferta.

    In conclusione, aggiungo che Leon Powe sta diventando davvero un gran bel giocatorino! 

    Onnipotenza

    May 6, 2008

    Chris Paul

    Se non stiamo assistendo a una dimostrazione di onnipotenza, poco ci manca. Quanto sta facendo Chris Paul quest’anno turba parecchio i sonni delle franchigie Nba. Gli Spurs, giusto per sputtanarmi subito subito, sono riusciti a fare il giusto adeguamento su West, mandando sulle sue piste un Thomas che lo ha contenuto alla grande. Gli Hornets hanno risposto continuando a raddoppiare Duncan, sia con l’altro lungo che con gli esterni, e sfidando San Antonio al tiro da fuori. Ancora una volta, i campioni Nba hanno retto un tempo. Il problema, per i neroargento, è che la marcatura di Paul è davvero un’incognita. Escluso Parker, non in grado di reggere il confronto, lo spostamento di Bowen sul play causa difficoltà a chi deve trovarsi su Stojakovic, che infatti sta giocando una serie stratosferica, dopo che già contro Dallas aveva martellato la retina. Ginobili è un buon difensore, ma è più basso, rispetto all’inizio della sua carriera Nba deve badare di più anche alla fase offensiva, e fisicamente non sembra proprio a posto. Insomma, per gli Spurs l’unica sembra possa essere che Bowen entri nella mente di Paul, ed è probabile che lo farà già in queste due gare a San Antonio, dove la prestazione dell’ex Wake Forest sarà ancora più decisiva, vista la tendenza dei tiratori a segnare di meno in trasferta. Se il difensore passa davanti al blocco, 9 volte su 10 perde Paul. Se scatta il raddoppio, Paul troverà il tiratore libero sul perimetro (Peja, Peterson) o sul gomito (West). Se a raddoppiare è un lungo, parte l’alleyhoop per Chandler. Se la difesa collassa in area, c’è sempre l’opzione dell’arresto e tiro, che non sembra mancargli. Fossi in Popovich, proverei a far passare il difensore dietro al blocco, velocissimamente, ovvio. Se non va bene manco così, non sono poche le possibilità che si torni a New Orleans per il match point. Vedremo, con tutto che è un anno pari, scommettere contro San Antonio può essere sempre pericoloso.

    Una tranquilla domenica di basket

    May 5, 2008

    Iniziamo dal CSKA, facendo il giusto onore a una squadra composta di fenomeni ma guidata da uno dei migliori allenatori di sempre. Va bene il budget miliardario, va bene permettersi di avere Zisis e Goree come elementi complementari delle rotazioni, ma spesso questo non basta e corri il rischio di fare figuracce (vedi le greche di quest’anno). Messina ha compiuto l’ennesimo capolavoro, e fa piacere sapere che rimarrà ancora da questa parte dell’oceano. In America corre il rischio di essere sprecato, vista la rarità degli allenamenti. Certo, la sfida sarebbe interessante e l’idea stuzzica parecchio, ma intanto teniamocelo strettissimo. 

    Boston ha scacciato la paura e ha battuto facilmente gli Hawks, con una difesa asfissiante che ha impedito ad Atlanta qualsiasi contromisura. Orribile il fallo di Marvin Williams su Rajon Rondo, ma non credo fosse intenzione dell’ex North Carolina fare male al play dei Celtics. Tanto di cappello ad Atlanta, che ora dovrà decidere su chi puntare tra Smith, Williams e Childress. Molto dipenderà anche dalle loro esigenze. Per i Celtics, l’essere arrivati a gara-7 potrebbe essere un aspetto positivo, se avranno imparato a non sottovalutare gli avversari e soprattutto se avranno fatto tesoro delle provocazioni verbali e fisiche usate dagli Hawks nella serie. E’ normale che ci siano, soprattutto nei playoff, ma i giocatori di Boston hanno dato l’impressione di abboccare ogni volta. Questo puoi permettertelo, se ti chiami Celtics, contro gli Hawks, ma di sicuro non puoi farlo contro LeBron James, che ha dimostrato contro i Wizards di reggere alle provocazioni. Possibile che vedremo molto Posey su di lui.

    Mi aspettavo una vittoria dei Lakers con discreto margine, tanto da scommetterci su. I Jazz venivano da una dispendiosa gara-6 neanche 48 ore prima. Nel primo tempo non c’è stata storia: L.A. ha riempito l’area, forzando a ripetizione palle perse di Boozer e limitando il pick and roll tra quest’ultimo e Williams. Metro arbitrale per nulla permissivo, tanti viaggi in lunetta per Bryant, che - con un Gasol in difficoltà contro Okur e comunque poco servito - ha trovato un buon contributo da Vujacic. Clamorosa la prova difensiva di Odom, che ormai ci sta abituando a questo tipo di prestazioni. Nella ripresa Utah si è riportata a contatto (da -19 a -2), grazie ad alcuni jumper dai 5 metri e a continui tagli che hanno messo in difficoltà i lacustri. Dall’altra parte, Bryant ha deciso di giocare da solo, forzando l’inanerrabile. Ma la rimonta non è stata portata a compimento. L’impressione è che, per quanto possa essere equilibrata la serie, vinceranno i gialloviola in cinque gare.

    X as Xavier

    May 4, 2008

    David West

    Dopo gara-1, sembra che la chiave della serie tra Hornets e Spurs sia David West. West, alla sua quinta stagione Nba, sempre con la maglia degli Hornets, si sta dimostrando uno dei 4 più forti del campionato e il complemento ideale di Chris Paul. Uscito dall’università di Xavier, è un’ala forte piuttosto atipica, dotata di meno centimetri rispetto a tanti pariruolo. Riesce però a essere un’arma letale perchè, oltre a essere dotato di un affidabilissimo jumper dai 5 metri, che non puoi assolutamente concedergli, sa mettere palla a terra per attaccare il canestro. Quando raccoglie il palleggio, spesso si appoggia all’avversario per subire il contatto o per rilasciare un morbidissimo semigancio. Il problema per gli Spurs è che in rosa non sembrano avere un giocatore in grado di limitarlo, perchè sia Oberto che Kurt Thomas sono abituati a fare a botte sottocanestro. Horry ormai ha troppe primavere, non resta che Duncan che però potrebbe non avere la stessa velocità di piedi e che inoltre in gara-1 ha giocato una delle sue peggiori partite di sempre (5 punti con 1/9), ben contenuto da Chandler e lo scongelato Ely, che hanno iniziato da subito a mettergli le mani addosso.

    L’altro problema per San Antonio resta ovviamente quello di un Chris Paul che, pur non andando incontro alle esplosioni realizzative viste nella serie con i Mavs, è riuscito continuamente a fare quello che voleva. In gara-1 Popovich ha messo il più alto Bowen sul play di Wake Forest, ma la sensazione è che CP3 sia al momento in controllo. Dall’altra parte, Bowen ha approfittato degli spazi lasciati dagli Hornets sugli esterni con cinque triple e 17 punti nel primo tempo. Il piano di Scott è stato quello di lasciare spazio ai tiratori neroargento, che nel primo tempo hanno tirato con 9/17, ma poi si sono progressivamente spenti. Gli Hornets invece hanno continuato a segnare, con contributi importanti da Wells, altro giocatore atipico e difficile da inquadrare come accoppiamento difensivo, e Stojakovic, che ha preso fuoco presto e ha continuato a mettere punti importanti anche in assenza di Paul (e quindi con Bowen in marcatura).

    Resta l’impressione di una serie aperta più di quanto dica il punteggio finale. 

    Il crollo di Siena

    May 2, 2008

    Siena era entrata in campo con un 8-0 convincente. Il primo quarto terminato addirittura 20-8, umiliando il miglior attacco dell’Eurolega con uno Stonerook sontuoso. Il piano partita di Pianigiani prevedeva un ritmo controllato ma anche una bella esecuzione dei giochi. Finchè la Montepaschi ha tirato bene da 3 è stato un dominio, poi i toscani si sono fossilizzati eccessivamente sulle soluzioni dalla lunga distanza, a parte qualche azione nella ripresa che ha visto Lavrinovic tagliare con decisione a centro area. Dall’altra parte, la splendida difesa del primo tempo è venuta completamente a mancare nei secondi 20′. In particolar modo, Siena ha patito il gioco sugli esterni, lasciando troppo spesso tiri con metri di spazio. Gli israeliani hanno preso fuoco e hanno rosicchiato piano piano tutto il vantaggio. Poi ci si sono messi gli episodi: un layup facilissimo di Sato finito sul ferro, un tecnico per simulazione a Lavrinovic, dubbissimo. E’ stato un peccato, forse è stata una delle classiche partite in cui alla fine conta tantissimo l’esperienza. E l’emblema dell’esperienza, nel Maccabi, è Derrick Sharp.